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Assenza prolungata: quando scatta la visita medica?

31 Luglio 2021
Assenza prolungata: quando scatta la visita medica?

Il lavoratore deve essere sottoposto a delle visite periodiche per valutare la sua idoneità alla mansione specifica.

Sei stato assente per un lungo periodo di tempo a causa di una malattia prolungata. Prima di rientrare al lavoro, ti hanno inviato dal medico competente per una visita medica di controllo. Ti chiedi se questa prassi sia corretta. In caso di assenza prolungata, quando scatta la visita medica?

Nel nostro ordinamento, il datore di lavoro è il principale responsabile della salute e della sicurezza dei lavoratori e, a tal fine, deve organizzare un servizio di verifica della idoneità psicofisica dei dipendenti a svolgere le mansioni previste dai rispettivi contratti di lavoro.

Ma cosa succede in caso di assenza prolungata? Quando scatta la visita medica? Il testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro indica quali sono i casi in cui il medico competente aziendale deve sottoporre i dipendenti alla visita di controllo. L’assenza prolungata costituisce, indubbiamente, un evento che richiede un approfondimento sulla salute del lavoratore.

Cos’è l’obbligo di sicurezza?

Il datore di lavoro, firmando il contratto di lavoro, si assume una serie di obblighi verso il dipendente. Oltre al regolare pagamento dello stipendio mensile, infatti, il datore di lavoro deve tutelare anche la salute e la sicurezza del lavoratore. Questo dovere, detto obbligo di sicurezza [1], si traduce nell’obbligo di adottare tutte le misure di sicurezza necessarie a proteggere la salute dei dipendenti dal rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Cos’è la sorveglianza sanitaria?

Una delle attività obbligatorie che il datore di lavoro deve svolgere in esecuzione dell’obbligo di sicurezza è la sorveglianza sanitaria [2] che, in ambito aziendale, viene effettuata dal medico competente. Si tratta di un’attività obbligatoria in tutti i casi in cui la valutazione dei rischi fa emergere la presenza di profili di rischio per la salute e la sicurezza in azienda. Ne deriva che quasi tutte le aziende (salvo quelle che non hanno dipendenti) devono organizzare questo servizio.

La sorveglianza sanitaria ha lo scopo di verificare lo stato di salute dei lavoratori e, in particolare, la loro idoneità allo svolgimento delle mansioni specifiche assegnate loro in base alle rispettive lettere di assunzione.

Sorveglianza sanitaria: quando è necessaria la visita?

Le visite di controllo sull’idoneità del lavoratore al lavoro devono essere effettuate dal medico competente nelle seguenti occasioni:

  • prima dell’inizio della prestazione di lavoro, al fine di constatare l’assenza di controindicazioni al lavoro cui il lavoratore è destinato ed al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
  • periodicamente, per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica. Per quanto concerne la periodicità delle visite, se non è la legge a stabilirlo, deve avvenire una volta l’anno o nella diversa cadenza stabilita dal medico competente in relazione alla valutazione del rischio;
  • su richiesta del lavoratore, se il medico competente ritiene la visita correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, che possono subire un peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
  • in caso di cambio della mansione, al fine di verificare l’idoneità alla mansione specifica;
  • al rientro dal lavoro, in caso di assenza per malattia o infortunio superiore a 60 giorni;
  • in caso di cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.

Per quanto concerne le assenze prolungate per malattia, dunque, la visita di controllo è obbligatoria se il lavoratore è stato assente per 60 o più giorni. In questo caso, infatti, le condizioni di salute del lavoratore potrebbero essere peggiorate e renderlo non idoneo alla prestazione lavorativa.

Visite di controllo: il giudizio di idoneità

Le visite mediche, come abbiamo detto, servono a verificare l’idoneità del dipendente alla mansione per cui è stato assunto. Sulla base delle risultanze delle visite di controllo, il medico competente esprime un giudizio relativo alla mansione specifica che può essere di:

  • idoneità;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea;
  • inidoneità permanente.

Nel caso di giudizio di inidoneità temporanea, il medico deve precisare i limiti temporali di validità del certificato.

Il datore di lavoro dovrà tenere conto dei giudizi espressi dal medico competente nell’assegnazione delle mansioni al lavoratore e, se il giudizio è di inidoneità permanente, potrà procedere al licenziamento per inidoneità sopravvenuta alla mansione se non vi sono altri posti di lavoro alternativi, compatibili con il suo stato di salute, in cui può essere assegnato.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Art. 41 D. Lgs. 81/2008.


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