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Come evitare di perdere la patria potestà

31 Luglio 2021
Come evitare di perdere la patria potestà

In quali casi si rischia una pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale?

Tu e tua moglie non fate altro che litigare, anche in presenza dei vostri due figli piccoli. Urla, pianti e schiamazzi sono all’ordine del giorno. Non sei una persona cattiva, ma non vai più d’accordo con la donna che hai sposato tanto tempo fa. Inoltre, hai commesso l’errore di darle uno schiaffo in pieno viso e adesso temi che lei possa rivolgersi al giudice per portarti via i bambini. In questo articolo ti spiego come evitare di perdere la patria potestà.

Devi sapere che se il genitore viola i suoi doveri nei confronti dei figli oppure arreca loro un grave pregiudizio, rischia (al di là delle sanzioni penali previste nel caso in cui la condotta integri un reato come violenza, minacce, maltrattamenti, ecc.) una pronuncia di decadenza dalla responsabilità genitoriale. La conseguenza è la sospensione del diritto di prendere decisioni nell’interesse dei minori, pur dovendo contribuire al loro mantenimento. Non preoccuparti, però, perché, una volta risolte le cause che hanno giustificato una simile misura, è sempre possibile essere reintegrati. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di esaminare per bene la questione.

Cos’è la patria potestà?

La patria potestà (o meglio la responsabilità genitoriale) è un complesso di poteri decisionali che i genitori esercitano nei confronti dei propri figli in relazione al mantenimento, all’educazione, all’istruzione, alla salute, ecc. Fin quando il minore non compie diciotto anni, infatti, non è considerato capace di agire e di provvedere a sé stesso. Quindi, spetta alla mamma ed al papà prendersene cura ed aiutarlo durante la crescita.

Come si perde la patria potestà?

Come ti ho già anticipato in premessa, la patria potestà si perde solo se il padre e/o la madre assumono condotte che arrecano un grave pregiudizio al figlio minore oppure violano i loro doveri genitoriali. Si tratta, a tutti gli effetti, di una misura preventiva onde evitare il protrarsi dei comportamenti negativi. Ti faccio qualche esempio per darti un’idea.

Da quando si è separato, Tizio inizia ad assumere sostanze stupefacenti. Un giorno, lascia il figlio di 3 anni a casa da solo per circa nove ore.

Sempronio ha perso il lavoro e ogni giorno sfoga la sua frustrazione sui due figli. In particolare, li picchia e li sgrida quando la moglie non è in casa.

Mevio si è separato e per ripicca non intende versare il mantenimento per il suo bambino, così come previsto dal giudice.

Tutti gli esempi riportano dei casi in cui il genitore abusa dei propri poteri o comunque adotta dei comportamenti che danneggiano la crescita dei figli. In questi casi, la soluzione è quella di presentare un ricorso al tribunale per i minorenni del luogo in cui vive il bambino. Tuttavia, se è in corso una separazione o un divorzio, la competenza spetta al tribunale ordinario.

Il giudice, una volta assunte le informazioni e sentito il pubblico ministero (e il minore che abbia compiuto dodici anni o anche di età inferiore ove capace di discernimento) decide in camera di consiglio la decadenza dalla responsabilità genitoriale. In caso di urgenza, il giudice può anche adottare provvedimenti temporanei nell’interesse del bambino (come, ad esempio l’allontanamento del genitore dalla residenza familiare).

Il provvedimento del tribunale determina una serie di conseguenze. In particolare, il genitore non potrà:

  • assumere decisioni nell’interesse dei figli minori: ad esempio, non può dire la sua in merito alla scuola da far frequentare al bambino;
  • rappresentare il figlio in giudizio;
  • amministrare i beni della prole.

Tuttavia, rimane comunque il dovere di mantenimento e il diritto di visita (a meno che il giudice non abbia vietato la frequentazione tra il genitore il figlio).

Come evitare di perdere la patria potestà

A questo punto, è chiaro che per evitare di perdere la patria potestà è indispensabile che il genitore:

  • si prenda cura del figlio: in altre parole, deve provvedere al suo mantenimento, all’istruzione e all’educazione;
  • procuri i mezzi di sussistenza alla famiglia;
  • si interessi del bambino: vale a dire, il padre e la madre devono essere presenti e sostenere il figlio durante la crescita;
  • non maltratti il minore o l’altro genitore;
  • non abusi dei mezzi di correzione nei confronti della prole, tramite violenza fisica o psicologica;
  • non abbandoni il figlio;
  • non faccia uso di sostanze alcoliche o stupefacenti.

La patria potestà si può riacquistare?

Una volta cessati i motivi che hanno giustificato il provvedimento di decadenza, il genitore può riacquistare la patria potestà a patto che non ci sia un pericolo per il minore. Naturalmente, è sempre necessario un provvedimento del giudice in tal senso.

In conclusione, la perdita della patria potestà è una misura preventiva e cautelare finalizzata a tutelare unicamente l’interesse del minore qualora la madre o il padre non rispettino i loro doveri genitoriali.



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