Cronaca | News

Seconde case: dove non si può andare a Pasqua?

18 Marzo 2021
Seconde case: dove non si può andare a Pasqua?

Nonostante il decreto del Governo dica che ci si può recare in un’altra abitazione di proprietà, alcune regioni stanno emettendo ordinanze restrittive.

Si avvicina la Pasqua, che sarà zona rossa nazionale per tutto il Paese. Nei giorni del 3, 4 e 5 aprile (la vigilia di Pasqua, Pasqua e il lunedì dell’Angelo, cioè Pasquetta) l’Italia tornerà in lockdown. La situazione non cambia molto, dal momento che mezza nazione è tuttora colorata di rosso: dieci regioni più una provincia autonoma si trovano nella fascia più alta di rischio.

Il decreto in vigore dal 6 marzo – il primo approvato dal Governo Draghi – per quanto riguarda le seconde case, prevede che si possa andare da qualunque zona (bianca, gialla, arancione o rossa), anche se la seconda casa si trova in un’altra regione o provincia. L’importante è che la seconda casa sia di proprietà o presa in affitto da chi ci si reca, che può andare da solo o con la famiglia. All’interno non devono essere presenti altre persone, né possono essere ospitati amici, parenti o conoscenti dopo l’arrivo.

Questa, dunque, la regola generale. Ma alcune regioni si stanno attrezzando con dei provvedimenti più restrittivi di quello governativo perché temono di essere «assediate» per le vacanze di Pasqua. Prima tra tutte: la Sardegna, unica zona bianca d’Italia e, quindi, isola felice.

Sardegna, Valle D’Aosta e Bolzano off limits a turisti e vacanzieri 

È di ieri il provvedimento con cui il governatore della Sardegna Christian Solinas ha disposto il divieto di entrare in regione per esigenze diverse da quelle di salute, lavoro, necessità. Saranno questi gli unici motivi per i quali i titolari di seconde case potranno approdare sull’isola.

I controlli spetteranno al personale di porti e aeroporti, che dovranno verificare che i viaggiatori siano in possesso dell’autocertificazione e che abbiano fatto un tampone con risultato negativo prima di arrivare. In alcuni paesi, come Sant’Antioco, per scoraggiare ulteriormente gli arrivi, si è deciso di imporre comunque la quarantena ai viaggiatori, anche in possesso di esito negativo del tampone.

Sulla stessa linea, Alto Adige e Valle d’Aosta. Entrambi i governatori ritengono che non sarebbe coerente imporre dei sacrifici alla popolazione locale e poi permettere che persone, da fuori, vengano in vacanza sul territorio. Da qui, la decisione di emettere delle ordinanze restrittive.

La Toscana verso il divieto

La Toscana non ha ancora preso provvedimenti, ma è intenzione del governatore Eugenio Giani lavorare quanto prima a un’ordinanza che scongiuri l’afflusso di turisti e vacanzieri sul territorio per Pasqua.

Il primo provvedimento di qualche tempo fa, che vietava l’arrivo nelle seconde case, permettendolo solo a chi aveva il medico di famiglia in Toscana, era stato dichiarato illegittimo dal Tar. E lo stesso rischio corrono molti di questi provvedimenti, dato che solo il Governo nazionale può imporre limitazioni così forti alla libertà personale.

A temere di più sono i Comuni costieri, che hanno lanciato un appello affinché i proprietari delle seconde case non tornino, almeno temporaneamente: «Aiutateci a contenere la curva dei contagi».

In Sicilia solo con tampone o quarantena, in Campania solo i non campani

In Sicilia, resta la regola del tampone: chi arriva sull’isola deve esibire il risultato negativo di un test effettuato 48 ore prima dell’arrivo. Altrimenti, per chi non si vuole sottoporre a tampone o test rapido, c’è sempre la possibilità di sbarcare ma restare in quarantena. Eseguiti questi adempimenti, quindi, chi vuole potrà recarsi nella sua seconda casa.

Paradossale la decisione della Campania: vietato l’accesso alle seconde case, entro il perimetro dei confini regionali, ai residenti nella regione. Permesso, invece, a chi viene da fuori.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube