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Poliziotto esegue ordine illegittimo: è punibile?

25 Marzo 2021 | Autore:
Poliziotto esegue ordine illegittimo: è punibile?

Adempimento di un dovere: obbedire a un comando illegale di un superiore è reato? Il subordinato può rifiutarsi di rispettare un ordine?

Appartenere alle forze armate vuol dire entrare a far parte di una gerarchia all’interno della quale occorre rispettare gli ordini impartiti dai superiori. Da tanto deriva che, in linea di massima, un semplice agente della polizia giudiziaria dovrà eseguire i comandi dell’ufficiale. Può tuttavia accadere che l’ordine da eseguire sia illegale. Si pensi, ad esempio, al questore che comandi ai suoi uomini di procedere all’arresto di una persona colta a imbrattare un edificio privato con le bombolette spray: in un’ipotesi del genere, l’arresto in flagranza sarebbe illegale, in quanto la legge non lo prevede per questo tipo di reato. Cosa succede in questi casi? È punibile il poliziotto che esegue un ordine illegittimo?

La legge fornisce una risposta chiara al quesito. Sin da subito, possiamo affermare che non ci sono dubbi sulla responsabilità di chi ha impartito l’ordine illegittimo: per legge, se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell’autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha impartito il comando. Quindi, nell’esempio fatto nel precedente capoverso, sussiste la responsabilità del questore che ha emanato l’ordine illegittimo. Cosa accade, però, al semplice poliziotto? L’agente che ha obbedito all’ordine illegale è responsabile penalmente? La risposta è: dipende. Approfondiamo questo tema e vediamo cosa dice la legge.

Adempimento di un dovere: cosa dice la legge?

La risposta alla domanda di fondo dell’articolo è rintracciabile all’interno del Codice penale; nello specifico, nella norma che disciplina la scriminante conosciuta come adempimento di un dovere.

Secondo la legge [1], l’adempimento di un dovere imposto da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità esclude la punibilità.

È il classico caso dell’agente sotto copertura quando agisce per contrastare lo spaccio di droga: questi, nell’adempimento del proprio dovere, può compiere azioni che, altrimenti, costituirebbero reato, come ad esempio non procedere immediatamente all’arresto dello spacciatore oppure occultare momentaneamente la sostanza stupefacente.

Adempimento del dovere: quand’è una scriminante?

L’adempimento del dovere funge da scriminante (cioè, da causa di giustificazione) di una condotta altrimenti illecita solamente se:

  • si obbedisce a una norma di legge;
  • si esegue un ordine legittimo proveniente da un’autorità pubblica.

Da tanto deriva che obbedire a un comando illegittimo proveniente dal proprio datore di lavoro privato non consente di escludere la punibilità dell’azione.

Ordine illegittimo dell’autorità: è reato?

Secondo la legge, se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell’autorità, del reato risponde sempre il pubblico ufficiale che ha dato l’ordine.

In pratica, se l’ordine impartito dall’autorità è illegale, della sua esecuzione risponde in ogni caso il pubblico ufficiale che l’ha emanato.

Dunque, rifacendoci all’esempio riportato in premessa, il questore che ordina ai suoi agenti di eseguire un arresto illegittimo risponderà sempre del reato di arresto illegale, punito con la reclusione sino a tre anni [2].

Poliziotto esegue un ordine illegale: è reato?

Posto che commette reato il pubblico ufficiale che impartisce l’ordine illegittimo, cosa succede all’agente che lo esegue? Per legge, se un fatto costituente reato è commesso per ordine dell’autorità, a risponderne non è solo il pubblico ufficiale che ha impartito il comando, ma anche chi l’ha eseguito. Di conseguenza, se un poliziotto esegue l’ordine illegittimo del suo superiore, a risponderne saranno entrambi.

Questa regola, tuttavia, offre due eccezioni: si tratta di due casi in cui il mero esecutore dell’ordine illegittimo non è penalmente responsabile. Per la precisione, chi ha eseguito l’ordine non è punibile se:

  • per errore di fatto, abbia ritenuto di obbedire ad un ordine legittimo;
  • la legge non gli consentiva alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine.

Errore di fatto del poliziotto: cos’è?

Per errore di fatto si intende la cattiva/erronea percezione della realtà esterna, tale da indurre un soggetto a compiere un atto che, altrimenti, non avrebbe commesso.

Nel caso dell’ordine illegittimo emanato dall’autorità pubblica, per errore di fatto dell’agente si intende l’errore sulla legittimità del comando stesso. Facciamo un esempio.

Il capitano dei carabinieri ordina l’arresto in flagranza di due ragazzi che stanno litigando proprio davanti alla caserma. L’ordine sarebbe illegittimo perché, per qualche schiaffo, non può procedersi all’arresto. L’agente, tuttavia, pensa erroneamente che l’ordine sia stato impartito perché uno dei due litiganti è armato di coltello e ha già inferto un colpo all’altro.

In un caso del genere, l’ufficiale che ha emanato l’ordine risponde dell’arresto illegale, mentre l’agente che lo ha eseguito interpretandolo erroneamente sarà scusato.

Ordine insindacabile: cos’è?

Infine, non può mai rispondere dell’ordine illegittimo l’agente che obbedisce a un ordine illegale insindacabile.

Quando l’ordine è insindacabile? In effetti, verrebbe da dire che, soprattutto nell’ambito delle forze armate, un ordine non sia mai sindacabile: chi ne fa parte, infatti, si inserisce in una gerarchia in cui il subordinato deve rispettare quanto intimatogli dall’alto.

Il poliziotto che vuole sottrarsi a un ordine che reputa illegittimo per evitare di incorrere anche lui in responsabilità penale dovrà verificare:

  • la forma dell’ordine;
  • l’attinenza dell’ordine al servizio;
  • la competenza dell’autorità ordinante.

Si pensi, ad esempio, al giudice che ordini l’applicazione degli arresti domiciliari ai danni della persona sbagliata, al questore che ordini di sparare su una folla pacifica, a un semplice appuntato che impartisca ordini senza averne l’autorità o, ancora, al colonnello ubriaco che dia comandi insensati.

Insomma: l’ordine è sindacabile ogni volta che sia evidentemente criminoso, cioè illegale.

In tutti questi casi, il subordinato avrà il diritto-dovere di opporre un rifiuto, pena la sua responsabilità penale per aver obbedito a un ordine illegittimo.

Poliziotto esegue ordine illegittimo: quando è punibile?

Tirando le fila di quanto detto sinora, possiamo affermare che il poliziotto che esegue un ordine illegittimo risponde penalmente dello stesso insieme all’ufficiale che lo ha emanato, a meno che:

  • per errore di fatto, abbia ritenuto di obbedire ad un ordine legittimo;
  • la legge non gli permetteva alcun sindacato sulla legittimità dell’ordine.

note

[1] Art. 51 cod. pen.

[2] Art. 606 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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