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Covid: variante inglese scoperta in un gatto

18 Marzo 2021
Covid: variante inglese scoperta in un gatto

L’animale è stato sottoposto ad analisi dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte Liguria e Valle d’Aosta. Ha contratto il virus dai suoi padroni.

È il primo caso in Italia e riesuma una delle prime domande che ci si è posti allo scoppiare dell’emergenza sanitaria: gli animali domestici sono in grado di trasmettere il Coronavirus? No. Ma sicuramente lo possono contrarre. È quanto dimostra la vicenda del gatto maschio di otto mesi, di proprietà di una famiglia della provincia di Novara, trovato positivo al Covid-19 nella forma della variante inglese.

Non era mai accaduto in Italia che un animale domestico avesse contratto il Sars-CoV2 nella sua versione mutata. È già successo di trovare cani o gatti con l’infezione: basti pensare alla cagnolina di Bitonto (Bari) positiva e asintomatica. Se ne accorse l’Università di Bari a novembre (per approfondire leggi qui: Covid: primo cane positivo in Italia). Il ceppo era quello originario e la barboncina era stata contagiata dai suoi padroni.

La scoperta del caso

In tal caso, invece, il gatto ha preso la variante britannica, ma a quanto pare sarebbe in buone condizioni di salute.

«La positività del gatto non deve generare allarmi – dichiara Bartolomeo Griglio, responsabile della Prevenzione della Regione Piemonte -. A causa della malattia dei loro proprietari, gli animali d’affezione si ritrovano a vivere in ambienti a forte circolazione virale. Non è dunque inatteso che anch’essi possano contrarre l’infezione, ma non esiste alcuna evidenza scientifica sul fatto che giochino un ruolo nella diffusione del Coronavirus. Il contagio interumano rimane la principale via di diffusione della malattia».

L’animale, dunque, avrebbe contratto il Covid dai suoi padroni, come la barboncina di Bitonto. L’intera famiglia, adesso, è fortunatamente in via di guarigione.

La diagnosi è stata eseguita dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, che ha sottoposto il gatto a test. Un caso che certifica quanto sia accurato il lavoro di tracciamento e rilevazione del virus, come ha messo in evidenza lo stesso direttore dell’Istituto Angelo Ferrari, secondo il quale «il sistema dei controlli e la gestione integrata della pandemia sono efficaci e pronti ad agire tempestivamente».

Un plauso all’Istituto arriva anche da Luigi Icardi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte. «Sta svolgendo un lavoro di alta professionalità – ha affermato Icardi -. Nell’emergenza pandemica il sequenziamento dei virus è un’attività strategica e anche in questo caso, lo Zooprofilattico si conferma un’eccellenza scientifica di livello nazionale».

Come evitare di contagiare gli amici a quattro zampe

Ma come fare per evitare che gli animali domestici siano esposti al contagio, se i loro padroni sono positivi? Gli accorgimenti sono gli stessi che si utilizzano per limitare al minimo la trasmissione del virus tra gli esseri umani.

«Bisogna adottare tutte le precauzioni in casa anche per gli animali, attraverso regole generali di igiene personale, degli animali, degli ambienti e soprattutto adottando comportamenti idonei da parte di chi li accudisce», raccomanda l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), in un comunicato.

«L’Iss afferma che allo stato attuale non esistono evidenze che gli animali da compagnia svolgano un ruolo epidemiologico nella diffusione all’uomo di Sars-CoV-2. Semmai è vero il contrario», prosegue la nota dell’Oipa.

Il virus «può colpire occasionalmente gli animali, ma solo in quanto contagiati dall’uomo. Lo si è visto anche diffondersi nei mattatoi e negli allevamenti di animali da pelliccia, dove il virus è arrivato dagli operatori e dove di fatto possono riprodursi contesti simili ai cosiddetti “mercati umidi” cinesi, laddove si è originata la pandemia, contesti dove scorre il sangue e dove gli animali sono detenuti in scarse condizioni igieniche».

L’augurio dell’Oipa è che l’emergenza sanitaria diventi un’occasione per «insegnare al mondo un maggior rispetto per la vita animale».



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