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Avvocato venduto e incompetente: la critica non può essere ingiuria


Avvocato venduto e incompetente: la critica non può essere ingiuria

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 marzo 2014



Avvocato tacciato di incompetenza e malafede: non c’è scriminante del diritto di critica quando si trascende in espressioni offensive.

Il cliente che dà del “venduto” e  dell’incompetente al proprio ex avvocato ne risponde di ingiuria o diffamazione: infatti, in questi casi, si trascende dal normale diritto di critica. Si tratta, infatti, di espressioni ingiustificatamente aggressive dell’onore e della reputazione della persona il cui comportamento viene denunciato, denigratorie e sovrabbondanti rispetto allo scopo informativo proprio della denuncia.

Lo ha detto la Cassazione in una recente sentenza [1].

L’offensività delle espressioni usate è oggettiva. Si tratta, infatti, di espressioni obiettivamente offensive dell’onore e delle reputazione di un legale. E ciò vale anche se il soggetto che ha utilizzato tali espressioni lo ha fatto davanti all’autorità giudiziaria per denunciare un torto subìto dall’avvocato per via della sua incompetenza.

Diritto di critica sì, dunque, ma a determinate condizioni.

note

[1] Cass. sent. n. 9862/14 del 28.02.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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