Cronaca | News

Rider: fine dello sfruttamento

24 Marzo 2021
Rider: fine dello sfruttamento

Le aziende prendono un impegno con i sindacati sulla tutela dei lavoratori.

Un altro passo avanti nella protezione dei rider, verso migliori condizioni di lavoro. Rappresenta questo il protocollo sottoscritto oggi tra le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Assodelivery, associazione italiana dell’industria del food delivery alla quale aderiscono giganti come Glovo, Deliveroo, Uber Eats e SocialFood.

Si chiama Protocollo quadro sperimentale per la legalità, contro il caporalato, l’intermediazione illecita e lo sfruttamento lavorativo nel settore del food delivery. È stato firmato alla presenza del ministro del Lavoro del Governo Draghi, Andrea Orlando. È una dichiarazione di intenti da parte dei datori di lavoro, che si impegnano a prevenire comportamenti scorretti nel trattamento dei fattorini.

«Un risultato importante», secondo i sindacati, che ha lo scopo fondamentale di mettere un freno allo sfruttamento dei rider. Anche il presidente di Assodelivery, Matteo Sarzana, ha commentato soddisfatto che, con questo provvedimento, si va sempre più nella direzione della tutela di questi lavoratori.

In particolare, il protocollo ha lo scopo di mettere nero su bianco l’adozione di un modello di organizzazione aziendale basato sulla correttezza. Prevista, inoltre, la creazione di un organismo di garanzia che avrà compiti di vigilanza sulle dinamiche lavorative dei rider. Sarà da questo organo che partiranno eventuali segnalazioni alle Procure della Repubblica competenti per territorio in caso di abusi.

Sempre l’organismo di garanzia dovrà interfacciarsi con il tavolo di governance e monitoraggio, al quale partecipano anche i rappresentanti dei lavoratori, oltre che le aziende di food delivery.

Alla firma dell’accordo sono stati invitati gli assessori al Lavoro comunali e regionali che si sono maggiormente spesi per un miglioramento delle condizioni lavorative dei rider, in particolare: Marco Lombardo (Bologna), Cristina Tajani (Milano), Andrea Bosi (Modena) e Claudio Diberardino (Regione Lazio).

Sono circa trentamila i lavoratori interessati, ai quali, commentano i sindacati, «occorre al più presto che siano garantite le giuste tutele contrattuali, al fine di assicurare dignitose condizioni di lavoro, un equo compenso, misure adeguate di sicurezza».

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha fortemente voluto il protocollo odierno. «Idealmente aderisco e credo sia giusto garantire massima visibilità alla firma di oggi perché credo che costituisca un punto di riferimento molto importante e, mi auguro, possa anche rappresentare un precedente per compiere altri passi nella direzione di una maggiore tutela dei lavoratori», ha dichiarato Orlando.

«La questione della disciplina del rapporto tra algoritmo e lavoratori tra gig economy e riconoscimento di nuovi diritti è al centro del confronto anche a livello dell’Unione Europea – ha rilevato il ministro – e sarà oggetto dell’incontro che avrò con la ministra del Lavoro spagnola, che terremo domani. Al centro dell’attenzione del lavoro che stiamo facendo c’è anche il tema dei protocolli sulla sicurezza suoi luoghi di lavoro, che sono stati siglati nel marzo dello scorso anno, e l’esigenza di aggiornarli e di estenderli anche a settori del lavoro che inizialmente non sono stati ricompresi».



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