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Discriminazione donne sul lavoro: più istruite ma con una paga più bassa

3 marzo 2014


Discriminazione donne sul lavoro: più istruite ma con una paga più bassa

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2014



Le donne devono lavorare in media 12 giorni in più rispetto agli uomini per raggiungere la stessa retribuzione: tuttavia in Europa siamo tra i Paesi più virtuosi.

 

Ci vogliono 12 giorni di lavoro in più all’anno, per una donna, per raggiungere la parità in busta paga rispetto ai colleghi uomini. È questo il risultato di una indagine realizzata dal centro studi Red-Sintesi per Il Sole 24 Ore. In pratica, la differenza di retribuzione è del 15,4%, che equivale a una media di 200 euro in meno nei confronti del gentil sesso.

Ma quali sono le ragioni del divario? Sebbene la legge ponga la parità retributiva come un principio costituzionale, si innescano altri meccanismi a penalizzare le lavoratrici. In primo luogo, una sorta di “segregazione” femminile, che vede le donne concentrate in ambienti lavorativi di minor prestigio, ambienti che, tuttavia, dall’altro lato, le hanno protette di più dalla crisi. I settori, infatti, dove vi è maggiore concentrazione di donne lavoratrici sono quelli dei servizi alle persone, sanità, istruzione: in questi settori trova impiego oltre il 40% delle dipendenti contro l’11,7% degli uomini.

Fa eccezione solo l’edilizia dove la sparuta rappresentanza femminile (appena l’1% di tutte le occupate) guadagna più degli uomini, probabilmente perché impiegata in ruoli impiegatizi con paga superiore al semplice manovale.

Più istruite, ma non nei settori che contano: anche le laureate faticano molto per colmare il gap retributivo rispetto ai colleghi del sesso maschile: le giovani dovrebbero infatti lavorare ben 39 giorni in più all’anno per raggiungere lo stesso salario.

Le più penalizzate sono le laureate in architettura e ingegneria (80 giorni di lavoro extra), seguite a ruota dalle donne medico (71 giorni).

Il punteggio si inverte nelle materie umanistiche (6 giorni di vantaggio per le donne) e nelle materie scientifiche e matematiche (19 giorni a favore delle laureate), dove è maggiore la presenza femminile.

Nonostante i dati poco incoraggianti, la Commissione Ue nei giorni scorsi ha evidenziato che a livello di salario lordo, il gap dell’Italia è tra i più bassi d’Europa: 7% rispetto a una media del 16%. Una tendenza legata soprattutto al fatto che la crisi si è fatta sentire di più sugli uomini.

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Autore immagine: 123rf.com

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