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Circolare in Italia con auto inglese in leasing: è legale?

17 Aprile 2021
Circolare in Italia con auto inglese in leasing: è legale?

Abito da ormai un anno nel Regno Unito, ho fatto richiesta all’AIRE per il cambio di residenza all’estero ma ancora la pratica è in lavorazione quindi risulto residente in Italia, ed entro fine mese dovrei recarmi in Italia in auto purtroppo per urgenti motivi di salute.

Ho un auto in leasing con società Inglese e in passato non ho avuto problemi utilizzando l’auto in Italia. Recentemente però il Regno Unito è uscito dall’UE quindi mi chiedevo se fosse ancora possibile utilizzare l’auto sul suolo italiano, oppure se nel caso ci sia qualche modo per poter ottenere l’autorizzazione per circolare.

Ad avviso dello scrivente, è possibile circolare in Italia con auto in leasing fornita da una società inglese.

Secondo il codice della strada, è vietato, a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni, circolare con un veicolo immatricolato all’estero (art. 93, comma 1-bis, codice della strada, così come introdotto dall’art. 29-bis del d.l. n. 113/2018). Per chi trasgredisce questo divieto è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 712 a 2.848 euro, oltre alla confisca amministrativa se non si provvede a immatricolare la macchina in Italia entro 180 giorni

Come si evince dalla normativa appena riportata, il divieto è generalizzato a chiunque risiede in Italia da oltre due mesi, salvo le eccezioni di cui si dirà.

La norma si applica anche a chi abbia la doppia residenza o cittadinanza: se la persona è iscritta da più di sessanta giorni nei registri anagrafici italiani, ai fini dell’applicazione delle sanzioni previste per la violazione del divieto, egli è residente in Italia e tale iscrizione rileva ai fini del divieto di circolazione.

Il divieto di circolare in Italia con targa straniera soffre alcune eccezioni, che riguardano:

  • i veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo (See) che non ha stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva;
  • i veicoli concessi in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo che non ha stabilito in Italia una sede secondaria od altra sede effettiva.

Alle eccezioni appena elencate se ne aggiunge un’altra introdotta da una circolare del Ministero dell’Interno (Circolare del 4 giugno 2019), secondo cui i soggetti residenti in uno Stato membro dell’Unione Europea che si trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale secondo le norme comunitarie in materia.

Per residenza normale (Art. 12, direttiva 2006/126/CE) in Italia si intende il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona dimora abitualmente, vale a dire per almeno 185 giorni all’anno, per interessi personali e professionali o, nel caso di una persona che non abbia interessi professionali, per interessi personali, che rivelino stretti legami tra la persona e il luogo in cui essa abita.

Si intende altresì per residenza normale il luogo, sul territorio nazionale, in cui una persona, che ha interessi professionali in altro Stato comunitario o dello Spazio economico europeo, ha i propri interessi personali, a condizione che vi ritorni regolarmente.

Alla luce dell’ultima circolare del Ministero dell’interno, si può affermare che il presupposto per il divieto assoluto di circolazione con targa estera è la residenza anagrafica del conducente, quale risulta dai documenti d’identità; pertanto, il divieto si applica sempre a chi risiede da più di sessanta giorni in Italia.

Il divieto non si applica nei confronti delle persone aventi residenza all’estero che lavorano o collaborano in modo stagionale con imprese che hanno sede in Italia e che hanno residenza temporanea ovvero normale in Italia. Restano esclusi da tale valutazione coloro che, nelle condizioni sopraindicate, acquisiscano la residenza anagrafica in Italia.

Riepilogata la normativa vigente, rispondendo al quesito, a sommesso avviso dello scrivente è possibile circolare in Italia con un veicolo ottenuto in leasing da una società inglese poiché, se è vero che il Regno Unito non fa più parte dell’Unione Europea, è altrettanto vero che esso appartiene allo Spazio economico europeo. Pertanto, ricorre l’eccezione al divieto di circolare con targa straniera vista sopra, e cioè quella che vale per i veicoli concessi in leasing o in locazione senza conducente da parte di un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo (See), purché non abbia stabilito in Italia una sede secondaria o altra sede effettiva.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Mariano Acquaviva



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