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Albero caduto su un’auto: chi paga?

18 Marzo 2021 | Autore:
Albero caduto su un’auto: chi paga?

Quando sono responsabili del danno il Comune, l’Anas o il proprietario del giardino privato da cui è precipitata la pianta addosso a un veicolo?

Il clima cambia senza pietà e quello che fino a qualche anno fa sembrava un innocuo temporale ora si può trasformare in una tempesta con piogge violente, grandine, fulmini e vento forte, molto forte. Un incubo, insomma. Lo si vede nei telegiornali ogni volta che c’è un evento atmosferico sempre meno eccezionale: fiumi in mezzo alle città che si portano via tutto ciò che trovano al loro passaggio. Tra le conseguenze di questi episodi così violenti, lo sradicamento o la rottura parziale di piante che finiscono addosso ai veicoli parcheggiati nella zona. Passata la tempesta e tornata la calma, a chi bisogna rivolgersi? Per un albero caduto su un’auto, chi paga?

Bisogna vedere dove si trovava la macchina nel momento in cui la pianta le è caduta addosso: in una strada pubblica? In una strada statale? Accanto al muretto di recinzione di una proprietà privata? Perché a seconda di dov’è accaduto il sinistro cambia il soggetto che deve farsi carico del danno.

Ne parla il Codice civile ma lo hanno fatto anche i tribunali, stabilendo che se l’albero caduto su un’auto si trovava all’interno di una proprietà privata, a pagare non sono né Anas né il Comune, anche se una delle radici fuoriusciva dal confine e si trovava su un lato della strada. E chi paga? Pare piuttosto ovvio.

Secondo il Codice civile, «ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito». Vediamo.

Albero su auto in area pubblica

Oltre agli eventi atmosferici violenti, i cui danni ben si possono coprire, tra l’altro, con un’apposita polizza assicurativa, la caduta di un albero su un’auto può succedere per la scarsa manutenzione della pianta: rami troppo pesanti, oppure deterioramento dell’albero nel tempo senza che nessuno si preoccupi di tagliarlo o di sistemarlo in modo che non possa creare un danno.

Se ciò avviene in una strada pubblica o, ad esempio, nel parcheggio di un viale, occorre chiedere il rimborso del danno all’ente proprietario di quell’area. Di solito, in città ne risponde il Comune mentre l’Anas paga il danno se il sinistro avviene in una delle strade che gestisce, come può essere una statale.

Bisogna in questo caso inviare una raccomandata a/r all’ente competente con la descrizione dell’evento accompagnata possibilmente di qualche fotografia o video (ormai chiunque è in grado di scattare o di filmare con un cellulare), l’ora e il luogo in cui l’albero è caduto sull’auto ed il preventivo a fattura relativo alla riparazione del veicolo.

Come detto, però, il Codice civile segnala un’eccezione all’obbligo di rispondere del danno provocato dalla cosa in custodia, ovvero che si riesca a provare il «caso fortuito». Ed è quello che, quasi sicuramente, faranno Anas o Comune. A questo punto, il malcapitato cittadino può avviare una vera e propria causa di risarcimento mettendo, in questo modo, l’ente proprietario o gestore della strada nelle condizioni di dover dimostrare che, effettivamente, si tratta di caso fortuito.

Quando è possibile che Comune o Anas la spuntino? Quando la causa della caduta è da imputare ad un evento imprevedibile come può essere un evento atmosferico di violenza inattesa. Se, invece, l’albero cade per la troppa neve in una zona di montagna dove, di norma, di neve ne cade sempre tanta, allora è più facile per l’automobilista portarsi il risarcimento a casa.

Albero caduto su auto da area privata

Diverso il caso di una pianta che si spezza o si sradica in una proprietà privata e cade addosso ad un’auto che transita o è parcheggiata in zona pubblica: qui né il Comune né l’Anas hanno alcuna responsabilità.

Immagina di avere lasciato l’auto in un parcheggio vicino al muro di cinta di una villetta con giardino. Per qualsiasi motivo, uno degli alberi che si trovano in quel giardino si spezza e cade sul tuo veicolo provocando un danno. È vero che la macchina si trovava su suolo pubblico (avevi pure pagato il parcheggio al Comune, magari). Ma è altrettanto vero che il custode della «cosa» che ha provocato il danno non è il Comune, bensì un privato. Sarà quest’ultimo, dunque, a farsi carico del risarcimento.

La Cassazione, con una sentenza del 2014 [2], aveva dato al cittadino la possibilità di puntare sul cosiddetto principio di responsabilità solidale. In sostanza, il privato proprietario del terreno in cui si trovava la pianta paga, ma paga anche il Comune per non aver controllato che gli alberi presenti nelle proprietà private non siano pericolanti e siano oggetto dell’adeguata manutenzione.

Ora, il Tribunale di Verbania sostiene in una recente sentenza che il Comune e l’Anas non sono tenuti a risarcire il danno provocato da un albero caduto su un’auto, anche quando qualche radice affiora a lato della strada. Secondo il giudice piemontese, la pianta «seppur avente le tre biforcazioni a cavallo del confine di mappa, nasce dal terreno posto a monte della strada da cui dipartono le radici di maggior consistenza, di proprietà di un terzo o dei suoi eventuali eredi qualora esistenti».

In altre parole: il grosso della pianta si trova in una proprietà privata, quindi anche se qualche radice fuoriesce da sotto il muro di cinta, è il privato che deve pagare il danno. Non c’è nemmeno l’obbligo in capo al Comune – conclude la sentenza del Tribunale di Verbania – di potare o di tagliare ogni pianta di una proprietà privata che si affacci sulla strada pubblica «a prescindere dalla rilevazione della relativa pericolosità».


note

[1] Art. 2051 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 20448/2014.

[3] Trib. Verbania sent. n. 26/2021.


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2 Commenti

  1. Mi è successo nel parcheggio condominiale qualche anno fa. Era da tempo che sollecitavo l’amministratore e gli dicevo che l’albero andava tagliato. Lui temporeggiava perché non tutti pagavano il condominio. E allora, una notte, dopo una bruttissimo temporale un ramo si è spezzato ed è finito in pieno sulla mia auto. Non vi dico la discussione che ne è scaturita anche perché io sarei dovuto andare a lavorare e mi sono dovuto prendere un giorno per risolvere la questione.

  2. MI è capitato in mezzo alla strada mentre ero in attesa che scattasse il semaforo verde… Fortuna che non mi ha preso in pieno, altrimenti avrei rischiato la vita. tutto il traffico bloccato, io sconvolto, gli altri automobilisti sono subito venuti a soccorrermi. Ora, col cavolo che mi metto filo filo alla strada ma sempre al centro, perché il timore e il trauma sono stati grandissimi dopo quell’esperienza.

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