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Le spese universitarie sono detraibili?

1 Agosto 2021 | Autore: Vincenzo Delli Priscoli
Le spese universitarie sono detraibili?

Le tasse universitarie possono essere detratte dall’imposta sul reddito da pagare?

Permettere ai propri figli di studiare è uno degli obiettivi di ogni genitore. Tuttavia, quello che dovrebbe essere un diritto garantito a tutti, il diritto allo studio, spesso viene messo da parte anche per i costi, di certo non irrisori, che l’istruzione richiede, in particolare quella universitaria. In questo articolo, vedremo se le spese universitarie sono detraibili, ossia se possono essere sottratte, integralmente o quantomeno in parte, dall’imposta sul reddito da pagare, così da alleggerire il carico fiscale annuale del contribuente.

Quali spese universitarie è possibile detrarre dall’imposta sul reddito?

Ci sono delle spese universitarie che è possibile sottrarre dall’imposta sul reddito da versare, così da diminuire il peso fiscale.

La detrazione, infatti, è ammessa per le spese sostenute per accedere all’università, in particolare per:

  • le tasse di immatricolazione ed iscrizione;
  • la partecipazione ai test di accesso ai corsi di laurea.

Inoltre, la detrazione spetta anche per le spese sostenute per la frequenza dei corsi universitari, in particolare per:

  • corsi di istruzione universitaria;
  • corsi universitari di specializzazione;
  • corsi di perfezionamento;
  • master universitari;
  • corsi di dottorato di ricerca.

Quali sono i limiti alla detrazione delle spese per le università statali?

La detrazione delle spese universitarie dall’imposta annuale sul reddito non spetta su tutti i costi sostenuti, ma solo su una parte di essa, per la precisione il 19%, nel caso in cui la spesa sia stata sostenuta a favore di un’università statale.

Dunque se, ad esempio, nel 2019 hai sostenuto costi per 3.000,00 euro frequentando l’Università La Sapienza di Roma o l’Università Federico II di Napoli, che sono due atenei statali, l’importo che puoi sottrarre è il 19% di 3.000,00 euro, ossia 570,00 €.

Quali sono i limiti alla detrazione delle spese per le università non statali e telematiche?

Nel caso delle università non statali, l’importo ammesso alla detrazione è sempre del 19% sul totale dei costi sostenuti in un determinato anno, ma non può superare determinate soglie previste annualmente da un decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur).

Tale decreto individua l’importo massimo della spesa universitaria detraibile relativa alle tasse e ai contributi di iscrizione per la frequenza dei corsi di laurea, laurea magistrale e laurea magistrale a ciclo unico delle università non statali. Gli importi per spese universitarie detraibili sono distinti per area disciplinare e in base alle zone in cui ha sede l’ateneo presso il quale è presente il corso di studio.

Riguardo all’area disciplinare medica, ad esempio, per gli atenei non statali del nord, è prevista una detrazione massima pari a 3.700,00 euro, per gli atenei del centro Italia la detrazione massima è pari a 2.900,00 euro, mentre per gli atenei meridionali la detrazione massima è pari a 1.800,00 euro.

Poniamo il caso che nel 2019 hai sostenuto spese universitarie pari a 20.000,00 euro per un corso di specializzazione in ambito medico all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dunque un ateneo non statale del nord Italia. Il 19% di 20.000,00 euro è pari a 3.800,00 euro, dunque superiore al limite di detrazione massima pari a 3.700,00 euro per gli atenei non statali del nord. In definitiva, potrai detrarre 3.700,00 euro, anziché 3.800,00 euro.

Anche per i corsi di laurea svolti dalle università telematiche, le spese possono essere detratte al pari di quelle per la frequenza di altre università non statali, facendo riferimento all’area tematica del corso e, per individuare l’area geografica, si fa riferimento alla regione in cui l’università ha la propria sede legale.

Quali spese universitarie non è possibile detrarre?

Vi sono anche spese universitarie che non è possibile sottrarre dall’imposta annuale da pagare. In particolare, la detrazione non è prevista per:

  • i contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero;
  • spese relative all’acquisto di libri, strumenti musicali, materiale di cancelleria, viaggi ferroviari e di vitto e alloggio necessarie per consentire la frequenza del corso universitario.

Come si indicano le spese universitarie detraibili nella dichiarazione dei redditi?

Per le spese universitarie sostenute nel 2020, all’interno della dichiarazione dei redditi che si dovrà presentare nel 2021 occorre compilare i righi da E8 a E10, utilizzando il codice 13, sia per le spese inerenti le università pubbliche, sia per quelle private.

Per eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate è necessario conservare tutte le ricevute o quietanze di pagamento recanti gli importi sostenuti a titolo di spese universitarie, anche se la legge di bilancio 2020 ha introdotto l’obbligo di pagare con strumenti tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici bancari), le spese che danno diritto alle detrazioni del 19%, tra cui rientrano anche le spese universitarie.



Di Vincenzo Delli Priscoli


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