Diritto e Fisco | Articoli

La polizia può portarti in caserma se non ha l’alcoltest?

25 Marzo 2021
La polizia può portarti in caserma se non ha l’alcoltest?

Dopo un incidente stradale un agente di polizia o un carabiniere può costringerti a seguirlo in caserma perché dietro non ha l’etilometro?

Una recente sentenza della Cassazione [1] ha risposto a una domanda piuttosto frequente: «La polizia può portarti in caserma se non ha l’alcoltest?».

Ipotizziamo il caso di un uomo che abbia provocato un incidente stradale. La polizia, intervenuta sul luogo, sospetta che il conducente sia in stato di ebbrezza ma, non avendo portato con sé l’etilometro, gli chiede di seguirla alla più vicina stazione per poter eseguire la prova del “palloncino”. L’uomo si rifiuta. Di qui, la denuncia e la successiva condanna penale. La condotta degli agenti è legittima? Possono questi costringere una persona a seguirli presso la stazione più vicina se c’è il sospetto che abbia bevuto? Facciamo il punto della situazione.

Quando la polizia può costringere il conducente a seguirla in caserma 

L’articolo 186, quarto comma, del Codice della strada parla chiaro: la polizia può obbligare l’automobilista a seguirla presso il più vicino comando per effettuare il controllo con l’etilometro solo in tre casi. Eccoli:

  • se dai controlli eseguiti sul posto (ad esempio, effettuati tramite il “precursore”, cioè con la saliva), il conducente risulta in stato d’ebbrezza; 
  • nel caso in cui vi sia stato un incidente stradale; 
  • se il conducente mostra chiari segni di alterazione alcolica (alito vinoso, occhi rossi, difficoltà a camminare o ad articolare le parole, ecc.).

La Cassazione ha chiarito che l’obbligo di seguire la polizia sussiste solo se la stazione più vicina è collocata a non più di 30 chilometri. Se dovesse essere più distante, il conducente può rifiutarsi di seguire le autorità. 

Quindi, la polizia può portarti in caserma se non ha l’alcoltest a condizione che vi sia stato un incidente stradale o, anche in assenza di incidente, se vi siano chiari indizi di guida in stato di ebbrezza. In tali casi, pertanto, il conducente non può rifiutarsi di seguire gli agenti. Se dovesse farlo, il suo comportamento costituirebbe reato e sarebbe punibile al pari di colui che viene trovato con il più alto tasso di alcol nel sangue, quello cioè superiore a 1,5 grammi per litro. La pena prevista per questa ipotesi, e quindi anche per chi non vuole andare in caserma, è l’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da sei mesi a un anno, la sospensione della patente di guida da uno a due anni e la confisca del veicolo. Se il veicolo invece appartiene ad un’altra persona, non si procede alla confisca del mezzo, ma la durata della sospensione della patente di guida viene raddoppiata.

Quando la polizia può costringere il conducente a fare le analisi del sangue in ospedale

Potrebbe invece succedere che la polizia, non avendo con sé l’alcoltest, chieda al conducente di seguirla presso il più vicino ospedale per fare le analisi del sangue e verificare se sussiste la guida in stato di ebbrezza. Anche in questo caso, però, la legge non attribuisce agli agenti un potere incondizionato di intimare tale ordine al conducente. Secondo la Cassazione [1], infatti, il prelievo ematico è possibile solo quando il conducente viene trasportato in ospedale perché, a seguito dell’incidente, si è ferito ed ha bisogno di cure. 

Dunque, la polizia non può costringere l’automobilista a seguirla in ospedale se non c’è stato un sinistro e questi, a seguito di ciò, non ha bisogno di cure mediche. È pertanto legittimo il rifiuto del conducente di farsi accompagnare all’ospedale ed il suo comportamento non può essere qualificato come reato. Queste due condizioni (incidente stradale e necessità di cure mediche) sono tassative e devono ricorrere congiuntamente.  

Approfondimenti

Leggi sul punto: 


note

[1] Cass. sent. n. 10146/21 del 16.03.2021.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 15 dicembre 2020 – 16 marzo 2021, n. 10146

Presidente Izzo – Relatore Pavich

Ritenuto in fatto

1. M.M. ricorre avverso la sentenza con la quale la Corte di appello di Bologna, in data 16 maggio 2019, ha parzialmente riformato in mitius – riducendo la pena – la condanna, nel resto confermata, pronunciata nei suoi confronti dal Tribunale di Ravenna, all’esito di giudizio abbreviato, in relazione al reato di rifiuto di sottoporsi ad accertamenti etilometrici, contestato come commesso in (omissis) .

Il M. , in tale occasione, aveva avuto un incidente con il motociclo da lui condotto; i Carabinieri, intervenuti sul posto, rilevavano che l’odierno ricorrente presentava sintomi di ebbrezza e per tale motivo gli chiedevano di sottoporsi ad accertamenti del tasso alcolemico presso il vicino ospedale di Cervia, non disponendo gli stessi di etilometro; il M. , dopo qualche insistenza, accondiscendeva, ma all’ospedale di omissis il personale medico indirizzava gli operanti e il M. all’ospedale di omissis; a questo punto, il M. rifiutava di seguire gli operanti presso il nuovo nosocomio.

2. Nell’unico motivo di ricorso, il sunnominato lamenta violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla qualificazione giuridica della fattispecie, deducendo che il rifiuto di sottoporsi ad esame sui liquidi biologici non sarebbe contemplato come reato, atteso che la scelta dei Carabinieri di effettuare l’accertamento mediante prelievo ematico ospedaliero non rientra certamente nell’ipotesi di cui all’art. 186 C.d.S., comma 4 (che fa riferimento esclusivamente a strumenti e procedure determinati dal regolamento e presso uffici o comandi della Polizia stradale), nè tanto meno nel comma 3 del predetto articolo (che si riferisce agli accertamenti “precursori” non invasivi), nè infine al comma 5 dello stesso articolo (che fa riferimento al caso in cui il conducente riporti lesioni a seguito dell’incidente e debba essere sottoposto a cure mediche). Di tal che il fatto contestato non può essere ricondotto a nessuna delle fattispecie cui fa riferimento l’art. 186 C.d.S., comma 7.

Considerato in diritto

1. Il ricorso è fondato.

1.1. Per chiarire le ragioni della decisione, s’impone una breve premessa.

Nei casi di cui all’art. 186 C.d.S., comma 7, il reato sussiste in caso di rifiuto di sottoporsi non solo agli accertamenti mediante etilometro (comma 4), o a quelli conseguenti a incidenti e da eseguirsi sui conducenti sottoposti a cure mediche (comma 5), ma altresì agli accertamenti preliminari di cui all’art. 186, comma 3 (cfr. Sez. 4, Sentenza n. 11845 del 02/03/2010, Rv. 246539). In tal modo si vuole evitare che, con la sua riottosità, il conducente eviti lo screening (pur privo, come si è detto, di autonomo valore probatorio) in base al quale possono essere fondati i successivi accertamenti sull’ebbrezza (la cui validità probatoria è, invece, pacifica). Tuttavia, il reato de quo non è integrato laddove il conducente si oppone all’accompagnamento presso il più vicino ufficio o comando, non trattandosi di condotta tipizzata dal combinato disposto dei commi 3 e 7 di detto articolo (Sez. 4, n. 21192 del 14/03/2012 – dep. 31/05/2012, P.M. in proc. Bellencin, Rv. 252736: nella specie, il conducente si era rifiutato di essere accompagnato ad un comando di polizia posto a trenta chilometri da luogo degli accertamenti).

Tale assunto non vale per la diversa ipotesi di accompagnamento per sottoporsi agli accertamenti di cui all’art. 186, comma 4, trattandosi di ipotesi espressamente contemplata in tale disposizione, atteso che il citato comma 4 prevede che l’espletamento dell’esame possa avvenire anche previo accompagnamento del conducente presso il più vicino ufficio o comando; e d’altronde è pacifico che, nel caso di accompagnamento del conducente per l’effettuazione degli accertamenti di cui all’art. 186, comma 4 non si possa parlare in alcun modo di misura restrittiva della libertà personale, nè di obbligo coercibile, fermo restando che il rifiuto, da parte del conducente, di sottoporsi agli accertamenti de quibus integra il reato di cui all’art. 186 C.d.S., comma 7.

Ciò che rileva è unicamente che l’espletamento dell’esame venga in tale ipotesi legittimamente eseguito mediante etilometro rispondente ai requisiti di cui all’art. 379 Reg. C.d.S. (cfr. Sez. 4, Sez. 4, Sentenza n. 5442 dell’11/01/2019, ric. Costantini).

1.2. Il caso di che trattasi è ancora diverso, atteso che – come risulta dalla stessa sentenza impugnata – l’accertamento rifiutato dal M. doveva essere effettuato mediante prelievo di liquido biologico, e non mediante etilometro, come previsto dall’art. 186, comma 4 e giusta richiamo all’art. 379 Regolamento esecutivo.

Nella specie, come correttamente osservato dal ricorrente, oltre a non ricorrere la fattispecie di cui all’art. 186, comma 3 (quella degli accertamenti preliminari), neppure ricorreva quella di cui al comma 5 dello stesso articolo, che fa riferimento al caso del conducente che, rimasto coinvolto in un incidente stradale, sia altresì abbisognevole di cure mediche: ipotesi insussistente nella specie, dacché è evidente, in base alla lettura della sentenza impugnata, che l’accompagnamento del M. presso un nosocomio vicino era finalizzato unicamente a verificarne lo stato d’ebbrezza, anche se mediante accertamento strumentale diverso da quello etilometrico.

È, allora, fondato l’assunto sostenuto dal ricorrente che depone per il difetto di rilevanza penale dell’ipotesi in discorso, atteso che – per il principio di tassatività e per il divieto di analogia in malam partem nella materia penale – la fattispecie in esame deve ritenersi esclusa dal novero di quelle contemplate dalla norma incriminatrice contestata al ricorrente (art. 186 C.d.S., comma 7).

2. La sentenza impugnata va dunque annullata senza rinvio, perché il fatto non sussiste.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste.

 


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube