Arriva il Cashback con la carta del supermercato

25 Marzo 2021
Arriva il Cashback con la carta del supermercato

L’ultima versione dell’app Io permette di pagare anche con le card di Esselunga, Conad e Coop.

Il Cashback fa un passo avanti. I sette milioni di iscritti all’applicazione Io della Pubblica Amministrazione, che serve per tenere memoria delle transazioni eseguite dagli utenti in moneta elettronica, devono sapere che c’è una novità.

Aggiornando l’app dal proprio smartphone, infatti, è possibile ottenerne la versione più recente, che è stata rivista e possiede una nuova funzionalità. Quest’ultima consiste nella possibilità di memorizzare, ai fini del Cashback, anche gli acquisti eseguiti con le tessere dei supermercati Esselunga, Coop e Conad. Prima di questo aggiornamento non era possibile pagare con queste card e ottenere la restituzione del 10% sugli acquisiti eseguiti, perché non erano riconosciute come strumenti di pagamento validi ai fini del Cashback.

Questo ha fatto sì che gli utenti se ne siano serviti meno da dicembre ad oggi, cioè da quando il Cashback è stato avviato, prediligendo le carte di credito, di debito, il bancomat e tutti gli strumenti elettronici che davano diritto al bonus. Ma ora non è più così: da oggi, chi vuole andare a fare la spesa e pagare con la Fidaty oro di Esselunga, con la Più Conad Card di Conad o con la Supercard di Coop ha diritto a pieno titolo alla restituzione del Cashback.

Questo, ovviamente, se ne rispetta il regolamento: tra gennaio e giugno, deve aver eseguito almeno cinquanta transazioni in moneta elettronica. Solo raggiungendo questo numero minimo di pagamenti, l’utente riavrà indietro un cashback pari al 10% di ogni spesa effettuata (ma comunque, per ognuna, otterrà al massimo 15 euro, anche se la spesa dovesse essere superiore ai 150 euro).

È tutto quel che sappiamo per ora, cioè che l’agevolazione sopravvivrà certamente fino a giugno 2021. Se il Cashback arriverà fino alla fine dell’anno, al momento, non è dato sapere.

Il Governo Conte Bis l’aveva pensata come misura a lungo termine, per rendere i pagamenti tracciabili, invogliare a un maggior utilizzo degli strumenti di pagamento elettronico e infliggere un duro colpo all’evasione fiscale. Ma con il nuovo Governo guidato da Mario Draghi, la necessità di recuperare fondi che potrebbero essere reinvestiti in nuove misure e la contrarietà al Cashback di alcuni partiti politici, non è ancora chiaro che fine farà l’agevolazione. Per adesso, sembra riscuotere un discreto successo. La Lega non ha mai nascosto la sua contrarietà alla misura; nonostante questo, il sottosegretario all’Economia Claudio Durigon ha dovuto riconoscere che i dati sono buoni.

Si registra, ad esempio, un «costante aumento del numero degli strumenti di pagamento registrati, passati da 9,6 milioni in dicembre 2020 a più di 14 milioni nelle due settimane di marzo, con gli strumenti attivi passati dai 6,7 milioni di dicembre ai 9,7 di febbraio, con un incremento di media del 20% mese su mese, e un analogo trend di crescita a marzo», ha detto lo stesso Durigon rispondendo a un’interrogazione.

Il numero degli aderenti è crescente: si è «passati da quasi 6 milioni nel periodo sperimentale del dicembre 2020, con più di 4 milioni di utenti attivi, a più di 8,5 milioni con 7 milioni di utenti attivi», dati forniti sempre da Durigon.

Neppure le anomalie da parte dei cosiddetti «furbetti del Cashback», che avevano fatto temere un blocco anticipato della misura o l’aggiunta di limitazioni, sembrano poi così numerose. Sempre Durigon ha reso noto che «le condotte anomale sul totale complessivo (ad esempio più di 10 pagamenti allo stesso esercente) incidono per lo 0,2% del totale».

Insomma: seppure con qualche ombra che rende più che incerto il suo destino, il Cashback per ora va per la sua strada, migliora e aggiusta il tiro.



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