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Lo sai che? In attesa dell’appello come recuperare le somme della sentenza di primo grado

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

Una sentenza in primo grado, per una causa contro il Ministero, mi ha dato ragione riconoscendomi un risarcimento, sebbene non nella integrale misura che avevo chiesto; così ho promosso appello per ottenere le residue somme; il Ministero della Salute non si è ancora costituito. A tutt’oggi, non mi sono ancora stati pagate le somme riconosciute con la sentenza di primo grado. Con quale azione posso recuperare quanto già riconosciutomi in primo grado o devo attendere l’esito dell’appello? Posso chiedere i danni per il ritardo del pagamento? Può ancora costituirsi il Ministero della Salute in appello?

Per quanto concerne il primo quesito – ossia la possibilità di recuperare le somme non ancora corrisposte dal Ministero – il codice di procedura civile prevede il diritto, per la parte vincitrice del giudizio di primo grado, di agire attraverso l’esecuzione forzata già solo al deposito della sentenza, e quindi anche in pendenza di un giudizio di appello. Salvo, infatti, che la Corte di Appello non pronunci una sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado, quest’ultima è sempre, automaticamente, provvisoriamente esecutiva e consente al creditore di procedere con il pignoramento per il recupero di quanto ad essa dovuto.

Per procedere in tal senso, il creditore (o meglio, in sua vece, l’avvocato di fiducia di quest’ultimo) dovrà:

a) richiedere la formula esecutiva e le copie della sentenza per la notifica della stessa al debitore;

b) attendere 120 giorni (trattandosi di pubblica amministrazione) affinché la parte soccombente possa pagare bonariamente;

c) in caso di mancato pagamento nel suddetto termine, notificare al debitore l’atto di precetto;

d) individuare la modalità di esecuzione forzata con la quale agire. A tal fine, generalmente, la forma consigliata è quella del pignoramento presso terzi, ossia il pignoramento delle somme di proprietà della P.A. detenute presso la tesoreria della stessa (di norma un istituto bancario).

Quanto alla possibilità di costituzione in Appello da parte del Ministero, quest’ultimo potrà farlo in qualsiasi momento del giudizio di secondo grado, fino all’udienza di precisazione delle conclusioni (ossia l’ultima udienza). Ovviamente, una costituzione non tempestiva della parte appellata si riverserà in un indubbio svantaggio per quest’ultima, non potendo – in propria assenza – far valere difese, eccezioni e controdeduzioni.

Difficilmente vedo la possibilità di chiedere i “danni” per il ritardo nel pagamento poiché normalmente, qualsiasi richiesta di indennizzo dipende dal rispetto di un rigoroso onere della prova. In tal caso, invece, già la sentenza dovrebbe prevedere, per il caso di mancato pagamento, l’applicazione degli interessi e della rivalutazione monetaria. Inoltre Le saranno dovute altresì le spese da Lei sostenute per il recupero della somma attraverso il proprio avvocato.

note

Autore immagine: 123rf.com


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