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Contratti stagionali: cosa sono?

30 Luglio 2021
Contratti stagionali: cosa sono?

Le assunzioni di personale a tempo determinato per soddisfare esigenze di carattere stagionale non sono soggette ai limiti previsti per il contratto a termine.

Sei stato assunto da un’azienda del settore turistico per svolgere mansioni di cameriere durante la stagione estiva. Nella lettera di assunzione, è specificato che si tratta di un contratto stagionale. Ti chiedi cosa comporta la natura stagionale del rapporto di lavoro e cosa puoi fare in caso di reiterazione negli anni del contratto a termine.

Con l’entrata in vigore del Decreto Dignità, la disciplina dei contratti a termine è stata sottoposta a limiti e vincoli particolarmente rigidi che scoraggiano l’assunzione di personale a tempo determinato. Da questi limiti restano, tuttavia, esclusi i contratti stagionali: cosa sono? Si tratta di tutti quei casi in cui l’azienda assume un dipendente a termine per lo svolgimento di un’attività stagionale, che si ripropone ciclicamente di anno in anno.

Come vedremo, l’individuazione delle attività stagionali è rimessa in parte alla legge e in parte ai contratti collettivi.

Contratto a tempo determinato: cos’è e quali sono i limiti?

Nel nostro ordinamento, la legge [1] prevede che il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è la forma comune di assunzione poiché garantisce ai lavoratori maggiore stabilità occupazionale nel tempo. La legge, tuttavia, consente alle parti di stipulare il contratto a tempo determinato [2], ma prevede stringenti divieti, limiti e vincoli per l’utilizzo di questa tipologia contrattuale.

Ma cos’è un contratto a tempo determinato? Si tratta di un ordinario rapporto di lavoro subordinato nel quale le parti, sin dall’inizio, prevedono una data di scadenza futura raggiunta la quale la relazione contrattuale si deve intendere risolta con esonero reciproco dalle relative obbligazioni.

La legge prevede dei casi in cui il contratto a termine è vietato e dei limiti al suo utilizzo.

Innanzitutto, non è possibile assumere un numero di lavoratori a termine superiore al 20% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio dell’anno di stipula del contratto a termine. Inoltre, la durata massima del rapporto a termine tra le medesime parti, per lo svolgimento delle medesime mansioni, anche per effetto di una successione di contratti, non può superare i 24 mesi. Si prevede, poi, un limite alla possibilità di proroga del contratto a termine (massimo 4 proroghe nell’arco di 24 mesi).

Il rinnovo del contratto a termine è possibile solo se sussiste una delle causali indicate dalla legge. Le causali devono sussistere anche in caso di rapporto a termine superiore a dodici mesi. Infine, si prevede l’obbligo di rispettare un determinato periodo di stacco tra due successivi contratti a tempo determinato.

Cosa sono i contratti stagionali?

La legge prevede che la gran parte dei limiti che abbiamo appena visto relativi al contratto a termine non trovano applicazione nel caso di contratto a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali. In particolare, in tale fattispecie, restano esclusi i seguenti limiti:

  • durata massima del rapporto pari a 24 mesi;
  • obbligo di indicare la causale in caso di rinnovo;
  • periodo di stacco tra due successivi contratti;
  • limite percentuale del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato.

Ne deriva che il contratto stagionale, soprattutto dopo l’approvazione del Decreto Dignità, è diventato particolarmente appetibile poiché consente di sfuggire alla gran parte dei vincoli che rendono, ad oggi, il lavoro a termine molto rischioso per le aziende e poco praticabile.

Quali sono le attività stagionali?

Per quanto concerne l’individuazione delle attività stagionali, per le quali è possibile stipulare contratti a termine stagionali che sfuggono ai predetti vincoli, la legge fissa un doppio binario. Alcune di queste sono indicate nell’allegato ad un decreto presidenziale del 1963 [3]. Si tratta, in particolare, di attività legate all’agricoltura, alla pastorizia, alla pesca ed alla trasformazione dei prodotti del settore primario.

In secondo luogo, la legge delega alla contrattazione collettiva l’individuazione di ulteriori attività stagionali. La delega opera non solo nei confronti dei contratti collettivi nazionali di lavoro ma anche verso la contrattazione decentrata (contratti collettivi territoriali ed aziendali) [4].

I principali Ccnl hanno esercitato la delega di legge ed hanno introdotto ipotesi di attività stagionali ulteriori rispetto a quelle previste direttamente dalla legge.


note

[1] Art. 1 D. Lgs. 81/2015.

[2] Art. 19 D. Lgs. 81/2015.

[3] D.P.R. n. 1525/1963.

[4] Art. 51 D. Lgs. 81/2015.


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