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Ubriachezza e rifiuto all’accompagnamento presso ospedale: Cassazione

25 Marzo 2021
Ubriachezza e rifiuto all’accompagnamento presso ospedale: Cassazione

Analisi del sangue presso il pronto soccorso per accertare la guida in stato di ebbrezza: quando il conducente può rifiutarsi senza commettere reato.

Indice

Incidente senza feriti: il conducente può rifiutarsi di essere accompagnato in ospedale per l’accertamento dello stato di ebbrezza

L’ipotesi in cui il conducente di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale senza feriti si rifiuti di essere accompagnato in ospedale dai Carabinieri intervenuti solo per l’accertamento ematico dello stato di ebbrezza, non rientra tra le fattispecie punite penalmente dall’art. 186 c.d.s. Il rifiuto di sottoporsi ad esame sui liquidi biologici non sarebbe contemplato come reato, atteso che la scelta dei Carabinieri di effettuare l’accertamento mediante prelievo ematico ospedaliero non rientra certamente nell’ipotesi di cui all’art. 186, comma 4 c.d.s., (che fa riferimento esclusivamente a strumenti e procedure determinati dal regolamento e presso uffici o comandi della Polizia stradale), né tanto meno nel comma 3 del predetto articolo (che si riferisce agli accertamenti “precursori” non invasivi), né infine al comma 5 dello stesso articolo (che fa riferimento al caso in cui il conducente riporti lesioni a seguito dell’incidente e debba essere sottoposto a cure mediche). Di tal che il fatto contestato non può essere ricondotto a nessuna delle fattispecie cui fa riferimento l’art. 186, comma 7, c.d.s.

Cassazione penale sez. IV, 15/12/2020, n.10146

Guida in stato di ebbrezza: la mancanza del consenso al prelievo di campioni biologici compiuto presso struttura sanitaria non è causa di inutilizzabilità

In tema di guida in stato di ebbrezza, la mancanza del consenso al prelievo di campioni biologici compiuto su richiesta della polizia giudiziaria presso una struttura sanitaria non per motivi terapeutici, ma ai fini dell’accertamento del tasso alcolemico, non è causa di inutilizzabilità degli esami compiuti, posto che la specifica disciplina dettata dall’art. 186 cod. strada, nel dare attuazione alla riserva di legge stabilita dall’art. 13, comma 2, Cost., non prevede alcun preventivo consenso dell’interessato al prelievo dei campioni, oltre a quello eventualmente richiesto dalla natura delle operazioni sanitarie strumentali a detto accertamento.

Cassazione penale sez. IV, 15/09/2020, n.27107

Il prelievo ematico per l’accertamento del tasso alcolemico non richiede avviso della facoltà di farsi assistere se effettuato nell’applicazione di un protocollo sanitario

In caso di richiesta, ai sensi dell’articolo 186, comma 5, del codice della strada, di prelievo ematico su soggetto coinvolto in incidente stradale e condotto presso struttura ospedaliera, al fine di accertare il tasso alcolemico e la presenza di droghe di abuso nel sangue, l’esecuzione deve essere preceduta dal “previo avviso” della facoltà di farsi assistere da un difensore, come disposto dagli articoli 356 del Cpp e 114 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, non solo nell’ipotesi in cui il prelievo venga effettuato esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, ma anche nel caso in cui l’accertamento venga richiesto esclusivamente dalla polizia giudiziaria sul campione di sangue prelevato per esigenze diagnostiche di altro genere, disposte dal personale medico, non comprensive della verifica specifica.

Al contrario, qualora l’esecuzione dell’accertamento intervenga nell’ambito dell’applicazione di un protocollo sanitario, essendo l’esame del quantitativo di alcool o della presenza di tracce di stupefacenti nel sangue destinato a fini di cura, e quindi disposto al di fuori del contesto di indagine, nessun previo avviso è richiesto a fini processuali, mancando qualunque rapporto fra l’effettuazione dell’analisi e il diritto di difesa.

Cassazione penale sez. IV, 09/07/2020, n.21390

Prelievo ematico per guida in stato di ebbrezza: conseguenze della violazione dell’obbligo di dare avviso al conducente della facoltà di farsi assistere da un difensore

In tema di guida in stato di ebbrezza, la violazione dell’obbligo di dare avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia al conducente da sottoporre prelievo ematico presso una struttura sanitaria, finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico esclusivamente su richiesta dalla polizia giudiziaria, determina una nullità di ordine generale a regime intermedio che può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto degli artt. 180 e 182, comma 2, c.p.p., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado ma che deve ritenersi sanata, ai sensi dell’art. 183 c.p.p., qualora l’imputato formuli una richiesta di rito abbreviato. (La Corte ha altresì ritenuto non rilevante il fatto che il difensore avesse eccepito l’asserita nullità con memoria difensiva successiva all’avviso di cui all’art. 415-bis c.p.p., proprio perché, nello specifico, in luogo di far valere in concreto tale eccezione, era stata appunto avanzata dall’imputato richiesta di procedere nelle forme del giudizio abbreviato).

Cassazione penale sez. IV, 21/01/2020, n.3906

Verifica del tasso alcolemico: è obbligatorio avvertire il conducente, anche se il controllo è effettuato tramite esami clinici richiesti dalla polizia

In tema di guida in stato di ebbrezza, sussiste l’obbligo di previo avviso al conducente coinvolto in un incidente stradale di farsi assistere da un difensore di fiducia, ai sensi dell’art. 356 c.p.p. e art. 114 disp. att. c.p.p., in relazione al prelievo ematico presso una struttura sanitaria finalizzato all’accertamento del tasso alcolemico, qualora l’esecuzione di tale prelievo non avvenga nell’ambito degli ordinari protocolli sanitari, ma sia autonomamente richiesta dalla polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 186 C.d.S., comma 5.

Cassazione penale sez. IV, 08/11/2019, n.49898

Il prelievo di campioni biologici presso strutture sanitaria su richiesta della p.g. per accertare il tasso alcolemico non richiede specifiche motivazioni

In tema di guida in stato di ebbrezza, il prelievo di campioni biologici (sangue ovvero urine e saliva) compiuto presso una struttura sanitaria non per motivi terapeutici, ma esclusivamente su richiesta della polizia giudiziaria, al solo fine di accertare il tasso alcolemico del soggetto per la ricerca della prova della sua colpevolezza, non richiede uno specifico consenso dell’interessato, oltre a quello eventualmente richiesto dalla natura delle operazioni sanitarie strumentali a detto accertamento. (In motivazione la Corte ha precisato che resta ferma la possibilità del rifiuto dell’accertamento, penalmente sanzionata).

Cassazione penale sez. IV, 08/10/2019, n.43217

Il conducente positivo al pre-test per l’assunzione di stupefacenti non può opporsi all’accompagnamento presso un pronto soccorso per effettuare un prelievo ematico

Quando gli accertamenti di tipo qualitativo non invasivi o la prova effettuata, anche attraverso apparecchi portatili diano esito positivo, ovvero si possa altrimenti ravvisare un ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, è possibile sottoporre l’interessato ad accertamenti clinico tossicologici e strumentali, o analitici, su campioni di mucosa o di fluido del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia.

Solo qualora non sia possibile effettuare il prelievo a cura del detto personale, o quando il conducente rifiuti di sottoporsi a tale prelievo, gli agenti di polizia stradale possono accompagnarlo presso strutture sanitarie fisse o mobili afferenti alla polizia stradale, o presso strutture sanitarie pubbliche o presso quelle accreditate o comunque equiparate. In questo caso, il rifiuto del conducente di sottoporsi agli accertamenti previsti dalla norma integra la contravvenzione di cui all’ottavo comma dell’art. 187 C.d.S..

Cassazione penale sez. IV, 26/04/2018, n.34797

Il personale medico è libero di scegliere la modalità di analisi del sangue per verificare la concentrazione alcolica del conducente

Nel reato di guida in stato di ebbrezza, ai fini dell’accertamento della concentrazione alcolica il codice della strada e il relativo regolamento non prescrivono alcuna particolare modalità di analisi del sangue lasciando al personale medico libertà di scelta nel metodo da usare purché sia scientificamente corretto.

Cassazione penale sez. IV, 09/01/2018, n.6497

Prelievo ematico effettuato solo per l’accertamento del reato di guida in stato di ebbrezza: occorre il consenso del conducente

L’esatta applicazione dell’art. 186, comma 5, c.d.s., alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza, prevede che qualora i sanitari, per qualunque ragione, dopo aver visitato il soggetto soccorso, ritengano di non dover eseguire il prelievo ematico, neppure per valutare l’opportunità di prestare eventuali cure, ma procedono alle analisi del sangue solo su richiesta della polizia giudiziaria ai fini delle contestazioni di legge, si rende necessario l’espresso consenso dell’interessato proceduto da idonea informativa a tutela del diritto alla difesa, a pena di inutilizzabilità dei risultati del prelievo ematico.

Cassazione penale sez. IV, 06/04/2017, n.21885

In caso di rifiuto a sottoporsi agli accertamenti sanitari, è configurabile il reato di guida sotto l’effetto di droga, solo se rispettata la procedura di legge

Il rifiuto a sottoporsi agli accertamenti finalizzati alla verifica dello stato di alterazione derivante dall’uso di sostanze stupefacenti presso una struttura sanitaria è tale da integrare il reato previsto dall’art. 187, comma 8, c. strad. solo se gli operanti, nell’avanzare la richiesta di accertamento, si siano attenuti al rispetto della procedura di legge: che consente l’accompagnamento presso la struttura sanitaria solo laddove l’accertamento effettuato mediante apparecchi portatili abbia dato esito positivo ovvero laddove si abbia altrimenti ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l’effetto conseguente all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope (da queste premesse, è stata annullata senza rinvio la sentenza di condanna in una fattispecie in cui gli operanti, sprovvisti di strumenti di rilevazione portatile, avevano chiesto all’imputato – che si era rifiutato – di farsi scortare presso una imprecisata struttura sanitaria per sottoporsi ai prelievi, senza che sussistesse alcun elemento fattuale che lasciasse sospettare uno stato di intossicazione per assunzione di sostanze stupefacenti).

Cassazione penale sez. IV, 11/01/2017, n.12197

Ai fini della configurabilità del reato di guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope è necessario che lo stato di alterazione del conducente dell’auto venga accertato nei modi previsti dall’art. 187, comma 2, c. strad.; pertanto, deve escludersi la possibilità che lo stato di alterazione sia desunto da elementi sintomatici esterni, come invece è ammesso per l’ipotesi di guida in stato di ebbrezza, in quanto l’accertamento richiede conoscenze tecniche specialistiche in relazione alla individuazione ed alla quantificazione delle sostanze.

(Nell’occasione, la Corte ha precisato che la presenza di comportamenti sintomatici dà all’organo accertatore la facoltà di accompagnare il conducente presso le strutture sanitarie previste dallo stesso articolo del codice della strada).

Ai fini della configurabilità del reato di rifiuto all’accertamento clinico sulla presenza nei liquidi organici di sostanze stupefacenti, trattandosi di accertamento diagnostico obbligatorio non coattivo, è necessario il rispetto delle modalità previste dall’art. 187, comma 5, c. strad. che prevede l’accompagnamento presso strutture pubbliche e pertanto non sussiste il reato nel caso in cui il rifiuto si sia manifestato dopo l’accompagnamento del conducente presso il comando dei vigili urbani dove veniva chiesto il prelievo delle urine.

Cassazione penale sez. IV, 15/01/2003, n.7339



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