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Licenziamento per giusta causa: c’è diritto alla Naspi?

2 Agosto 2021
Licenziamento per giusta causa: c’è diritto alla Naspi?

Il lavoratore ha diritto a percepire l’indennità di disoccupazione in ogni ipotesi di perdita involontaria del lavoro.

Hai commesso un grave errore al lavoro che ti è costato il posto. La società ti ha, infatti, licenziato in tronco all’esito del procedimento disciplinare. Ti chiedi se, trattandosi di un licenziamento per giusta causa, potrai comunque avere diritto alla Naspi.

Il nostro sistema di sicurezza sociale prevede che il lavoratore, in caso di perdita involontaria del lavoro, possa accedere all’indennità di disoccupazione, oggi definita Naspi, se ricorrono determinati requisiti. Ma cosa accade in caso di licenziamento per giusta causa: c’è diritto alla Naspi? La questione è stata chiarita dall’Inps che ha riconosciuto anche ai lavoratori licenziati per gravi mancanze il diritto alla tutela contro la disoccupazione involontaria. Ovviamente, devono sussistere tutti gli altri requisiti richiesti dalla legge per l’accesso alla prestazione.

Licenziamento per giusta causa: cos’è?

Nel nostro ordinamento, in considerazione del valore attribuito al lavoro come fattore di progresso personale e collettivo [1], la legge circoscrive la possibilità del datore di lavoro di licenziare il dipendente. In particolare, l’adozione del licenziamento è possibile solo se sussiste una giusta causa o un giustificato motivo [2]. In questo modo, l’ordinamento intende tutelare i lavoratori da licenziamenti meramente arbitrari e immotivati.

La motivazione sottesa al recesso datoriale consente di distinguere tra due tipologie di licenziamento:

  • licenziamento disciplinare: è la conseguenza di un grave comportamento del dipendente, violativo dei propri doveri previsti dalla legge, dal contratto collettivo e dal contratto individuale di lavoro;
  • licenziamento economico: è la conseguenza di modifiche agli assetti organizzativi del datore di lavoro che determinano la soppressione del posto di lavoro ricoperto dal dipendente.

Nell’ambito dei recessi per ragioni disciplinari si può, ulteriormente, distinguere tra:

  • licenziamento per giusta causa [3]: in questo caso, il lavoratore pone in essere un comportamento molto grave, lesivo del vincolo fiduciario che deve sempre essere presente in ogni rapporto di lavoro, che non consente per il datore di lavoro la prosecuzione nemmeno momentanea della relazione contrattuale;
  • licenziamento per giustificato motivo soggettivo: la violazione commessa dal dipendente è abbastanza grave da determinare la sanzione espulsiva ma non è così grave da impedire il rispetto del preavviso di licenziamento.

Licenziamento per giusta causa: quando scatta e cosa comporta?

Il licenziamento per giusta causa costituisce, dunque, la massima sanzione disciplinare applicabile al lavoratore. Al pari di ogni provvedimento disciplinare, anche il recesso per gravi mancanze deve essere preceduto dal procedimento disciplinare previsto dalla legge [4]. Il datore di lavoro deve, dunque, contestare tempestivamente e in modo specifico il grave comportamento al dipendente, dandogli cinque giorni di tempo (o il diverso termine previsto dal Ccnl applicato) per rendere le sue giustificazioni. Una volta lette le difese del lavoratore, il datore di lavoro può procedere al licenziamento senza rispettare il periodo di preavviso, in tronco.

La nozione di giusta causa di licenziamento è di fonte legale e non esiste, dunque, una lista di mancanze che integrano tale fattispecie. Occorre, di volta in volta, valutare la gravità del comportamento tenuto dal dipendente sotto tutti gli aspetti, oggettivi e soggettivi, e stabilire se il fatto è così grave da ledere irrimediabilmente il vincolo fiduciario rendendo necessario il recesso in tronco.

Licenziamento per giusta causa: spetta la Naspi?

La Naspi è l’indennità di disoccupazione che è stata introdotta dalla legge [5] per tutti gli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a partire dal 1° maggio 2015. Si tratta di un assegno mensile che viene erogato dall’Inps ai lavoratori che perdono il lavoro contro la loro volontà e che possiedono una serie di requisiti previsti dalla legge.

In particolare, per accedere alla Naspi occorre possedere tre requisiti indefettibili:

  1. perdita involontaria del lavoro: l’accesso alla prestazione presuppone che lo stato di disoccupazione sia involontario. Ne consegue che la Naspi, salvo alcune tassative eccezioni, spetta solo in caso di licenziamento ma non spetta né in caso di dimissioni né in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  2. requisito contributivo: devono risultare versate presso l’Inps almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni che precedono la cessazione del rapporto di lavoro;
  3. requisito lavorativo: il lavoratore deve aver lavorato per almeno 30 giornate di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione.

Il licenziamento per giusta causa, se ricorrono anche gli ulteriori requisiti che abbiamo appena esaminato, dà diritto alla Naspi poiché si tratta comunque di una fattispecie di perdita involontaria del lavoro. Il fatto che sussista una giusta causa di licenziamento, peraltro, è tutto da dimostrare visto che il recesso datoriale potrebbe essere impugnato dal dipendente.



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14 Commenti

  1. Ha diritto alla Naspi anche un dipendente amministrativo della asl, assunto a tempo indeterminato?

  2. Buona sera gentilmente una domanda nel mio caso, il mio datore di lavoro mi ha lasciato a casa durante tutto questo tempo de la pandemia però il ristorante sta funzionando.
    Qualche settimane fa mi ha contattato insieme al loro ragioniere per discutere della mia situazione e mi è stata detta che purtroppo non possono più tenermi, che ci dobbiamo mettere d’accordo con la lettera di licenziamento visto che loro non sanno come chiudere il mio rapporto lavorativo mi stato chiesto di fare il licenziamento per mala condotta e io volevo capire da voi più informazione se è giusto o no la mia situazione, però in tanto mi è stato detto di continuare a stare in cassa integrazione fin che c’è il aiuto del governo.

  3. Una domanda. Se a licenziarmi sono io perché da mesi non percepisco lo stipendio e dunque è per giusta causa, ho diritto alla naspi?

    1. Se non percepisci lo stipendio da diverso tempo, puoi dimetterti per giusta causa; dopodiché, puoi recarti presso un patronato oppure accedere autonomamente con le tue credenziali al portale dell’Inps e presentare la domanda di Naspi. Devi sapere che le dimissioni per giusta causa rientrano tra le modalità di cessazione del rapporto di lavoro che danno diritto all’indennità di disoccupazione.

  4. Sono rimasto senza patente e come corriere non posso più lavorare e così licenziato in tronco posso usufruire della naspi .

    1. Puoi presentare la domanda di Naspi entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro in modalità telematica attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID, CIE, CNS o con Codice Fiscale e PIN dispositivo.

      1. salve,
        se il licenziamento è per giusta causa , si può usufruire di ulteriori 30 giorni ?
        grazie e buon lavoro

        1. La domanda deve essere presentata all’Inps in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, che decorrono: dalla data di cessazione del rapporto di lavoro; dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato; dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato; dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria; dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate; dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

  5. Buongiorno, si ha diritto alla naspi se si fa malattia prolungata di 6 mesi? Visto che dopo questi mesi scatta il licenziamento
    Grazie.

    1. La Naspi spetta in tutte le ipotesi di perdita involontaria del lavoro, quindi il lavoratore ne ha diritto anche in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto. Tuttavia, occorrerà verificare con attenzione il possesso degli altri requisiti per l’accesso alla Naspi.

  6. Buongiorno, sono assunto a tempo indeterminato con un’agenzia per il lavoro. Adesso loro vorrebbero licenziarmi con giustificato motivo soggettivo :mancato svolgimento delle mansioni assegnate (motivazione farlocca, lo sanno anche loro), e al contempo farmi firmare un verbale di conciliazione in sede sindacale. Vorrei sapere se, firmando questo tipo di accordo, rimane annotato da qualche parte la motivazione del licenziamento e se ho diritto alla NASPI?
    Ringrazio in anticipo.

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