Pagamento e notifica cartelle: i nuovi termini

23 Marzo 2021 | Autore:
Pagamento e notifica cartelle: i nuovi termini

Le scadenze dei pagamenti dei debiti con la riscossione, dei pignoramenti e del blocco delle verifiche degli enti pubblici per pagamenti sopra i 5mila euro.

Il decreto Sostegni ha prorogato i termini per i pagamenti dei debiti reclamati dall’agente della riscossione. La nuova scadenza è stata fissata al 30 aprile. Nello stesso giorno, finisce la sospensione dei pignoramenti e delle altre azioni esecutive dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, nonché il blocco delle verifiche delle pubbliche amministrazioni per pagamenti superiori a 5mila euro. Per quanto riguarda, invece, la notifica delle cartelle esattoriali ed i relativi termini di prescrizione, la proroga è di due anni.

I debiti con l’agente della riscossione prorogati al 30 aprile interessano le cartelle i cui 60 giorni di notifica scadevano l’8 marzo 2020, cioè il giorno in cui è entrato in vigore il primo decreto dell’era Covid, il «Cura Italia». I debiti si riferiscono anche alle rate concordate con l’Agenzia delle Entrate Riscossione in scadenza tra la stessa data (8 marzo 2020) ed il 30 aprile 2021. Il pagamento è previsto a maggio in un’unica soluzione.

Ad ogni modo, se c’erano delle rate pendenti all’8 marzo 2020 si può ricominciare con i pagamenti mensili, purché siano meno di 10. E se il debito non è mai stato rateizzato oppure le dilazioni sono decadute l’8 marzo, si può sempre presentare una domanda di dilazione.

Il decreto vieta per tutta la durata della moratoria di:

  • notificare delle cartelle di pagamento;
  • avviare un’azione esecutiva, come ad esempio il pignoramento dello stipendio;
  • adottare una misura cautelare, come il fermo amministrativo dell’auto o l’ipoteca della casa.

Come conseguenza della proroga, slitta anche il blocco delle verifiche delle pubbliche amministrazioni, cioè di quei controlli che scattano in caso di pagamenti superiori ai 5mila euro per scoprire se ci sono dei pagamenti in arretrato verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione da parte del beneficiario. Ciò significa che i versamenti dell’Amministrazione dovranno essere fatti senza una preventiva verifica: un ente pubblico potrebbe fare, in questo modo, un pagamento per più di 5mila euro ad un soggetto che ha un debito con il Fisco.



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