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Permessi legge 104 per part time: come funzionano?

24 Marzo 2021 | Autore:
Permessi legge 104 per part time: come funzionano?

I chiarimenti del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sui permessi mensili retribuiti per chi assiste disabili e lavora a tempo parziale.

La legge 104 [1] riconosce, ai lavoratori disabili e che assistono familiari disabili, un’importante agevolazione: si tratta della possibilità di fruire di permessi mensili retribuiti, nella misura di 3 giorni al mese, frazionabili in misura oraria.

Ma i permessi legge 104 per part time: come funzionano? Ci si domanda, in particolare, se il diritto ai permessi mensili per il lavoratore portatore di handicap grave, o per il lavoratore che assiste un familiare nelle stesse condizioni, spettino allo stesso modo anche se l’interessato presta servizio con orario ridotto.

La soluzione è abbastanza semplice in relazione a chi ha un contratto part time orizzontale, cioè a chi lavora tutti i giorni, ma per un numero di ore inferiori all’orario giornaliero ordinario. Questi lavoratori hanno ugualmente diritto a 3 giorni di permesso al mese, ma, in relazione a ogni giornata, le ore di permesso spettanti risultano inferiori, così come risultano inferiori le ore lavorate.

La riduzione oraria dei permessi legge 104 per i lavoratori in part time orizzontale non rappresenta una discriminazione, considerando che il diritto ai riposi non viene tolto, ma viene riproporzionato in base alla quantità del lavoro prestato.

La situazione cambia, invece, per i lavoratori in regime di part time verticale o di tipo misto. Nella generalità dei casi, il numero dei giorni di permesso retribuito deve essere ridimensionato in proporzione alle giornate di lavoro prestate, con arrotondamento. La Cassazione [2], però, ha chiarito che, se il dipendente presta servizio per oltre la metà delle giornate lavorative settimanali, ad esempio se lavora almeno 4 giorni su 6, i 3 giorni di permesso Legge 104 spettano per intero e non devono essere riproporzionati. Questo per riconoscere, come specificato dalla Suprema corte, l’importanza degli interessi coinvolti e l’esigenza di effettività di tutela del disabile.

L’Inps, con una recente circolare [3], ha fornito nuove istruzioni sul proporzionamento dei permessi, conformi all’orientamento della Cassazione ed al recente chiarimento del ministero del Lavoro, basato sul Testo unico dei contratti di lavoro [4].

Diritto a usufruire dei permessi 104 in misura piena

La Cassazione sancisce il diritto alla fruizione dei permessi legge 104 in misura piena, anche per i lavoratori in regime di part time verticale e misto, basandosi sul decreto attuativo della direttiva europea relativa all’accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale [5].

La norma opera una differenziazione tra:

  • le misure che hanno una connotazione patrimoniale, strettamente collegate alla durata della prestazione lavorativa, per le quali è ammesso il riproporzionamento del trattamento;
  • e le misure che non hanno una connotazione strettamente patrimoniale, che devono essere salvaguardate da qualsiasi riduzione connessa alla minore entità della durata della prestazione lavorativa.

Tra queste ultime misure vi sono i permessi legge 104/1992, che costituiscono un importante strumento di tutela della salute psico-fisica della persona disabile.

Ne consegue che, in linea di principio, il diritto ad usufruire dei permessi non può essere ridotto.

Secondo la Suprema corte, sussiste comunque la necessità di valutare anche le esigenze dei datori di lavoro e non solo quelle dei lavoratori, nell’ottica di una distribuzione equa degli oneri e dei sacrifici connessi al rapporto di lavoro part-time e, nello specifico, del rapporto di lavoro parziale di tipo verticale.

Appare dunque ragionevole distinguere l’ipotesi in cui la prestazione di lavoro part-time sia articolata con un numero di giornate superiore al 50% rispetto all’orario ordinario, da quella in cui la prestazione sia svolta per un numero di giornate di lavoro inferiori. Il diritto all’integrale fruizione dei permessi spetta solo nel primo caso.

Il decreto attuativo della direttiva europea relativa all’accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale [5] è stato successivamente abrogato dal Testo unico sui contratti di lavoro [4]: la nuova norma dispone che il lavoratore a tempo parziale ha gli stessi diritti di un lavoratore a tempo pieno comparabile ed il suo trattamento economico e normativo è riproporzionato in base alla ridotta entità dell’attività svolta

Il ministero del Lavoro, a questo proposito, ha chiarito che i principi espressi dalla Cassazione in merito alla riduzione dei permessi legge 104 sono applicabili anche dopo l’entrata in vigore del Testo unico sui contratti, che distingue tra “diritti” e “trattamento economico e normativo”.

Il diritto ai permessi legge 104, di conseguenza, deve essere salvaguardato dalla riduzione connessa alla minore durata dell’attività lavorativa, in quanto tali assenze assicurano la continuità nelle cure e nell’assistenza del familiare disabile.

In base a quanto esposto, con riferimento ai lavoratori dipendenti del settore privato, l’Inps ha fornito le nuove indicazioni relative alla riduzione della durata dei giorni di permesso legge 104, da attuare nelle ipotesi di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto.

Riduzione dei permessi legge 104 per i lavoratori in part time orizzontale

In caso di part-time di tipo orizzontale, come già evidenziato, i 3 giorni di permessi mensili non devono essere riproporzionati, in quanto le giornate risultano lavorabili per un numero di ore inferiori rispetto a quanto previsto per i dipendenti full time.

Riduzione dei permessi legge 104 per i lavoratori in part time verticale e misto

Per quanto riguarda i rapporti di lavoro part-time di tipo verticale e di tipo misto fino al 50%, con attività lavorativa limitata ad alcuni giorni del mese, è necessario operare un riproporzionamento dei 3 giorni di permesso mensile secondo la seguente formula:

  • (orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time/ orario medio settimanale teoricamente eseguibile a tempo pieno) x 3 (giorni di permesso teorici)

Il risultato numerico deve essere arrotondato all’unità inferiore o a quella superiore a seconda che la frazione sia fino allo 0,50 o superiore.

La riduzione non deve essere effettuata per i mesi in cui, nell’ambito del rapporto di lavoro part-time, sia previsto lo svolgimento di attività lavorativa a tempo pieno.

Per quanto riguarda i rapporti di lavoro part-time di tipo verticale e di tipo misto dal 51%, i tre giorni di permesso mensile sono riconosciuti per intero.

Riduzione dei permessi orari legge 104 per i lavoratori part time

Se è applicata la a frazionabilità in ore dei giorni di permesso legge 104 ed il rapporto di lavoro è svolto in regime di part-time orizzontale, verticale o misto, con percentuale a partire dal 51%, si applica la seguente formula:

  • (orario normale di lavoro medio settimanale/ numero medio dei giorni lavorativi settimanali) x 3 = ore mensili fruibili.

Se il rapporto di lavoro è svolto in regime di part-time orizzontale, verticale o misto, con percentuale a sino al 50%, si applica invece la seguente formula:

  • (orario medio settimanale teoricamente eseguibile dal lavoratore part-time/ numero medio dei giorni o turni lavorativi settimanali previsti per il tempo pieno) x 3 (giorni di permesso teorici).

note

[1] Art.33, Co. 3 e 6., L. 104/1992.

[2] Cass. sent. n. 22925/2017 e 4069/2018.

[3] Circ. Inps 45/2021.

[4] Art.55, Co. 1, Lett. a), D.lgs. 81/2015.

[5] D.lgs. 61/2000.

Autore immagine: pixabay.com


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