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Come fare un bonifico ad un figlio?

21 Marzo 2021
Come fare un bonifico ad un figlio?

Modalità operative per versare soldi dal conto corrente del padre a quello del figlio: tutte le ipotesi.

Varie sono le ragioni per cui un padre potrebbe voler fare un bonifico ad un figlio. Potrebbe, ad esempio, trattarsi di un regalo oppure del semplice adempimento al dovere di mantenimento che la legge gli impone e che lo obbliga a provvedere non solo ai bisogni primari del giovane ma a tutte le necessità collegate alla vita di relazione, agli hobby, allo sport, all’istruzione e così via. 

Per piccole somme è ben possibile provvedere tramite contanti. Ma quando l’importo supera i limiti previsti dalla normativa sul riciclaggio [1] è necessario procedere tramite mezzi tracciabili: assegni, bonifici, vaglia, ecc.

Come fare un bonifico ad un figlio e quali insidie possono celarsi dietro un gesto così naturale e nobile come quello del contributo di un genitore nei confronti della propria prole? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Bonifico a un figlio e Fisco

Per comprendere come fare un bonifico a un figlio dobbiamo prima comprendere dove possono celarsi i problemi con lo Stato e con gli altri parenti.

Al contrario di quanto succede tra soggetti appartenenti a nuclei familiari diversi o comunque non collegati da vincoli di parentela, il bonifico di denaro fatto dal padre al figlio non è soggetto né ad obbligo dichiarativo, né a controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. La legge infatti presume che si tratti dell’adempimento del dovere di reciproca assistenza e solidarietà, che derivano appunto dal legame di sangue.

Quindi, il figlio non deve né avere timore del fatto che la propria banca comunicherà la movimentazione all’ufficio delle imposte (cosa che avviene comunque in automatico), né che quest’ultimo possa chiedere il pagamento di imposte. 

In realtà, la legge prevede l’imposta sulle donazioni che, tuttavia, nei rapporti tra discendenti e ascendenti è pari al 4% e si applica solo sulla quota eccedente 1milione di euro. In buona sostanza, se il padre dovesse donare 1.100.000 euro al proprio figlio, quest’ultimo pagherebbe solo un’imposta del 4% su 100.000 euro.

Si tenga tuttavia conto del fatto che il Fisco fa molta attenzione alle intestazioni fittizie di conti correnti, quando queste rivelano un intento evasivo. È ad esempio il caso del figlio che, gestendo un’attività professionale o imprenditore e facendo molto “nero”, faccia bonificare le somme sul conto corrente del padre, ricevendo poi da questi, periodicamente, dei bonifici. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate potrà ritenere che l’effettivo intestatario del conto sia il figlio; in tal modo, il Fisco procederà a recuperare le imposte da quest’ultimo non versate sui soldi depositati sul conto del padre. 

Bonifico a un figlio per acquisto della casa

Molto spesso succede che il padre, nell’intento di comprare casa al figlio, anziché pagare direttamente il venditore preferisca bonificare le somme sul conto del figlio per poi far partire, dal conto di quest’ultimo, i soldi necessari al rogito. In questo caso, l’importante è rendere sempre tracciabili gli spostamenti di denaro affinché il Fisco, qualora dovesse notare l’intestazione dell’immobile in capo a un soggetto (il figlio) privo di capacità contributiva, possa desumere la provenienza della disponibilità economica.

Non poche volte l’Agenzia delle Entrate ha verificato l’intestazione di immobili in capo a contribuenti privi di reddito e, in assenza di prove circa la disponibilità del denaro, ha provveduto a notificare un accertamento fiscale, con conseguente tassazione e applicazione delle sanzioni.

Bonifico al figlio come mantenimento

Qualora il padre debba provvedere al versamento dell’assegno di mantenimento in favore del figlio, in ottemperanza a quanto disposto dal giudice, potrà eseguire il bonifico direttamente in capo a questi solo se è il figlio stesso a chiederlo e purché abbia compiuto 18 anni. In tutti gli altri casi, dovrà versare la somma sul conto corrente della madre. 

Bonifico a un figlio e problemi con gli altri parenti

Quando il padre adempie al proprio dovere di mantenimento nei confronti del figlio non deve avere alcun timore di bonificare a questi i soldi per l’acquisto del motorino, per il pagamento dei libri universitari o dell’affitto a uso studentesco, per la vacanza studio, per la palestra e via dicendo. 

Quando però si tratta di veri e propri regali, di particolare consistenza, che superano i doveri genitoriali (si pensi all’acquisto di un’auto di grossa cilindrata o di una casa, al contributo per l’avvio di un’attività imprenditoriale o professionale, ecc.), potrebbero porsi problemi di natura ereditaria. 

La legge infatti obbliga ogni cittadino a lasciare una parte minima del proprio patrimonio, prestabilita dalla legge, a tutti i figli e al coniuge: sono i cosiddetti eredi legittimari. Le quote della legittima variano a seconda del numero di tali persone.

Se il genitore dovesse aver leso una delle quota di legittima, l’erede pregiudicato potrebbe fare causa al figlio beneficiario della donazione per ottenere il ricalcolo delle quote di legittima e, quindi, la propria parte. 

Così, ad esempio, se un genitore con due figli dovesse regalare a uno di questi, quando ancora è in vita, un appartamento e, alla sua morte, lasciare in divisione ai due fratelli un conto corrente con 10mila euro, il fratello che ha ricevuto di meno potrebbe chiedere all’altro il denaro corrispondente alla propria quota sulla casa.

Come fare il bonifico al figlio

Veniamo ora alle modalità operative con cui fare il bonifico al figlio. Tutto ciò che occorre fare è specificare la ragione del bonifico nella causale. La causale, in verità, non è obbligatoria né costituisce una prova della natura del pagamento, ma quantomeno serve a togliere ogni incertezza nei rapporti tra le parti. 

La legge non dice quale debba essere la causale del bonifico al figlio, pertanto non esiste una formula prestabilita. Ne suggeriamo solo alcune in base alle più frequenti esigenze:

  • donazione;
  • contributo per acquisto libri;
  • contributo spese universitarie;
  • contributo per pagamento contratto di locazione;
  • contributo per spese sportive;
  • contributo per acquisto moto/auto;
  • contributo per avvio lavoro;
  • mantenimento mensile figlio deciso dalla sentenza di separazione/divorzio;
  • regalo per il compleanno / laurea / Natale, ecc.
  • contributo spese vestiario;
  • contributo viaggio scolastico / di divertimento, ecc.

Limite massimo bonifico al figlio

La legge non pone alcun limite quantitativo alla possibilità di bonificare un importo di denaro dal conto del padre a quello del figlio. L’unico limite potrebbe essere previsto dalle condizioni contrattuali della banca del padre, specie nel caso in cui questi si avvalga di strumenti telematici come l’home banking. In tali ipotesi, sarà possibile effettuare il bonifico anche in più tranche dilazionate in diversi giorni. 


note

[1] 2.000 euro fino al 31.12.2021; 1.000 euro dal 1.01.2022.


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