Pace fiscale 2021: come funzionano condono e rottamazione

23 Marzo 2021 | Autore:
Pace fiscale 2021: come funzionano condono e rottamazione

Quali debiti rientrano nell’azzeramento del debito deciso dal Governo con il decreto Sostegni. I nuovi termini per il pagamento delle rate 2020.

Condono delle cartelle fino a 5mila euro per i redditi più bassi e proroga dei termini per il pagamento delle rate della rottamazione ter. Queste sono le basi della pace fiscale firmata dal Governo con i contribuenti morosi attraverso il decreto Sostegni.

Per quanto riguarda le cartelle esattoriali, vengono azzerati i debiti non superiori ai 5mila euro di chi ha dichiarato nel 2019 meno di 30mila euro di reddito. Ma attenzione: il limite dei 5mila euro si riferisce al debito che risulta alla data di entrata in vigore del decreto, non all’importo originario. La cifra comprende la sorte capitale, le sanzioni e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Ne restano fuori gli interessi di mora e l’aggio di riscossione: se questi due elementi portano la cartella oltre la soglia dei 5mila euro, non compromettono l’accesso al condono.

Altra considerazione da fare per sapere se si rientra nel beneficio è quella dell’importo di ogni ruolo: se, ad esempio, una cartella contiene 2mila euro di multe, 4mila di tasse arretrate e 3mila di altri tributi non pagati, in teoria rientra nel condono, poiché ogni singolo valore non supera la soglia dei 5mila euro stabilita dal decreto.

Restano esclusi dal condono:

  • i debiti per aiuti di Stato;
  • sanzioni penali;
  • importi da sentenza di condanna della Corte dei Conti;
  • risorse dell’Unione europea, come i dazi;
  • Iva all’importazione.

Per quanto riguarda la soglia massima del reddito, fissata in 30mila euro, riguarda sia le persone fisiche sia le società. Si parla di reddito imponibile come totale di tutti i redditi posseduti al netto di deduzioni e detrazioni. Ne restano fuori i redditi a tassazione separata, come il Tfr o gli arretrati da lavoro dipendente, mentre rientrano quelli a cedolare sugli affitti.

Beneficiano del condono anche i debiti residui della rottamazione ter e del saldo e stralcio. La data dell’azzeramento verrà decisa con un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze da approvare entro 30 giorni dalla conversione in legge del decreto. Fino a quel momento, restano bloccate tutte le attività dell’agente della riscossione che riguardano il recupero delle cartelle fino a 5mila euro, oltre che i loro termini di prescrizione.

A proposito di rottamazione ter e saldo e stralcio, i termini di scadenza per il pagamento delle rate 2020 sono stati prorogati rispettivamente al 31 luglio e al 30 novembre, con una tolleranza di 5 giorni. Per il versamento si possono utilizzare i bollettini inviati originariamente dall’Agenzia delle Entrate Riscossione.



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4 Commenti

  1. Buongiorno, sono stata stamattina all’Agenzia delle Entrate e i termini in scadenza nel 2020 sono scaduti mentre quelli in scadenza nel 2021 sono stati tutti prorogati al 30 Novembre 2021. Non mi hanno parlato di una scadenza 31 luglio 2021. Forse mi sbaglio ma non vorrei confondermi perché già è abbastanza complicato capirci qualcosa. Grazie, comunque. E scusate.

  2. Stamattina all’agenzia delle Entrate mi hanno detto che i bollettini scaduti nel 2020 non sono più pagabili. Mentre quelli che scadono nel 2021 sono prorogati fino al 30 Novembre. Non hanno parlato di fine luglio. Forse mi sto sbagliando. Allora mi scuso.

  3. Ma il saldo e stralcio fino a 5000 euro delle cartelle riguarda solo le cartelle dell’Ag. delle Entrate o anche altre Agenzie della Riscossione di altri Enti?

    1. Se hai ricevuto cartelle esattoriali in cui compaiono carichi inscritti fino al 31 dicembre 2010 ed inferiori a 5.000 euro ciascuno, questi debiti saranno tutti automaticamente cancellati, se il tuo reddito imponibile 2019 non supera i 30.000 euro; se invece avevi ricevuto, anziché la cartella proveniente da Agenzia Entrate Riscossione, un’ingiunzione di pagamento emessa direttamente dal Comune o dal suo concessionario convenzionato, le somme in essa contenute non rientrano nell’attuale edizione della pace fiscale. Restano fuori dal condono molti tributi comunali, come Imu, Tari e Tasi.

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