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Premi di risultato: quando è applicabile l’agevolazione fiscale?

19 Marzo 2021 | Autore:
Premi di risultato: quando è applicabile l’agevolazione fiscale?

Quali sono gli accordi che consentono la tassazione ridotta del 10% sulle gratifiche ai dipendenti? I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

L’obiettivo più importante da centrare per un’azienda è il risultato. E per arrivare a quel traguardo, il ruolo dei lavoratori è indispensabile. Per questo molti datori cercano di stimolare i propri dipendenti con i premi di risultato, un incentivo per gratificarli economicamente quando, grazie al loro contributo, l’obiettivo viene raggiunto nei tempi prefissati ed in modo proficuo. In questo modo, contenta l’azienda e contento il lavoratore. Viene il dubbio, però, che di questo premio non gioisca solamente il lavoratore ma ringrazi anche lo Stato: quanto si porta via dalla gratifica in termini di tasse? C’è da pagare una parte, certo. Tuttavia, si può godere di certi benefici. La domanda, quindi, è questa: sui premi di risultato, quando è applicabile l’agevolazione fiscale?

Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito questo aspetto rispondendo al dubbio di un’azienda che chiedeva se è possibile applicare ai premi di risultato l’imposta sostitutiva nella misura del 10% quando all’interno della società non c’è una rappresentanza sindacale con cui stipulare un accordo per avere accesso all’agevolazione fiscale. Vediamo che cosa hanno risposto le Entrate e come funziona l’aspetto fiscale di queste gratifiche.

Premi di risultato: cosa sono?

Ci sono due modi di concepire il proprio lavoro. Il primo, quello di dare all’azienda esattamente l’equivalente dello stipendio ricevuto seguendo fedelmente quanto richiesto dal contratto di categoria. Non un minuto in meno ma neanche un minuto in più. Tanto mi paghi, tanto faccio. Lavorare serve per mantenersi e per mantenere la famiglia, punto e basta.

Il secondo è quello di sentirsi parte di una realtà produttiva e cercare di fare il possibile per vederla crescere nell’interesse di tutti, del datore e del dipendente, dando di più quando serve e rallentando il passo quando è possibile per non bruciarsi. In altre parole, operare insieme con un obiettivo comune per ottenere tutti maggiore soddisfazione. L’azienda ottiene i suoi risultati e il dipendente vede riconosciuto il suo impegno, al di là di quello che gli spetta in busta paga per le sue «canoniche» otto ore. L’impresa cerca di valorizzare le singole capacità dei dipendenti e questi le mettono al servizio del loro datore.

Quest’ultima è la filosofia che c’è dietro i premi di risultato. Un riconoscimento economico a chi contribuisce in modo concreto ad arrivare al traguardo prefissato che, allo stesso tempo, serve a motivare il lavoratore affinché l’impegno non cali e continui a dare sempre il massimo.

I premi di risultato possono essere corrisposti in denaro oppure in forme di welfare, come sconti o servizi a beneficio del dipendente e della famiglia.

Premi di risultato: come funziona l’agevolazione fiscale?

Come si diceva prima, quando si raggiunge un obiettivo di produttività in un’azienda, il datore premia chi ha contribuito ad arrivare a quel traguardo. Ma premia anche lo Stato, che si porta via una parte della gratifica economica.

Tuttavia, in alcuni casi, è possibile beneficiare di un beneficio fiscale sul premio di risultato, ovvero della tassazione agevolata al 10% anziché al 23%.

La tassazione al 10% è applicabile sui premi di risultato che non superino i 4.000 euro e che siano stati concordati con l’azienda tramite un accordo sindacale. Significa che non possono fruire della tassazione agevolata i premi che sono frutto di contratti individuali o di accordi personali tra il datore e il dipendente.

Inoltre, per accedere all’agevolazione fiscale, il dipendente non deve avere dichiarato l’anno precedente un reddito superiore a 80mila euro.

I contratti che danno la possibilità di tassare i premi di risultato al 10% devono essere, dunque, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria.

Secondo una recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un interpello [1], non ci sono dei motivi per non applicare l’imposta sostitutiva de 10% sui premi di risultato (anche con un sistema di welfare aziendale) che rispondono ad un contratto collettivo aziendale stipulato con le rappresentanze territoriali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale, seppur esterne all’azienda.

Significa, quindi, che per accedere alla tassazione agevolata sul premio di risultato (o premio di produzione, come viene anche chiamato) è possibile stabilire la gratifica in un contratto collettivo aziendale siglato sia con le rappresentanze sindacali sia con le associazioni sindacali di categoria territoriali (regionali o provinciali) che abbiano un ruolo rappresentativo dei lavoratori. Quest’ultimo chiarimento è utile soprattutto per le realtà imprenditoriali in cui non esiste una vera e propria rappresentanza sindacale.

L’amministrazione fiscale ricorda, inoltre, che nel caso in cui non sia stato stipulato un contratto territoriale di settore, l’azienda potrà adottare il contratto territoriale che ritiene più aderente alla propria realtà, dandone comunicazione ai lavoratori. Tale accordo sarà recepito non solo per la previsione agevolativa, ma anche per la regolamentazione di altri aspetti del rapporto di lavoro tra l’azienda e i dipendenti.

Il contratto tra azienda e organizzazioni sindacali esterne potrà comunicato per iscritto a tutti i lavoratori senza l’obbligo di firma per accettazione da parte di questi ultimi, sempreché sia presente una modalità che ne provi l’avvenuta trasmissione agli interessati. L’accordo dovrà essere depositato entro 30 giorni dalla sua sottoscrizione utilizzando l’apposita procedura telematica messa a disposizione dal ministero del Lavoro.


note

[1] Agenzia delle Entrate, risp. interpello 16 marzo 2021 n. 176.

Autore immagine: canva.com/


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