HOME Articoli

Lo sai che? L’inquilino che vuol comprare casa può recedere dal contratto di locazione in anticipo?

Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 6 marzo 2014

Sono in affitto e il contratto non è ancora scaduto; ho intenzione di comprare casa, ma mi chiedo se, in tal caso, mi è consentito disdire in anticipo il contratto di locazione col padrone di casa oppure sono costretto a continuare a pagare i canoni.

Se il contratto di locazione non prevede espressamente la facoltà per l’inquilino di lasciare l’appartamento quando questi lo voglia, la legge [1], comunque, gli garantisce il diritto di recedere se ricorrono gravi motivi. In tale caso, il conduttore è obbligato a recapitare, al padrone di casa, un avviso con lettera raccomandata almeno sei mesi prima in cui comunica appunto la disdetta.

L’acquisto di una nuova casa — in quanto atto volontario — non costituisce di per sé grave motivo, ma può costituirlo ove renda eccessivamente gravosa la prosecuzione della locazione. Si pensi al caso in cui l’immobile locato sia divenuto insufficiente per le esigenze della famiglia del conduttore o sia divenuto scomodo per la sede di lavoro o di studio del conduttore.

Questi eventi — sopravvenuti e non volontari — sono meritevoli di considerazione secondo la comune coscienza e sono connessi a diritti primari della persona, costituzionalmente garantiti.

In questo senso si è espressa la Cassazione [2] che, ritenendo “grave motivo il trasferimento del conduttore in un’altra città, per motivi di lavoro, ha sancito il principio per il quale “i gravi motivi che consentono il recesso del conduttore dal contratto devono collegarsi a fatti estranei alla volontà del conduttore medesimo che, imprevedibili e sopravvenuti alla costituzione del rapporto locativo, rendono oltremodo gravoso per il conduttore la persistenza del rapporto”.

Per tornare al recesso per “gravi motivi“,  — fermo il diritto del locatore di contestare il recesso per la mancata comunicazione o per l’insussistenza dei gravi motivi  [3] — il locatore ha diritto al pagamento dei canoni per un periodo di sei mesi dalla data del recesso, salva l’eventuale nuova locazione dell’immobile intervenuta nei sei mesi.

Se il conduttore recede dalla locazione – con riconsegna dei locali – prima della scadenza dei sei mesi di preavviso, il locatore può accettare con riserva questa riconsegna e, in tal modo, permane l’obbligo per il conduttore di corrispondere i canoni sino alla citata scadenza oppure, se antecedente, sino alla data in cui lo stesso immobile venga concesso in locazione a terzi [4].

note

[1] Art. 4, comma 2, legge 392/78 — dettato in tema di recesso anticipato del conduttore —recepito dall’articolo 3 comma 6, legge 431/98 e dal contratto-tipo allegato A) al Dm del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 30 dicembre 2002, il cui articolo 8 così recita: “È in facoltà del conduttore recedere dal contratto per gravi motivi, previo avviso da recapitarsi al tramite lettera raccomandata almeno sei mesi prima”.

[2] Cassazione sent. n. 1098/1994.

[3] Cass. sent. n. 10980/96.

[4] Trib. Milano, sent. del 6.03.1997.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI