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AstraZeneca: il nuovo foglietto con gli effetti collaterali

19 Marzo 2021 | Autore:
AstraZeneca: il nuovo foglietto con gli effetti collaterali

Il vaccino è stato dichiarato sicuro, ma le avvertenze cambieranno per informare i pazienti del rarissimo rischio di forme particolari di trombosi. 

Le iniezioni con AstraZeneca possono continuare. Il nuovo via libera al vaccino – per niente sorprendente, tutt’altro – è arrivato ieri dall’Agenzia europea per i medicinali (Ema), che considera il siero anglo-svedese sicuro ed efficace e comunque i benefici dell’utilizzo superano di gran lunga i rischi.

I casi finiti sotto la lente di ingrandimento dell’Agenzia europea sono 25, su un totale di circa 20 milioni di persone vaccinate con questo farmaco, tra Europa e Regno Unito. Casi che hanno richiesto approfondimenti perché si tratta di pazienti che, dopo aver ricevuto la loro dose di questo vaccino, hanno avuto due rarissimi tipi di trombosi (per approfondire leggi qui: Vaccino AstraZeneca: ecco il verdetto dell’Ema).

La domanda, dunque, è stata: il vaccino ha causato queste particolari e sporadiche forme di trombosi? Al momento, non è possibile né confermalo, né escluderlo, hanno detto gli esperti dell’Ema: serviranno ulteriori indagini. Al contrario, si può escludere un aumento del rischio generale di trombosi per la popolazione vaccinata con AstraZeneca. Ecco perché dall’uso di questo siero anti-Covid si ritiene di poter trarre più benefici che pericoli.

Proprio perché non si è ancora in grado di smentire un collegamento tra il vaccino e le trombosi rare, bisognerà aggiornare il foglietto illustrativo del farmaco, menzionando tutti quei sintomi che devono azionare un campanello d’allarme. Le avvertenze del vaccino AstraZeneca dovranno quindi informare che, sempre in casi rarissimi, il medicinale potrebbe provocare effetti che possono essere la spia di una forma di trombosi non comune.

In particolare, i pazienti saranno invitati a contattare il proprio medico se avvertiranno «affanno, dolore al petto o allo stomaco, gonfiore o freddo a un braccio o una gamba, mal di testa grave o in peggioramento o visione offuscata dopo la vaccinazione, sanguinamento persistente, piccoli lividi multipli, macchie rossastre o violacee o vesciche di sangue sotto la pelle».

Sono questi i sintomi a cui prestare attenzione, anche se l’Ema, nella conferenza stampa di ieri, ha posto l’accento sulla rarità degli episodi e sul fatto che se ne siano verificati comunque molti meno di quanti si temesse.

Le trombosi rare e atipiche cui ha fatto riferimento l’Ema sono la coagulazione intravascolare disseminata, dove si verificano, insieme, una trombosi e un sanguinamento, e la trombosi cerebrale dei seni venosi, ostruzione di quei particolari vasi (chiamati, appunto, seni venosi), che trasportano il sangue dal cervello alla giugulare interna e, dunque, fino al cuore.

In generale, la coagulazione intravascolare disseminata si può riscontrare in donne che prendono la pillola anticoncezionale e in pazienti con da tumori del sangue. Dunque, se è vero che alcuni soggetti sono più predisposti, devono evitare il vaccino? O seguire una specifica terapia prima di vaccinarsi?

Secondo il Corriere della Sera, che oggi ha pubblicato un approfondimento sul tema con l’aiuto del professor Sergio Siragusa, vicepresidente della Società Italiana di Ematologia, «non sarebbe consigliabile somministrare prima una terapia: non si sa ancora se una profilassi con anticoagulante possa abbassare il rischio della rara forma di trombosi. Quello che è noto, invece, è il pericolo di emorragia dato dalla somministrazione di farmaci come l’eparina».

Inoltre, «le persone che hanno una storia di trombosi o rischio trombotico sono decine di migliaia, somministrare a tutti eparina sarebbe un provvedimento sbilanciato».

Dunque, a fronte di un rischio così basso (25 casi su 20 milioni di vaccinati), conviene vaccinarsi e tenere d’occhio le reazioni successive. Se si ravvisano alcune di quelle menzionate poche righe fa, contattare il medico e intervenire solo a quel punto e solo con il suo assenso con una terapia anticoagulante.



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