Diritto e Fisco | Articoli

Esistono limiti alla modifica della Costituzione?

27 Luglio 2021 | Autore:
Esistono limiti alla modifica della Costituzione?

È sempre possibile sottoporre a revisione la Carta costituzionale?

Esistono limiti alla modifica della Costituzione? Diciamo innanzitutto che per Costituzione si intende l’insieme delle norme fondamentali di uno Stato. Più in particolare, la Costituzione raggruppa tutte le regole che disciplinano l’organizzazione dello Stato, le relazioni tra lo Stato e i suoi cittadini ed i valori ed i principi essenziali della comunità nazionale. La gran parte delle nazioni è dotata di una Costituzione scritta (come l’Italia), ma esistono casi (come il Regno Unito) in cui le norme fondamentali dello Stato sono racchiuse in una Costituzione non scritta (una serie di consuetudini).

La Costituzione italiana, in vigore dal 1° gennaio 1948 e frutto della liberazione dal regime fascista, è una Costituzione: votata, perché fu adottata da un organo democraticamente eletto (l’Assemblea costituente eletta nel 1946); rigida, perché è modificabile ma solo attraverso un procedimento aggravato (perché la modificazione richiede un iter parlamentare più complesso e maggioranze più ampie); lunga (perché contiene oltre alle norme sull’organizzazione dello Stato anche l’elenco delle libertà civili, i diritti politici ed economici riconosciuti ai cittadini ed i valori a cui deve ispirarsi l’azione dell’amministrazione pubblica).

Nell’articolo che segue ti spiegheremo se esistono limiti alla modifica della Costituzione.

La Costituzione è modificabile in ogni sua parte?

Come precisato nell’introduzione, la nostra Costituzione è rigida. Questo vuol dire che la revisione della Costituzione (di uno o più articoli) è sicuramente possibile, ma solo attraverso un meccanismo che prevede un percorso parlamentare più complesso e con maggioranze più larghe rispetto a quelle necessarie per approvare una legge ordinaria.

Ma è possibile modificare ogni articolo della Costituzione? Tutte le norme costituzionali possono essere cambiate o abrogate? Oppure esistono dei limiti invalicabili, cioè norme o valori o principi che in nessun caso possono essere soggetti a modifica?

Innanzitutto, devi sapere che la Costituzione contiene un limite esplicito [1] secondo cui la forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale. Questo vuol dire che la monarchia non potrà essere reintrodotta in Italia attraverso una revisione della Costituzione e che, quindi, il Capo dello Stato sarà sempre una carica elettiva.

Questo è il limite esplicito alle possibilità di modifica della Costituzione. Ma esistono anche limiti impliciti (cioè non scritti) alla modifica della Costituzione.

Come insegna la Corte Costituzionale [2] esistono principi e valori supremi assolutamente immodificabili in quanto appartengono all’essenza stessa della Repubblica. Si tratta dei valori contenuti in quelle norme della Costituzione che riconoscono i diritti umani fondamentali (diritto alla libertà personale, alla manifestazione del pensiero, alla circolazione, alla salute, al lavoro, al voto libero, ecc.) e l’organizzazione democratica dello Stato (Parlamento elettivo, poteri pubblici soggetti alla legge ecc.). Queste norme (e questi diritti) non possono essere in alcun modo modificati in senso peggiorativo o abrogati.

Non potrà mai entrare in vigore una modifica della Costituzione che introduca la schiavitù o che stabilisca che i diritti umani fondamentali spettano in Italia solo ai cittadini italiani.

I diritti umani fondamentali riconosciuti dalla Costituzione non possono essere soppressi.

Come si modifica la Costituzione?

Analizziamo ora la procedura attraverso cui la Costituzione può essere modificata [3].

La proposta di legge che intende modificare la Costituzione può essere avanzata:

  • dalle Regioni;
  • dal Governo;
  • dal Parlamento (anche da un singolo parlamentare);
  • dal popolo (proposta sottoscritta da almeno 50.000 elettori).

La proposta di legge per modificare la Costituzione deve essere approvata due volte da ciascun ramo del Parlamento (tra la prima e la seconda votazione della Camera e del Senato devono decorrere almeno tre mesi). Occorrono cioè due approvazioni alla Camera e due approvazioni al Senato.

La seconda approvazione del testo deve avvenire sia alla Camera che al Senato almeno con la maggioranza assoluta dei membri di ciascuna Camera (occorre, cioè, che nella seconda votazione sia alla Camera che al Senato la proposta di legge venga approvata con il voto favorevole di almeno la metà più uno dei membri dell’assemblea).

Se l’approvazione della proposta di modifica della Costituzione avviene nella seconda votazione con la maggioranza del 50% più uno dei membri sia del Senato che della Camera, la procedura procede nel seguente modo:

  • la legge viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ma non entra subito in vigore; infatti se entro tre mesi dalla pubblicazione un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali chiedono di sottoporre la legge di riforma della Costituzione ad un referendum confermativo, la legge entrerà in vigore solo se il referendum confermativo dovesse approvare la riforma con almeno il 50% dei voti favorevoli del popolo (se invece il popolo dovesse esprimersi in maggioranza contro la proposta di legge di riforma della Costituzione, essa non entrerà in vigore e sarà abbandonata);
  • invece se entro tre mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, né un quinto dei membri di una Camera né cinquecentomila elettori né cinque Consigli regionali dovessero chiedere di sottoporre la proposta di legge a referendum, la legge di riforma della Costituzione sarebbe subito promulgata dal Presidente della Repubblica ed entrerebbe quindi in vigore.

Se invece l’approvazione della proposta di modifica della Costituzione avviene nella seconda votazione con la maggioranza di almeno due terzi dei membri sia del Senato che della Camera, la procedura prevede l’immediata promulgazione della legge di riforma da parte del Presidente della Repubblica, la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e la sua entrata in vigore.

Se l’approvazione della proposta di modifica della Costituzione avviene nella seconda votazione con la maggioranza di almeno due terzi dei membri sia del Senato che della Camera, non è prevista la possibilità di sottoporre a referendum popolare il testo della legge ed essa entra subito in vigore.

Anche il popolo può proporre una legge di riforma della Costituzione.


note

[1] Art. 139 cost.

[2] Corte cost., sent. n. 1146

[3] Art. 138 cost.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube