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Vendite su eBay: si pagano le tasse?

25 Marzo 2021 | Autore:
Vendite su eBay: si pagano le tasse?

Il contribuente deve fornire la prova che l’operazione non è imponibile, altrimenti subisce l’accertamento fiscale. Si salva chi vende in modo occasionale.

Hai deciso di piazzare un’offerta di oggetti su alcuni siti di e-commerce, per raggiungere un’ampia platea di possibili acquirenti, ma il Fisco è sempre dietro l’angolo e per metterti al riparo da possibili accertamenti vorresti sapere se per le vendite su eBay si pagano le tasse. Il discorso è analogo a quello delle altre piattaforme in rete: ci sono alcuni casi in cui anche i privati devono dichiarare i proventi realizzati ed è decisivo stabilire la frequenza con cui avvengono le operazioni.

Il trattamento fiscale delle vendite dipende dall’abitualità o meno con cui vengono svolte le operazioni: questo per il Fisco è un indizio decisivo dell’imprenditorialità del soggetto, che così verrà inevitabilmente inquadrato anche in ambito Iva. Ciò comporta la sua sottoposizione agli obblighi contabili, oltre alla presentazione della dichiarazione dei redditi, che dovrà indicare i guadagni ottenuti vendendo i prodotti su eBay; e su essi andranno versate le imposte. Questi adempimenti invece non sono previsti per chi opera su eBay, o su altri canali di e-commerce, in maniera saltuaria.

Vendite tra privati su Internet

Innanzitutto, chiariamo un aspetto: vendere su eBay senza negozio fisico è legale e non è necessario munirsi di autorizzazioni preventive analoghe a quelle che servono per aprire un locale da adibire ad esercizio commerciale.

Il problema è appunto quello fiscale: se l’attività di vendita è abituale si considera svolta in modo professionale e allora occorre aprire la partita Iva, fatturare le operazioni e tenere la contabilità prevista per il regime tributario scelto (forfettario, semplificato o ordinario a seconda dei casi e del volume d’affari); bisogna anche liquidare e versare periodicamente le imposte dovute sui ricavi ottenuti e sui redditi conseguiti e presentare le prescritte dichiarazioni.

Se invece l’attività è svolta in modo occasionale da un privato non imprenditore la partita Iva non è necessaria, ma rimane l’obbligo di riportare in dichiarazione dei redditi i proventi conseguiti attraverso le vendite. Infine, non occorre munirsi di partita Iva e neppure dichiarare il ricavato se la vendita è avvenuta in modo episodico, come nel caso di chi mette su eBay un’inserzione per liberarsi di una collezione di vecchi fumetti o di qualche elettrodomestico usato.

Vendite su eBay: tassazione

Abbiamo quindi tre diversi regimi fiscali, tutti basati sulla tipologia del venditore e sulla frequenza delle operazioni realizzate: chi opera abitualmente su eBay (o su altri siti di e-commerce, come Amazon o Facebook Marketplace) è equiparato ad un vero e proprio negoziante ed è pertanto tenuto ad assolvere tutti gli obblighi fiscali previsti per gli esercenti commerciali.

Chi invece vende (o acquista per rivendere) solo occasionalmente non è soggetto Iva ma deve dichiarare i corrispettivi incassati riportandoli nella sezione “redditi diversi” del­­­­­­­­­­­­­­ modello Unico [1]. Quindi, tali somme sconteranno la tassazione Irpef, secondo le normali aliquote in base ai rispettivi scaglioni di reddito.

Infine, chi opera su eBay saltuariamente o “una tantum” non ha nessun obbligo fiscale. Il discrimine tra l’abitualità e l’occasionalità consiste nella ripetizione frequente delle prestazioni, che vengono reiterate in modo sistematico nel tempo anche se a distanza di mesi le une dalle altre (come nel caso delle vendite di prodotti stagionali); chi invece le compie in modo del tutto sporadico è esente da imposte.

La vendita di oggetti nuovi può costituire un indice di imprenditorialità, perché presuppone un precedente acquisto della merce da destinare poi al commercio anche mediante le inserzioni su eBay o altri canali di e-commerce. Quando ci si riferisce ai beni usati è più facile ritenere che si tratti di cose personali ed appartenenti al privato che le sta mettendo in vendita in modo saltuario come oggetti di seconda mano; inoltre, il ricavato sarà sicuramente inferiore al prezzo a suo tempo pagato per l’acquisto e, perciò, non rappresenterà un guadagno.

Come provare che le vendite su eBay non sono imponibili?

L’Agenzia delle Entrate potrebbe chiamare il contribuente a rendere conto dei bonifici affluiti sul suo conto corrente, o su Paypal, in pagamento delle vendite effettuate. Se ciò accade, la prova della non imponibilità delle operazioni è a carico del venditore ed evidentemente è tanto più difficile quanto più esse sono numerose, frequenti e consistenti nell’importo.

In ogni caso, è opportuno conservare la documentazione della transazione fatta su eBay, in modo da poter esibire anche a distanza di tempo l’inserzione e gli estremi dell’ordine di acquisto, per dimostrare qual è la merce spedita e a quanto ammonta il corrispettivo ricevuto. Questo darà modo ai funzionari di poter verificare la corrispondenza del prezzo stabilito per la vendita con il movimento bancario o postale in entrata.

Se invece non si riesce a fornire questa dimostrazione, scatta la presunzione che quei proventi siano redditi percepiti in nero e sottratti a tassazione: da qui, sarà inevitabile l’accertamento fiscale e l’irrogazione delle correlative sanzioni.

In un recente caso, un contribuente era stato colpito da accertamento per le vendite eseguite su eBay e l’accertamento fiscale ha retto all’impugnazione del contribuente ed è stato integralmente confermato: la Commissione tributaria [2] lo ha dichiarato legittimo poiché la parte – non si trattava di un privato, ma di una società operativa nel commercio elettronico attraverso il suo account eBay – non è riuscita a dimostrare che le cessioni non erano imponibili; di conseguenza, non ha potuto nemmeno scaricare i costi sostenuti per l’acquisto delle merci poi rivendute su eBay.

Leggi anche gli articoli “Vendite su eBay: bisogna dichiararle?” e “Chi vende su eBay deve pagare le tasse?“.


note

[1] Art. 67 D.P.R. n. 917/1986 (Testo Unico delle Imposte sui Redditi).

[2] Ctr Puglia, sent. n. 498/5/21.


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