Diritto e Fisco | Articoli

Danno parentale: i figli autonomi ne hanno diritto?

19 Marzo 2021 | Autore:
Danno parentale: i figli autonomi ne hanno diritto?

Il fatto che i discendenti della vittima siano indipendenti non è valido motivo per ridurre il risarcimento rispetto alle tabelle milanesi.

Quando una persona muore a causa di una negligenza o, comunque, di un illecito commesso da qualcuno, ai suoi eredi spetta il cosiddetto «danno da perdita del rapporto parentale», semplificato spesso nell’espressione danno parentale. I figli autonomi ne hanno diritto oppure, perché sposati o residenti altrove, il risarcimento non deve essere corrisposto?

Secondo una recente sentenza della Cassazione [1], sono due cose diverse. Un conto è che un figlio lasci la casa di famiglia per andare a vivere da solo e si renda autonomo ed un altro ben diverso è supporre che il legame affettivo con i genitori sia per questo scomparso.

Il danno parentale viene definito dalla stessa Corte Suprema «consistente nella perdita di un prossimo congiunto da cui consegue normalmente una condizione di vuoto esistenziale da parte dei familiari, determinato dal fatto di non poter più godere della sua presenza e di non poter più sperimentare tutte quelle relazioni fatte di affettività, condivisione, solidarietà che caratterizzano un sistema di vita che viene irreversibilmente stravolto» [2]. Insomma, il solo fatto di togliere gli affetti più cari ai figli, indipendentemente da fatto che siano autonomi o meno, è già un motivo per poter parlare di danno parentale. Vediamo.

Danno parentale: che cos’è?

Il danno da perdita del rapporto parentale, o danno parentale come viene normalmente chiamato, fa parte del più generico danno non patrimoniale [3] e consiste nell’irreversibile perdita del godimento di un congiunto, dalla definitiva preclusione delle relazioni interpersonali esistenti fino a quel momento. Quel congiunto, per colpa di qualcuno, non c’è più e non sarà possibile ormai godere della sua presenza. Succede, ad esempio, nei casi di decesso per malasanità o per incidente stradale.

Non si tratta, però, di una semplice e «romantica» carenza affettiva: il danno parentale consiste nel non poter più contare su un consiglio, un parere, un momento di sollievo, un’esperienza di vita e anche, perché no, una sana discussione da cui genitore e figlio traggono sempre qualcosa di positivo. Tutto questo viene di colpo cancellato.

Danno parentale: a chi spetta il risarcimento?

Quando si verificano le condizioni, il risarcimento del danno parentale spetta ai congiunti del defunto, nell’ambito del riconoscimento economico dei danni non patrimoniali, a cui si potrebbero aggiungere anche quelli patrimoniali.

È la stessa Costituzione a parlare implicitamente del danno parentale quando stabilisce che «la Repubblica garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità» (articolo 2), oppure quando difende l’intangibilità degli affetti e la reciproca solidarietà familiare (articoli 29 e 30).

Il danno non viene, però, riconosciuto in automatico: occorre documentarlo e provarlo, anche tramite testimoni, dimostrando il legame affettivo che c’era tra il defunto ed i superstiti, la condivisione dei loro interessi, l’assistenza materiale e morale tra di loro.

Il risarcimento, una volta provato e documentato il danno, spetta sicuramente al coniuge, ai figli, ai nipoti, ai genitori e ai fratelli del defunto. In poche parole, ai suoi congiunti. Tuttavia, ci possono essere altre persone a cui, in determinati casi, può essere riconosciuto il diritto al risarcimento del danno parentale. È successo, ad esempio, con la sentenza con cui il Tribunale di Como [4] ha inserito tra gli aventi diritto il genero del defunto.

Danno parentale: spetta anche ai figli non conviventi?

Come si diceva all’inizio, nella maggior parte dei casi quando una persona muore in età avanzata i figli sono già autonomi, hanno la loro famiglia, hanno a loro volta fatto dei figli, ecc. Ciò non vuol dire, però, che il legame con i genitori sia venuto meno, anzi: a volte l’affetto diventa ancora più intenso proprio a causa della lontananza fisica.

Proprio per questo motivo, la giurisprudenza si è pronunciata a favore del diritto dei figli autonomi al risarcimento del danno parentale. Lo ha fatto di recente la Cassazione per un caso di malasanità ma lo aveva già sentenziato qualche anno fa, stabilendo che il risarcimento spetta anche ai nipoti non conviventi con il nonno deceduto a seguito di sinistro stradale.

Quanto all’entità del risarcimento, non deve essere condizionata – sostiene la Cassazione – dal fatto che i figli sono indipendenti da un punto di vista patrimoniale. Significa che il fatto di essere «sistemati» economicamente non comporta un risarcimento al di sotto delle tabelle milanesi. Tabelle, peraltro, che secondo la Suprema Corte non sono applicabili ovunque nel territorio nazionale, come invece accade per un altro tipo di danno non patrimoniale, ovvero quello all’integrità psico-fisica.


note

[1] Cass. sent. 7770/2018 del 18.05.2018.

[2] Cass. sent. n. 21230/2016 del 20.10.2016.

[3] Art. 2059 cod. civ.

[4] Trib. Como sent. del 18.07.2018.

[5] Cass. sent. n. 29332/2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube