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Trasmettere i file aziendali all’avvocato: non giustifica il licenziamento

5 marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 marzo 2014



C’è differenza tra spedire i file aziendali al proprio legale per motivi di difesa e divulgarli: solo nel secondo caso il licenziamento del dipendente è proporzionato e quindi legittimo.

 

Non si può licenziare il dipendente che viene scoperto a inoltrare i file aziendali al proprio legale di fiducia per essere da quest’ultimo difeso in una causa contro il suo datore di lavoro.

È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione [1] grazie alla quale è stato reintegrato in azienda un dipendente che aveva trasmesso via email, al proprio avvocato, oltre duecento file aziendali prelevati dal computer aziendale.

Secondo i giudici, l’invio dei file aziendali a un legale non può considerarsi un comportamento così grave da giustificare il licenziamento disciplinare. Il dipendente che trasmette i file aziendali all’avvocato, infatti, non li divulga o diffonde bensì li invia ad un professionista, peraltro tenuto al segreto professionale, affinché provveda alla sua difesa giudiziaria.

I file restano dunque in un ambito ristretto e non possono essere considerati “divulgati”: non esiste, dunque, alcun grave danno per l’azienda datrice di lavoro. Il licenziamento sarebbe, pertanto, sproporzionato.

Il comportamento del dipendente può comunque rilevare sul piano disciplinare ed essere sanzionato con un provvedimento proporzionale all’effettiva gravità (per esempio con la sospensione).

note

[1] Cass. 5179 del 4.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com

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