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Padre malato: il figlio può chiedere rimborso al fratello?

28 Luglio 2021
Padre malato: il figlio può chiedere rimborso al fratello?

È un dovere morale e sociale prendersi cura di un genitore anziano senza pretendere la restituzione di quanto versato.

Il tuo papà, vedovo da circa un anno, è affetto da una patologia invalidante. Dato che vive solo e hai paura che possa capitargli qualcosa di brutto, hai deciso di trasferirti a casa sua per occuparti di lui. Hai notato, infatti, che non è più autonomo come un tempo e la pensione che percepisce è appena sufficiente per vivere. Ti dispiace solo di non poter contare sull’aiuto di tua sorella, la quale vive in un’altra città e non contribuisce alle spese nemmeno in minima parte. In questo articolo faremo il punto della situazione sul padre malato: il figlio può chiedere il rimborso al fratello? Cosa prevede la legge?

Devi sapere che è un dovere della prole prendersi cura dei genitori che versano in uno stato di bisogno. Si tratta, a tutti gli effetti, di un’obbligazione naturale che, tuttavia, non legittima colui che si occupa dell’assistenza in via esclusiva a pretendere la restituzione di quanto versato oppure ad ottenere una quota maggiore dell’asse ereditario.

Inoltre, il rifiuto del figlio di prendersi cura della madre o del padre non rappresenta neppure una causa di indegnità a succedere. Se l’argomento ti interessa, ti suggerisco di metterti comodo e proseguire nella lettura.

Padre malato: il figlio è obbligato a prendersene cura?

Se il genitore si trova in stato di bisogno, ad esempio perché anziano e la pensione è minima, i figli (anche adottivi) sono tenuti a corrispondere una somma di denaro necessaria per il suo sostentamento. Si tratta, in buona sostanza, dell’obbligo alimentare che, secondo il Codice civile [1], grava anzitutto sul coniuge (anche se separato) o, in sua assenza, sui figli e sugli altri familiari in base alle capacità economiche di ciascuno.

Gli alimenti, tuttavia, sono limitati allo stretto necessario per vivere, quindi la somma da corrispondere mensilmente deve coprire le spese relative al vitto, all’alloggio, al vestiario ed alle medicine. Qualora il figlio non riesca a corrispondere un assegno periodico può, in alternativa, ospitare il genitore in casa propria.

Naturalmente, il diritto a percepire gli alimenti è riconosciuto laddove ci siano delle necessità urgenti ed un pericolo per la vita del genitore e non se questi gode di buona salute ed ha i soldi necessari per mantenersi.

Padre malato: che succede se il figlio non se ne prende cura?

Capita spesso che un figlio non voglia aiutare il padre che si trova in difficoltà. Ciò può dipendere da vari motivi legati, ad esempio, a questioni familiari irrisolte. Tale disinteresse, però, è sanzionato dalla legge che punisce con la reclusione il reato di abbandono di persone incapaci [2]. Pensa, ad esempio, ad un padre malato di Alzheimer. Tale patologia, infatti, espone il soggetto ad una condizione di pericolo, ad esempio l’anziano potrebbe cadere o dimenticarsi di mangiare.

Ma non è tutto, perché la legge prevede anche il reato di violazione dei mezzi di assistenza familiare [3] che si configura nel momento in cui il figlio si rifiuta di provvedere al genitore dal punto di vista economico.

Se, invece, è proprio il papà a rifiutare l’aiuto da parte dei figli, allora è necessario rivolgersi al giudice tutelare per chiedere che venga nominato un amministratore di sostegno oppure un tutore.

Padre malato: il figlio può chiedere rimborso al fratello?

Nelle famiglie, è molto frequente che ad occuparsi dei genitori malati sia solo uno dei figli, solitamente quello che vive più vicino. Va detto, tuttavia, che nonostante l’obbligo di assistenza gravi su tutti i familiari, colui che si è fatto carico delle esigenze del padre o della madre (ad esempio, ha pagato una cura medica abbastanza costosa) non può chiedere un rimborso al fratello o alla sorella per le spese sostenute, in quanto si tratta di un’obbligazione naturale [4], cioè di denaro spontaneamente prestato in esecuzione di un dovere morale o sociale e come tale non soggetto a restituzione.

Inoltre, il fatto che il figlio abbia accudito il genitore in via esclusiva non incide neppure sull’asse ereditario. In altre parole, il fratello non ha diritto a percepire una quota maggiore sull’eredità del padre defunto, così come il rifiuto di prendersene cura quando è in vita non è considerata una causa di indegnità a succedere.

Ciò che si può fare in queste situazioni è che il padre malato chieda anche agli altri figli di contribuire, quindi di versare gli alimenti. In caso contrario, è possibile rivolgersi al tribunale per ottenere una condanna in tal senso e obbligare tutti i fratelli a provvedere alle esigenze del genitore in misura uguale. Sarà poi cura del papà o della mamma ricompensare il figlio che si è preso cura di loro con una disposizione testamentaria.


note

[1] Art. 433 cod.civ.

[2] Art. 591 cod.pen.

[3] Art. 570 cod.pen.

[4] Art. 2034 cod.civ.

Autore immagine: pixabay.com


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