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Chi può essere sepolto nella tomba di famiglia?

23 Marzo 2021 | Autore:
Chi può essere sepolto nella tomba di famiglia?

Solo i parenti più stretti di chi detiene il diritto sul sepolcro possono essere tumulati insieme al defunto. Ma c’è un’eccezione.

Si può scegliere dove riposare in pace? Solo fino ad un certo punto. Chiunque è libero di decidere dove essere tumulato o dove devono essere collocate le proprie ceneri dopo che sarà arrivato il giorno fatale. Purché non sia accanto ad un fratello o ad uno zio che non abbia lasciato un’apposita disposizione in tal senso. Insomma, chi può essere sepolto nella tomba di famiglia? Ci sono dei vincoli ben precisi in proposito che dipendono dalle disposizioni eventualmente lasciate dal cosiddetto fondatore, cioè da chi ha comprato lo spazio e fatto costruire la tomba per la sua famiglia.

Ci sarebbe da rispolverare il concetto di «famiglia». Non si può, certo, dire che un fratello non sia un parente. Tuttavia, non è un discendente diretto. Ed è un elemento importantissimo per sapere chi può essere sepolto nella tomba di famiglia, secondo una recente ordinanza della Cassazione che ha ribadito questo diritto: la legge accetta solo i parenti più stretti, intesi appunto come gli appartenenti al nucleo familiare di cui il primo defunto faceva parte. Vediamo.

Chi appartiene al nucleo familiare?

Non guasta ricordare chi appartiene al nucleo familiare, perché così sarà più chiaro sapere chi può essere sepolto nella tomba di famiglia.

Non è necessario, per far parte dello stesso nucleo, il requisito della convivenza. Infatti, vi rientrano:

  • i coniugi, anche se non risultano nello stesso stato di famiglia;
  • i figli minori, anche se a carico ai fini Irpef di altre persone, che risiedono con i loro genitori;
  • i minori in affidamento preadottivo o temporaneo;
  • i figli maggiorenni a carico;
  • le persone presenti nello stato di famiglia anagrafico;
  • i figli minori del coniuge non residente con chi è presente nello stato di famiglia anagrafico;
  • le persone a carico anche se non presenti nello stato di famiglia anagrafico;
  • i figli minori che convivono con le persone a carico non presenti nello stato di famiglia se non affidati a terzi;
  • chi riceve assegni alimentari dalla persona di cui è a carico che non risultano da provvedimenti di un giudice.

Chi ha diritto alla tomba di famiglia?

Secondo la Cassazione, ci sono delle persone appartenenti alla stessa famiglia che non hanno diritto ad essere seppellite nella stessa tomba. Questo perché, tranne in qualche caso eccezionale, non appartengono allo stesso nucleo familiare al momento del decesso.

Esiste un’espressione «legalese» che si chiama ius sepulchri. Riguarda, in termini più attuali, il diritto ad essere seppellito ovvero a seppellire altri in un determinato sepolcro che può essere ereditario, familiare o gentilizio. Bene, secondo la Suprema Corte, questo ius sepulchri spetta ai parenti più vicini per vincolo di sangue al fondatore, cioè a chi ha acquistato quel diritto. In particolare – aggiunge la Cassazione – a chi faceva parte dello stretto nucleo familiare a cui apparteneva il defunto al momento del decesso.

C’è, però, un’eccezione. Si tratta del caso in cui il «fondatore» in questione, cioè chi ha acquistato il diritto sul sepolcro, abbia lasciato disposto che con lui può riposare in eterno anche una persona non facente parte del nucleo familiare. Si parla, ad esempio, di un fratello o sorella, di un nipote a cui è stato particolarmente legato in vita, dell’amico del cuore con cui, chissà quante volte, si è detto: «Insieme anche dopo la morte».

Insomma, chi ha acquisito il diritto sulla tomba di famiglia può stabilire chi può essere tumulato con lui nello stesso sepolcro o nella stessa cappella al cimitero. Si pensi, ad esempio, a chi si è trasferito da solo in un’altra città in cui ha stretto dei legami importanti con delle persone che vuole vengano seppellite in quel luogo con lui.

In conclusione: in linea di massima, vale la regola, sancita peraltro dal Regolamento di Polizia Mortuaria, secondo cui soltanto i discendenti consanguinei e, quindi, parenti facenti parte dello stretto nucleo familiare dei beneficiari della concessione di un sepolcro hanno tale diritto. Questa regola generale può essere alterata soltanto se il beneficiario acconsente alla sepoltura di terzi, anche estranei.

Non si pone alcun problema se tale diversa volontà è rappresentata per iscritto nell’atto di concessione sottoscritto dal beneficiario. Altrimenti, occorrerà cercare un altro posto – è proprio il caso di dirlo – per mettere l’anima in pace.


note

[1] Cass. ord. n. 8020/2021 del 22.03.2021.


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1 Commento

  1. Mio Nonno Paterno a edificato tre cappelle nel cimitero del nostro paese di n° 18 posti i figli ascendenti sono n° 8 più le mogli o mariti. Una figlia mia zia viveva in un altro paese dove si è fatta seppellire con suo marito a lasciato i due posti per sua volontà a me nipote che abbiamo lo stesso cognome, qualcuno dei fratelli miei zii si oppone, come posso fare per far valere questo diritto che o ereditato da mia zia. Spero di essere stato chiaro cordiali saluti.

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