Diritto e Fisco | Articoli

Quali sono i delitti contro la moralità pubblica?

29 Luglio 2021 | Autore:
Quali sono i delitti contro la moralità pubblica?

Esistono due fattispecie criminose che offendono il pubblico pudore, quale sentimento di riservatezza in ordine a ciò che attiene alla morale sessuale.

Il Titolo IX del Libro II del Codice penale denominato “Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume” è stato riformato dalla legge n. 66/1996, che ha abrogato tutta una serie di reati ivi compresi, lasciando solo due tipologie. A seguito di tale intervento legislativo, quali sono i delitti contro la moralità pubblica? Sono quelli riconducibili alle fattispecie criminose degli atti osceni [1] e delle pubblicazioni e spettacoli osceni [2]. Entrambi i reati hanno in comune la nozione di osceno di cui lo stesso Codice penale dà la definizione considerando osceni gli atti e gli oggetti che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore [3].

Il legislatore si è preoccupato di aggiungere che non si considera oscena l’opera d’arte o l’opera di scienza salvo che, per motivo diverso da quello di studio, sia offerta in vendita, venduta o comunque procurata a persona minore degli anni diciotto.

In cosa consiste il delitto di atti osceni

Gli atti osceni sono la prima delle due fattispecie criminose ricomprese nell’ambito dei delitti contro la moralità pubblica. Tale tipo di reato si configura quando chiunque in luogo pubblico o aperto o esposto al pubblico compie atti osceni.

Il bene giuridico tutelato sono la moralità pubblica e il buon costume.

In particolare, per moralità pubblica deve intendersi la coscienza etica di un popolo di riferimento alla sfera sessuale, ovvero il modo collettivo di intendere ciò che è bene da ciò che è male nell’ambito sessuale. Invece, per buon costume bisogna intendere il modo di vivere in adesione alle regole sociali in tema di morale, decenza, etichetta nonché le abitudini che attengono alle manifestazioni sessuali.

Dal punto di vista dell’elemento soggettivo, il reato può essere commesso da chiunque e la condotta criminosa consiste nel porre in essere atti osceni, cioè atti che violano turbano o feriscono il naturale senso del riserbo a riguardo dei fatti e delle manifestazioni che si riferiscono alla sfera sessuale, offendendo il sentimento del pudore.

Per assumere rilievo penale gli atti osceni devono essere commessi non in privato ma in un luogo definibile come:

  • pubblico, ovvero continuamente libero, di diritto o di fatto, a tutti;
  • aperto, cioè a cui può accedere il pubblico ma solo in alcuni momenti;
  • o esposto al pubblico, ossia anche se non aperto o pubblico, comunque situato in modo tale che chiunque può vedere all’interno di esso.

Inoltre, affinché il reato si configuri, non occorre che gli atti osceni siano effettivamente percepiti da occasionali spettatori ma è sufficiente la possibilità che vengano visti da terzi. Per questo motivo gli atti osceni vengono considerati come un reato di pericolo.

Relativamente, poi, all’elemento oggettivo, lo stesso è costituito dal dolo, ovvero dalla volontarietà dell’atto compiuto, accompagnato dalla consapevolezza del carattere osceno e della pubblicità del luogo.

Trattandosi di un reato di pericolo, non si configura il tentativo. Essendo stato depenalizzato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 euro a 30.000 euro.

Altresì, è prevista una circostanza aggravante a tutela dei minori. Infatti, è stabilito un trattamento più rigoroso nel caso in cui le condotte oscene vengono realizzate in luoghi solitamente frequentati da soggetti minorenni, tale da esporre a rischio il normale sviluppo della loro personalità sessuale.

Ai fini della configurabilità del reato di atti osceni, i luoghi abitualmente frequentati da minori – al cui interno o nelle cui immediate vicinanze deve essere commesso il fatto – sono quelli riconoscibili come tali per vocazione strutturale (come le scuole, i luoghi di formazione fisica e culturale, i recinti creativi all’interno dei parchi, gli impianti sportivi, le ludoteche e simili), ovvero per elezione specifica, di volta in volta scelti dai minori come punto di abituale di incontro o di socializzazione, ove si trattengono per un termine non breve (come un muretto sulla pubblica via, i piazzali adibiti a luogo ludico, il cortile condominiale) [4].

Perché l’aggravante si configuri, occorre che sussista il pericolo che i minori assistano al compimento degli atti osceni e che lo stesso costituisca oggetto di accertamento nella situazione concreta.

In presenza dell’aggravante, la pena prevista è della reclusione da quattro mesi a quattro anni e sei mesi. Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 51 euro a 309 euro.

In cosa consiste il reato di pubblicazioni e spettacoli osceni

Commette il reato di pubblicazioni e spettacoli osceni chiunque, allo scopo di farne commercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini o altri oggetti osceni di qualsiasi specie. Parimenti commette tale tipo di reato chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti già sopra indicati, ovvero li distribuisce o li espone pubblicamente.

Anche in questo caso, il bene giuridico oggetto di tutela sono la moralità pubblica e il buon costume, da intendersi nel senso già spiegato in precedenza.

Per la configurabilità del reato è sufficiente la mera commercializzazione distribuzione, esposizione ed introduzione nel territorio statale del prodotto osceno. Spetta comunque al giudice accertare, rigorosamente, l’oscenità dello spettacolo.

In entrambe le ipotesi delineate, il reato è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 euro a 50.000 euro.

Si applicano, invece, la reclusione da tre mesi a tre anni e la multa non inferiore a 103 euro a chi:

  • adopera qualsiasi mezzo di pubblicità atto a favorire la circolazione o il commercio dei predetti oggetti osceni. Tale ipotesi fa riferimento a qualsiasi attività di propaganda di oggetti osceni che venga compiuta attraverso affissioni, inserzioni giornalistiche o stampati che possono attirare l’attenzione pubblica;
  • oppure dà spettacoli teatrali o cinematografici, ovvero audizioni o recitazioni pubbliche, che abbiano il carattere di oscenità. In questo caso, l’oscenità si realizza se le opere rappresentano manifestazioni della sfera sessuale con modalità espresse, simboliche o verbali anche durante spettacoli destinati alla riproduzione cinematografica. Peraltro, la pena è aumentata se il fatto è commesso nonostante un divieto in precedenza imposto dall’autorità oppure un diniego di licenza.

note

[1] Art. 527 cod. pen.

[2] Art. 528 cod. pen.

[3] Art. 529 cod. pen.

[4] Cass. pen. sez. III sent. n. 29239 del 13.06.2017.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube