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Pignoramento deposito bancario

21 Marzo 2021
Pignoramento deposito bancario

Sui depositi bancari pignoramento limitato al triplo dell’assegno sociale ma una sola volta.

Le regole sul pignoramento del deposito bancario variano a seconda della fonte del reddito. Infatti, la legge ha previsto un trattamento di favore solo per i redditi derivanti da pensioni, lavoro dipendente e ad essi assimilati (ad esempio, il risarcimento da licenziamento, il Tfr, ecc.). Ad essi, infatti, è dedicato l’articolo 545 del Codice di procedura civile che fissa dei limiti al pignoramento. Per tutti gli altri depositi bancari – quelli ad esempio provenienti da lavoro autonomo, professionale o imprenditoriale, redditi di capitali, investimenti, ecc. – non esistono limiti e il pignoramento può essere integrale. 

Qui di seguito, confortati da una recente sentenza della Cassazione [1] che si è occupata dell’argomento, spiegheremo quali sono le regole sul pignoramento del deposito bancario ossia del conto corrente con tutti i risparmi in esso già presenti e i successivi accrediti. Naturalmente, quanto andremo a dire da qui in avanti vale anche per il pignoramento del conto corrente postale. 

Ma procediamo con ordine. 

Come avviene il pignoramento del conto corrente?

Prima di subire il pignoramento del conto corrente, il debitore viene informato di ciò con largo anticipo. Difatti, il creditore è tenuto a notificargli innanzitutto il cosiddetto atto di precetto, ossia un invito a pagare entro massimo 10 giorni, con avviso che, in difetto di adempimento, si darà avvio all’esecuzione forzata vera e propria. Nell’atto di precetto, però, non viene indicato quale tipo di pignoramento il creditore attuerà. Potrebbe infatti optare per il pignoramento dello stipendio direttamente in capo al datore di lavoro, della pensione presso l’Inps, dei canoni di locazione, e così via. 

Decorsi 10 giorni dal ricevimento del precetto, il creditore notifica l’atto di pignoramento presso terzi: è da questo momento che si realizza il blocco dei depositi bancari nei limiti che andremo a vedere a breve.

L’atto di pignoramento presso terzi viene portato a conoscenza sia della banca che del debitore. Non è previsto un ordine: di solito, la notifica avviene nello stesso tempo perché l’avvocato consegna gli atti all’ufficiale giudiziario contemporaneamente, nella medesima occasione. 

Nel momento stesso in cui la banca riceve l’atto di pignoramento “congela” il conto corrente in attesa dell’udienza dinanzi al giudice che gli ordinerà di versare le somme pignorate al creditore procedente. 

Limiti pignoramento deposito bancario

Come dicevamo in apertura, sono previsti dei limiti al pignoramento del deposito bancario, limiti che tuttavia operano solo nel caso in cui si tratti di un conto di “appoggio” dello stipendio o della pensione. In tali ipotesi, infatti, la legge si preoccupa di garantire al debitore il sostentamento. Pertanto, il debitore deve riuscire a dare dimostrazione di ciò tramite gli estratti conto: non devono cioè risultare accrediti di provenienza diversa rispetto ai bonifici effettuati dal datore di lavoro o dall’ente di previdenza; diversamente, il pignoramento non subirà alcuna limitazione e potrà essere integrale.

Risparmi depositati in banca alla data del pignoramento

Quanto alle somme che si trovano già depositate sul conto corrente del debitore alla data di notifica dell’atto di pignoramento, queste possono essere pignorate solo se superano un importo che viene fissato annualmente e che è pari al triplo dell’assegno sociale. L’assegno sociale del 2021 è pari a 460,28 euro (somma rivalutata annualmente). Il triplo è quindi 1.380.63. Quindi, se il conto corrente ha una giacenza inferiore a 1.38063, l’eventuale deposito non può essere pignorato. Se invece il conto contiene una giacenza superiore, è possibile pignorare per intero solo la parte che eccede tale tetto. Quindi, su un conto di 2.000 euro, possono essere pignorati solo 619,37 euro.

Questo limite opera una sola volta: ossia quando viene notificato l’atto di pignoramento con riferimento alle somme che, in quel momento, sono state già depositate e sono quindi il frutto di risparmi del correntista.

Accrediti successivi alla data del pignoramento

Per quanto invece riguarda tutti gli accrediti che perverranno sul conto corrente dopo la data del pignoramento – sempre a condizione che derivano da lavoro dipendente o da pensione – il pignoramento può essere nella misura massima di un quinto per ogni mensilità. 

Il pignoramento pertanto resta in piedi fino a quando il debito non sarà integralmente pagato. Semmai il debitore dovesse essere licenziato prima di tale momento o dovesse dimettersi, il pignoramento si estenderà in automatico al quinto del TFR.

Pignoramento su altri conti correnti

I limiti che abbiamo appena elencato non valgono per tutti gli altri conti correnti, quelli cioè di appoggio a redditi diversi. Quindi, basterebbe che un reddito da lavoro dipendente venga accreditato su un conto su cui confluiscono anche somme di diversa natura (ad esempio, un canone d’affitto) per non potersi più applicare le garanzie disposte dalla legge per il lavoratore dipendente e per il pensionato.

Dunque, quando sul conto corrente vengono depositate somme di diversa natura, il creditore può pignorare l’intero deposito bancario, ossia tutti i soldi che sono in esso depositati. E il pignoramento si estende a tutti gli accrediti che verranno eseguiti da allora sino alla data dell’udienza in cui il giudice disporrà l’ordine, nei confronti della banca, di versare tali somme in favore del creditore. Quindi, se mai il debitore dovesse ricevere un bonifico, anche questo verrà integralmente bloccato.

Ma se nel caso del conto del lavoratore o del pensionato il pignoramento resta in piedi fino a quando il debito non viene definitivamente estinto, in questa ipotesi invece il pignoramento cessa alla data dell’udienza e il giudice, dopo aver assegnato al creditore tutte le somme nel frattempo depositate sul conto, determina la cessazione della procedura. Il conto è quindi di nuovo libero.


note

[1] Cass. sent. n. 10772/21 del 19.03.2021.

Autore immagine: depositphotos.com


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