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Reddito di cittadinanza: si può richiedere avendo casa di proprietà?

26 Luglio 2021 | Autore:
Reddito di cittadinanza: si può richiedere avendo casa di proprietà?

Il sussidio per chi si trova in stato di bisogno spetta se uno o più componenti della famiglia possiedono degli immobili?

Il reddito di cittadinanza, il sussidio per le famiglie in difficoltà introdotto nel 2019 e recentemente rifinanziato, continuerà ad essere operativo ancora per parecchio tempo. I requisiti per ottenere il beneficio, che può arrivare sino a un massimo di 1.380 euro mensili (per le famiglie numerose con disabili gravi, la cui abitazione è in affitto), risultano tuttavia piuttosto severi, specie per quanto riguarda il possesso di beni mobili ed immobili. A questo proposito, ci si domanda se il reddito di cittadinanza si può richiedere avendo casa di proprietà.

La risposta è affermativa, ma sussistono precisi limiti da rispettare, riguardo al possesso di immobili oltre alla casa di abitazione.

Inoltre, bisogna ricordare che il possesso di una seconda casa, o di qualsiasi altro immobile ulteriore rispetto all’abitazione principale, può risultare rilevante ai fini della dichiarazione dei redditi, in quanto la rendita o il reddito assegnato può entrare a far parte del reddito imponibile del proprietario o possessore.

Facciamo dunque il punto della situazione, tenendo presente che, ai fini del riconoscimento del Rdc, occorre soddisfare precisi requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, reddituali e patrimoniali, nonché riferiti al godimento di beni durevoli.

Requisiti reddituali e patrimoniali per il reddito di cittadinanza

Il nucleo familiare che richiede il reddito di cittadinanza deve essere in possesso di:

  • un valore dell’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente della famiglia) inferiore a 9.360 euro;
  • un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30mila euro, inclusi gli immobili posseduti all’estero, che vanno dichiarati nell’Isee con riferimento al valore al 31 dicembre dell’anno precedente ai fini Ivie;
  • un valore del patrimonio mobiliare (conti, carte prepagate, libretti, depositi, titoli, partecipazioni…), non superiore a una soglia di 6mila euro, aumentata di 2mila euro per ogni componente del nucleo familiare successivo al primo, fino ad un limite massimo di 10mila euro, incrementato di ulteriori mille euro per ogni figlio successivo al secondo; i limiti sono ulteriormente incrementati di 5mila euro per ogni componente con disabilità media e di 7.500 euro per ogni componente con disabilità grave presente nel nucleo familiare;
  • un valore del reddito familiare inferiore ad una soglia di 6mila euro annui, da moltiplicare per il parametro della scala di equivalenza (il richiedente vale 1, ogni componente maggiorenne vale 0,4 punti, ogni minorenne 0,2, sino a un massimo di 2,1 o 2,2 se vi sono componenti con disabilità grave); la soglia di reddito familiare da moltiplicare per la scala di equivalenza è pari a 7.560 euro per i nuclei beneficiari della Pensione di cittadinanza ed a 9.360 euro se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto.

Il reddito familiare ai fini del sussidio non coincide con il valore dell’Isr, cioè dell’indicatore della situazione reddituale rilevabile dall’attestazione Isee. La base di calcolo del reddito familiare è data dalla somma di tutti i redditi e trattamenti assistenziali che concorrono alla formazione dell’Isr, senza tuttavia sottrarre le componenti che invece vengono decurtate nell’ambito dell’Isee, come le spese sanitarie per disabili.

Come sapere se si ha diritto al reddito di cittadinanza?

All’interno del portale web dell’Inps è disponibile un simulatore del reddito di cittadinanza, che permette agli utenti:

  • di verificare il possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali previsti per il sussidio;
  • di calcolare l’importo del reddito di cittadinanza spettante.

È possibile eseguire la verifica sia a partire da una dichiarazione Isee valida, sia simulando gli indicatori Isee in base alla formazione del nucleo familiare (ad esempio Isee ordinario, Isee minorenni…), inserendo i dati necessari al calcolo dell’indicatore e, in seguito, i dati specifici del reddito di cittadinanza.

Come si determina il reddito Isee?

L’indicatore della situazione reddituale Isr si determina sommando i redditi di ogni componente del nucleo familiare, al netto di spese e franchigie, detraendo le spese o le franchigie relative al nucleo familiare stesso.

I redditi da considerare, per ciascun componente, si riferiscono al secondo anno solare che precede la presentazione della dichiarazione Isee e sono elencati nel decreto Isee [2].

Vi rientra il reddito complessivo ai fini Irpef, assieme ai redditi esenti o sottoposti a imposta sostitutiva o ritenuta d’acconto a titolo di imposta: pertanto, tutti i redditi degli immobili posseduti influiscono sull’indicatore della situazione reddituale Isee e, di conseguenza, si riflettono sul reddito di cittadinanza.

Dal reddito di ogni singolo componente del nucleo familiare devono essere sottratte fino a concorrenza alcune voci, come gli assegni versati per il mantenimento del coniuge e dei figli ed i redditi agrari degli imprenditori agricoli.

Dalla somma dei redditi dei componenti il nucleo, al netto delle somme detraibili, si sottraggono poi fino a concorrenza le spese o franchigie riferite al nucleo familiare, come il canone di affitto dell’abitazione principale.

Come si determina il patrimonio Isee?

L’indicatore della situazione patrimoniale è costituito dalla somma, per ciascun componente del nucleo familiare, del valore del patrimonio immobiliare e del patrimonio mobiliare, detenuto al 31 dicembre del secondo anno precedente la presentazione della dichiarazione Isee.

Nel dettaglio, per quanto riguarda il patrimonio immobiliare, si considera il valore ai fini Imu (anche in caso di esenzione) dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni (anche situati all’estero) intestati a persone fisiche non imprenditori, al netto del mutuo residuo risultante al 31 dicembre del secondo anno precedente la presentazione della dichiarazione Isee.

Il valore della casa di proprietà al netto del mutuo non rileva ai fini del patrimonio immobiliare, se risulta inferiore a 52.500 euro; la soglia è incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo. La parte che eccede questo valore viene considerata in misura pari a 2/3.

Diritto al reddito di cittadinanza per chi possiede immobili

In base a quanto osservato, per il diritto al reddito di cittadinanza potrebbe non essere sufficiente soddisfare il limite relativo al possesso della sola abitazione principale, più ulteriori immobili di valore non superiore a 30mila euro. Occorre anche avere riguardo all’attestazione Isee ed alle “ripercussioni” che il possesso di immobili può causare sull’indicatore della situazione reddituale Isr e sull’indicatore della situazione patrimoniale Isp.

Il simulatore del reddito di cittadinanza, ad ogni modo, consente di verificare anche questi aspetti.

Che cosa succede al reddito di cittadinanza se acquisto un immobile?

Se si verificano delle variazioni patrimoniali nel nucleo familiare, come l’acquisto di un immobile, è necessario comunicarle all’Inps entro 15 giorni, se le modifiche comportano la perdita dei requisiti relativi:

  • al patrimonio immobiliare;
  • al possesso di beni durevoli.

L’eventuale variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti deve essere comunicata entro il 31 gennaio relativamente all’anno precedente, se non già compresa nella dichiarazione Isee.


note

[1] Art. 2 Co. 1 – 7 DL 4/2019.

[2] Art. 4 Co. 2 DPCM 159/2013.

Autore immagine: pixabay.com


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