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“Carcere duro” senza tv?


“Carcere duro” senza tv?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 gennaio 2012



Sarà la Corte Costituzionale a decidere se un detenuto sottoposto al regime del 41bis  possa guardare alcuni canali tv in chiaro.

Sembra che la malavita abbia trovato il modo di comunicare con i detenuti: mediante l’invio di messaggi sms pubblicati da alcune trasmissioni tv.

Alla luce di ciò, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), onde prevenire contatti tra il reo e l’organizzazione criminale di provenienza, aveva disposto l’oscuramento parziale di alcuni canali nei confronti di un detenuto di Rebibbia sottoposto al 41bis [1].

Affermando che tale pericolo non ricorresse per i programmi di “Rai Storia” e “Rai Sport”, il detenuto aveva richiesto di poter visionare tali emittenti. Se il magistrato di sorveglianza aveva accolto la richiesta, ritenendo la limitazione al diritto costituzionalmente garantito all’informazione non supportata da adeguata motivazione, il ministero non aveva eseguito il provvedimento.

Da qui il contenzioso che, a breve, verrà definito dalla Consulta.

 

note

[1] Si tratta del cosiddetto “carcere duro”, previsto per i reati di criminalità organizzata.

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