Diritto e Fisco | Articoli

Bimbo nato morto: c’è risarcimento per i nonni?

23 Marzo 2021 | Autore:
Bimbo nato morto: c’è risarcimento per i nonni?

Se la condotta del personale sanitario al momento del parto impedisce di creare un legame con il nipotino, c’è danno da perdita di chance?

Al dolore straziante dei genitori che perdono un figlio in sala parto, proprio nel momento in cui il bambino dovrebbe vedere la luce, si unisce senza dubbio quello dei nonni. Tutto diventa ancora più difficile quando si accerta che il nascituro è morto per un errore o per incompetenza dello staff sanitario che ha assistito la madre al momento del travaglio. Che i genitori abbiano il diritto di agire per vie legali in modo che chi ha sbagliato paghi, sembra piuttosto assodato. Ma per un bimbo nato morto, c’è risarcimento per i nonni? Una recente sentenza del tribunale di Bolzano [1] porta sotto i riflettori il diritto dei nonni ad avere un legame parentale con il proprio nipote. E se qualcuno, perché incompetente, nega loro quel diritto, è chiamato a risarcire quello che viene chiamato «danno da perdita di chance»: altro non è, in questo caso, che l’impossibilità di diventare nonni per colpa di qualcuno. Vediamo che succede in queste circostanze.

Danno da perdita di chance: che cos’è?

Per «chance» si intende la possibilità di ottenere qualcosa in futuro, che si tratti di un risultato (il superamento di un concorso di lavoro), di un bene materiale (una vincita) o, come in questo caso, di un bene immateriale, come un legame parentale.

La perdita di chance consiste non nell’impedire di avere quel risultato, bene materiale o legame ma nel negare la possibilità di ottenerlo. Per fare un esempio: la perdita di chance in un concorso non consiste nel truccarlo per far vincere un determinato candidato ma nell’escludere dalla prova chi ne avrebbe il diritto. In questo modo, quest’ultimo perde la possibilità di partecipare, anche se poi non si dimostra all’altezza di superare l’esame. Si tratta di un danno che la giurisprudenza ha ritenuto più di una volta risarcibile.

Nella vicenda che ci occupa, dunque, la perdita di chance viene giudicata dal tribunale di Bolzano come l’impossibilità data ai nonni (oltre che ai genitori) di diventare tali e di godere del legame parentale con il nipote (la nipote, perché in questo caso era una bambina) a cui avevano diritto.

Feto nato morto: la vicenda di Bolzano

Per capire meglio il ragionamento del giudice altoatesino, bisogna spiegare la vicenda sulla quale è stata emessa la recente sentenza. Tutto ha avuto inizio nella sala parto dell’ospedale in cui una donna di 28 anni si è recata per dare alla luce la sua bambina. La gravidanza era trascorsa senza problemi. Durante il travaglio, proprio mentre la mamma stava per partorire, sono sorte alcune complicazioni che lo staff sanitario non è stato in grado di risolvere. La bambina è morta ancora nel grembo materno per «protratta sofferenza ipossica endouterina». In pratica, la nascitura è deceduta per soffocamento.

Superato il primo momento di smarrimento, i quattro mancati nonni della bambina si sono rivolti al tribunale per chiedere il risarcimento del danno parentale o quello da perdita di chance per il decesso della nipotina. Tutti e quattro erano convinti che la morte della piccola fosse stata causata dalla negligenza, imperizia o imprudenza del personale sanitario dell’ospedale. In questo modo, per colpa di altri, non hanno avuto la possibilità di diventare nonni di quella bambina.

Le perizie ordinate dal giudice hanno accertato, da una parte, che durante il parto non sono state «seguite le procedure corrette e conformi alla leges artis finalizzate alla tutela del benessere fetale». Di conseguenza, la morte della bimba è stata attribuita al comportamento dei sanitari di cui risponde l’ospedale [2].

Feto nato morto: il risarcimento ai nonni

Quanto al danno da perdita di chance per il mancato godimento del legame con la nipotina, si può pensare che quando il feto è nato già morto non c’è stato modo di creare alcun rapporto tra la bambina ed i nonni e che, quindi, non si possa parlare di lesione di un legame parentale poiché mai esistito.

Tuttavia, secondo il tribunale bolzanese, la condotta del personale sanitario che ha causato la morte del feto ha avuto come conseguenza «la totale recisione della possibilità» da parte dei nonni «di poter vedere nascere la loro nipotina e di poter coltivare con lei un solido legame affettivo», nei termini espressi anche dalla Costituzione.

Si tratta, insomma, di un danno da perdita di chance, dato che, appunto, non è stato leso un legame esistente ma è stato impedito che quel legame, a cui si aveva diritto, venisse instaurato: «La morte del feto – si legge nella sentenza – sopraggiungeva allorquando la nascita era ormai prossima, venendo così frustrata una possibilità in un momento prossimo alla sua concretizzazione».

Tale danno, conclude il tribunale, deve essere risarcito a discrezione del giudice.


note

[1] Trib. Bolzano sent. n. 638/2021.

[2] Art. 1228 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube