Hai bisogno di un mutuo? Arriva il “plafond casa”

5 marzo 2014


Hai bisogno di un mutuo? Arriva il “plafond casa”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2014



Consentita la possibilità di ottenere un mutuo per l’acquisto prima casa o per ristrutturazioni con durata superiore rispetto a quella ordinaria e che comporti un miglioramento delle condizioni del finanziamento rispetto a quelle standard.

 

Da oggi, 5 marzo 2014, è attivo il progetto “plafond casa” che consentirà agli italiani di accedere a mutui con condizioni agevolate.

In cosa consiste

Si tratta di una novità introdotta da una legge di agosto 2013 [1], successivamente dettagliata dalla convenzione sottoscritta tra l’ABI e la Cassa Depositi e Prestiti del 20 novembre scorso, che consente di ottenere un mutuo di lunga durata (fino a 30 anni). In particolare i mutui agevolati possono essere da 10, 20 o 30 anni.

Lo scopo del fondo è quello di portare, con il suo utilizzo, un miglioramento delle condizioni finanziarie del mutuo rispetto a quelle “standard” applicate ai mutui dello stesso tipo.

Il vantaggio per chi richiede il “plafond casa” è di poter ottenere un mutuo di durata superiore alla media (appunto fino a 30 anni).

Quando è possibile ottenere il beneficio

In pratica, grazie a un fondo gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti, si potrà ottenere l’erogazione di mutui immobiliari per:

acquisto prima casa (ossia l’abitazione principale), preferibilmente di classe energetica A, B o C,

ristrutturazione e miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili residenziali.

Gli importi

Sono previsti tre limiti di importo:

100 mila euro per i mutui per la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di immobili residenziali,

250 mila euro per i mutui per l’acquisto della “prima casa” senza ristrutturazione,

350 mila euro per i mutui che abbinano le due finalità.

Chi ne ha diritto

Hanno diritto al plafond casa tutti i cittadini, ma c’è una speciale attenzione verso alcune categorie considerate “prioritarie” quali giovani coppie, famiglie numerose e nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile.

Chi lo eroga

Le banche che aderiscono al progetto sono le seguenti (l’elenco è in continuo aggiornamento):

Banca Agricola Popolare Di Ragusa

Banca Carige

Banca Monte Dei Paschi Di Siena

Banca Popolare Dell’Emilia Romagna

Banca Popolare Di Sondrio

Banca Popolare Di Vicenza

Banca Sella

Banco Di Credito P. Azzoaglio

Banco Di Credito Popolare

Banco Popolare

Binter- Banca Interregionale

Bnl-Bnp Paribas

Cariparma – Credit Agricole

Cassa Di Risparmio Di Ravenna

Credito Valtellinese

Extrabanca

Intesasanpaolo

Iccrea Banca

Ubibanca

Unicredit

Come si può ottenere

Le richieste presentate dagli interessati vengono valutate dalla singola banca; quest’ultima decide l’eventuale concessione del credito, assumendone il rischio.

 

Per scaricare il modulo clicca qui.

 

L’accesso al plafond è regolato “a sportello”, fino ad esaurimento dello stesso (con un limite a 150 milioni di euro per ciascuna banca). Termini e condizioni dei finanziamenti sono negoziati e determinati dalle Banche nella loro autonomia.

Modalità e condizioni alle quali le banche possono ottenere i finanziamenti del plafond sono stabilite con contratti tipo, approvati (come prevede la norma istitutiva del plafond) da una convenzione sottoscritta tra la Cassa depositi e prestiti e l’Associazione bancaria italiana; la convenzione definisce le linee guida per la stipula dei contratti. La procedura prevede che ogni banca attinga al plafond man mano che vengono concessi i mutui alle famiglie. Ogni singola banca non può finanziarsi, presso il fondo, per più di 150 milioni al mese; ma, in presenza di particolari picchi di richieste, la Cassa valuta, a propria totale discrezione, la possibilità di andare oltre questo limite.

Naturalmente per le banche il finanziamento ha un costo: in base alla convenzione esso si ottiene aggiungendo all’Euribor (per i mutui a per tasso variabile) o all’Irs (per quelli a tasso fisso) un “margine”. Il suo livello può variare nel tempo, in base alle condizioni di mercato, ma alcune condizioni sono destinate a durare: esso è tanto più elevato quanto più lunga è la durata del finanziamento e quanto meno solido patrimonialmente è ritenuto l’istituto di credito al quale i fondi vengono prestati (più la banca è forte, meno le costa il finanziamento della Cdp). A quelle più patrimonializzate (Tier1 maggiore del 9%) la provvista del plafond costa, in base alla durata del prestito, tra l’1,50 e il 2%, oltre l’Euribor in caso di tasso variabile, e tra lo 0,90 e l’1,65%, oltre l’Irs per i finanziamenti a tasso fisso. Quando il Tier1 scende sotto il 7%, il margine arriva a crescere anche di mezzo punto percentuale rispetto a quello chiesto alle banche più capitalizzate.

Alla fine, sommando il tasso base e il margine, per la banca fare provvista attraverso il plafond casa dovrà costare di meno di quanto deve pagare per ottenere capitali dal mercato (ovviamente, a parità di durata e rischiosità).

Gli effetti sulle famiglie

I tassi di interesse e le altre condizioni sono negoziati autonomamente tra la banca e il soggetto che chiede un mutuo. Cassa e Abi hanno, però, convenuto che il beneficio che le banche traggono attingendo al plafond deve «portare al miglioramento delle condizioni finanziarie offerte» a chi richiede un mutuo; un vantaggio, si legge sempre nella convenzione, che deve essere misurabile «in termini di riduzione del tasso annuo nominale, espresso in punti percentuali annui o in basis point annui» rispetto agli altri mutui. I finanziamenti del plafond non possono essere concessi per rifinanziare mutui già erogati.

note

Autore immagine: 123rf.com

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2 Commenti

  1. Come mai ancora le banche non sanno niente!??? Oggi io sonno andata al unicredit e la risposta non era una a qui mi aspettavo ….non avevano nessuna informazione .La risposta e stata che loro non sano niente e quando saranno più informati mi contatteranno loro .

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