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Assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne: come interromperne il pagamento

3 marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2014



Pago alla mia ex moglie un assegno per il mantenimento di nostro figlio, all’epoca del divorzio studente, ma oggi il ragazzo si è laureato e lavora per un’azienda; mi è stato detto che non sono più obbligato a provvedere al suo mantenimento, ma la mia ex moglie non concorda. Se non fossi più obbligato, dal prossimo mese posso smettere di versarle l’assegno previsto dalla sentenza di divorzio?

La risposta è negativa. Anche se – con molta probabilità – è cessato il suo obbligo di provvedere alle esigenze di suo figlio, lei non ha la facoltà di procedere unilateralmente con l’interruzione del pagamento dell’assegno, perché il venir meno del dovere di mantenimento deve essere accertato da un giudice, all’esito di un apposito procedimento.

La sentenza di divorzio che prevede un assegno di mantenimento in favore del figlio, da versare all’ex coniuge o direttamente al figlio maggiorenne, è un provvedimento esecutivo: in caso di mancato pagamento il beneficiario dell’assegno può procedere con il pignoramento dei beni del genitore che si è reso inadempiente.

L’obbligo di mantenimento dei figli [1], tuttavia, non è perpetuo: la giurisprudenza infatti ha chiarito che quando il figlio entra nel mondo del lavoro il dovere dei genitori di provvedere alle sue esigenze cessa definitivamente [2].

La giurisprudenza della Superema Corte [3] ha inoltre statuito che il genitore tenuto al pagamento di un assegno in virtù di un provvedimento esecutivo del giudice (quale, come detto, è quello contenuto nella sentenza di divorzio) non può interromperne il pagamento senza prima aver ottenuto la revoca di quel provvedimento esecutivo.

E pertanto, il genitore deve rivolgersi ad un avvocato per instaurare il procedimento per la modifica delle condizioni del divorzio [4] nel corso del quale dovrà fornire al giudice la prova che si sono verificate le condizioni per il venir meno del dovere di mantenimento del figlio (per esempio, fornendo la prova dell’autonomia economica del figlio).

Quando il giudice accerta che effettivamente il genitore non ha più obblighi di mantenimento nei confronti del figlio revoca il provvedimento – emesso in sede di divorzio – con il quale era previsto l’assegno di mantenimento.

Interrompere il pagamento dell’assegno di mantenimento senza prima aver instaurato il procedimento di modifica delle condizioni di divorzio non è un comportamento prudente per il genitore obbligato, perché lo espone al rischio di un procedimento esecutivo contro il quale non ha alcun rimedio: la Suprema Corte, infatti, ha chiarito che in questo caso non è possibile agire con il rimedio dell’opposizione all’esecuzione.

Va infine osservato che il procedimento per la modifica delle condizioni del divorzio non è necessariamente contenzioso, ma può essere instaurato congiuntamente da entrambi gli ex coniugi. È quindi possibile cercare un accordo con l’ex coniuge relativo alla revoca dell’assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne.

di avv. Vanda Lops

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1 Commento

  1. e giusto che io devo dare il mantenimento al figlio di 29 anni e alla madre che lavorano in nero tutte due ed io devo andare avanti con soli 500 euro al mese ed ho anche lo stipendio bloccato fino al duemila e venti ed a loro gli aumenta il mantenimento come il padrone di casa tutto aumenta trane che il stipendio, poi il governo toglie l assegno al figlio ha diciotto anni ed io l assegno di mantenimento lo devo dare per tutta la vita al figlio che lavora in nero e questa e democrazia e merda d Italia ciao

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