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Condominio: modifiche del singolo condomino alle parti comuni

6 marzo 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 6 marzo 2014



Il singolo condomino può compiere delle modifiche ad un bene condominiale, sempre che ciò non influisca sul diritto di utilizzo e di godimento degli altri condòmini e che non modifichi la funzione cui il bene è destinato.

 

In un condominio, è facoltà di ciascun condòmino apportare delle migliorie ai beni condominiali: si pensi al condòmino che doti il portone d’ingresso del cosiddetto “chiudiporta”, ossia di quel congegno meccanico che consente al portone di chiudersi da solo e senza “sbattere” più del necessario.

Lo spirito di iniziativa del singolo, però, può essere esercitato entro certi limiti:

– non si può cambiare la funzione cui un bene è destinato: si pensi ad esempio al singolo condomino che trasformi il giardino condominiale in parcheggio, modificando l’uso cui è destinato lo spazio antistante al palazzo;

– le eventuali modifiche non devono compromettere il godimento del bene da parte degli altri condòmini.

Lo ha ribadito la Corte di Cassazione in una recente sentenza [1] che riporta a quanto già espresso sull’argomento dal codice civile: ciascun condomino può, a proprie spese, apportare le modifiche necessarie per il miglior godimento delle parti comuni dell’edificio [2]. Lo scopo dell’intervento del singolo è infatti quello di aumentare la funzionalità delle parti comuni del condominio e di consentirne un uso più intenso.

A tal proposito, non bisogna confondere le semplici modifiche (consentite – come detto – al singolo condomino) con le innovazioni, sulla cui definizione si innescano numerose liti condominiali. Per “innovazione” deve intendersi non qualsiasi mutamento delle parti comuni del condominio, ma solamente quelle che determinano un cambiamento della funzione delle parti comuni (si pensi al lastrico solare che viene trasformato in terrazza). Sono semplici “modifiche”, invece, gli interventi che mirano soltanto a potenziare o a rendere più comodo il godimento della parti comuni, senza modificarne la funzione [3]. Le innovazioni sono quindi opere di trasformazione tali incidere in modo rilevante sull’interesse di tutti i condomini, i quali devono valutare con attenzione l’opportunità di adottarle. Quindi le innovazioni non sono mai consentite al singolo condomino, al contrario invece delle modifiche.

note

[1] Cass., sent. n. 4499 del 25.02.2014.

[2] Art. 1102 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 11936 del 23.10.1999.

 

Autore immagine: 123rf.com


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