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Il ritorno di Conte

24 Marzo 2021 | Autore:
Il ritorno di Conte

Incontro tra ex premier con Letta. Entrambi concordano: «Cantiere aperto per le amministrative». E il predecessore di Draghi lavora per rilanciare il M5S.

Era questione di tempo. Rieccolo qui, di nuovo protagonista della scena politica. Giuseppe Conte si è visto questa mattina con il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tecnicamente, da futuro leader del Movimento 5 Stelle. Nella pratica, da guida indiscussa, perché da tempo i pentastellati sono orfani di una figura forte in grado di riportare il progetto di Beppe Grillo ai livelli di popolarità di cui godeva tre anni fa, quando vinse le elezioni. O, quanto meno, a evitare che faccia una brutta fine.

«Sto lavorando a un progetto per rilanciare il Movimento», ha detto Conte all’uscita del colloquio con Letta. E di questo progetto farà parte il Pd: «È stato un confronto proficuo, uno scambio molto utile», ha commentato l’ex premier. «Si apre un cantiere», ha aggiunto. Senza dire chi sarà il direttore dei lavori.

Non lo dice nemmeno, alla vigilia della Settimana Santa, il Nazareno. Che usa le stesse metafore di Conte, forse concordate per dimostrare piena sintonia: «È stato aperto un cantiere prioritario da rendere sistematico e costruttivo». Ancora il cantiere: che vogliano accedere a un superbonus elettorale?

Insomma, anche per Letta l’incontro di circa un’ora è andato «davvero bene». I due sono accomunati da almeno tre cose: l’essere stati presidenti del Consiglio, l’essere stati cacciati via da Matteo Renzi e la voglia di non consegnare il Paese al centrodestra alle prossime politiche. Si potrebbe aggiungere un quanto punto in comune: il reciproco bisogno che hanno l’uno dell’altro in termini numerici. «Si è consolidato un rapporto di rispetto reciproco», si dice nella sede del Pd, da dove trapela che i due ex premier hanno parlato di pandemia, vaccini, sostegno a Draghi e rapporti con l’Europa.

Vedremo Conte e Letta a braccetto alle prossime amministrative? Entrambi hanno iniziato ad «affrontare i singoli dossier», senza specificare su quali città ci potrebbe essere un rapporto di convivenza in regime di coppia di fatto.

Insomma, la betoniera gira nel cantiere elettorale. La malta che ne uscirà dovrà servire a rinsaldare i rapporti tra Pd e Movimento 5 Stelle per costruire la nuova legge elettorale. E, anche se non è stato citato da nessuno dopo l’incontro di oggi, per cementare un accordo sul nuovo presidente della Repubblica, vista l’ormai imminente scadenza di Sergio Mattarella. Qualsiasi alleanza, qualsiasi mossa tra i partiti, non può prescindere dal cambio della guardia al Quirinale.

Il ritorno di Conte, però, non è centrato solo sui rapporti di vicinato: la parte più faticosa deve farla a casa sua, dove lo attende la grana della piattaforma Rousseau, viste le relazioni deteriorate con il suo fondatore Davide Casaleggio. «Rousseau?», si chiede con finta perplessità l’ex premier. «Non vedo perché oggi si debba decidere di non usarlo più, ci sono ruoli e pretese da chiarire. Spero di comporre amichevolmente». In che senso?



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