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Lo sai che? Nevrosi fobica dopo l’incidente: risarcimento del danno assicurato

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

Anche se la vittima mantiene immutate le proprie capacità, la presenza di un trauma tale da generare una nevrosi consente di ottenere un ulteriore risarcimento del danno.

Se, a seguito di un incidente stradale, il danneggiato subisce un trauma psichico tale da generare in lui, per il futuro, una vera e propria nevrosi, gli spetta un ulteriore risarcimento da parte dell’assicurazione. A dirlo è una sentenza della Cassazione di stamane [1].

Secondo la Suprema Corte anche la nevrosi rileva come danno e, pertanto, deve essere tenuta in considerazione dal giudice per la liquidazione dell’indennizzo. In particolare, quando l’accertata nevrosi fobica sia tale da poter influire sulla capacità della parte lesa di relazionarsi con le altre persone e, quindi, di svolgere un’attività lavorativa, allora essa costituisce una autonoma voce di danno, che si aggiunge a tutte le altre che vanno risarcite dal responsabile.

Nel caso deciso dalla Corte, un minore, dopo il sinistro aveva sviluppato un morboso attaccamento alla madre, ma lo stesso discorso potrebbe, per esempio, farsi nel caso in cui il danneggiato sviluppi un timore esasperato dell’automobile tale da non riuscire più a guidare (ipotesi che, purtroppo, capita non di rado).

La Corte precisa che non è necessario che la vittima subisca una vera e propria incapacità di carattere generale. Le sue capacità di critica e relazione potrebbero ben restare inalterate anche dopo l’incidente; è semplicemente sufficiente, perché vi sia l’ulteriore risarcimento, che venga accertata una specifica nevrosi in relazione a concrete situazioni della vita quotidiana (come appunto può essere la difficoltà a rimettersi al volante).

note

 [1] Cass. sent. n. 5249/2014 del 6.03.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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