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Debito con la banca: può mettere un pignoramento sull’auto?

25 Marzo 2021
Debito con la banca: può mettere un pignoramento sull’auto?

Fermo amministrativo sull’auto da parte della banca per un debito di piccolo importo: cosa succede se non si paga e cosa si rischia?

Un nostro lettore ci rivela di aver contratto un debito con una banca di circa cinquemila euro, debito che non è riuscito sino ad oggi a saldare. Recentemente, il direttore dell’istituto di credito gli ha inviato una diffida per intimargli l’immediato rientro nell’esposizione debitoria. 

Tutto ciò di cui il debitore è intestatario è un’auto che, peraltro, gli serve per sottoporsi a delle cure mediche per una grave malattia oncologica di cui è affetto. Ci chiede pertanto se, in ragione di tale debito, la banca può mettere un pignoramento sull’auto.

Nella mail che il lettore ci ha indirizzato viene in realtà usata una diversa espressione: quella di «fermo amministrativo sull’auto». A ben vedere, però, il fermo amministrativo è una misura che solo l’Agente per la riscossione esattoriale ha il potere di adottare e non anche i soggetti privati come la banca o la finanziaria. Questi ultimi possono, tutt’al più, intraprendere un pignoramento. 

La differenza tra fermo e pignoramento auto è sostanziale: il fermo implica il divieto di circolare, ma il veicolo non viene appreso da un ufficiale giudiziario, non c’è cioè uno spossessamento ed esso continua a rimanere nella disponibilità materiale del debitore. Inoltre, il fermo non è diretto alla vendita forzata del bene, trattandosi di una misura cautelare rivolta solo ad evitarne il danneggiamento e il deprezzamento: pertanto, esso potrebbe rimanere anche per molto tempo senza che perciò si dia luogo – in assenza di un pignoramento – a un’espropriazione forzata.

Invece, il pignoramento è una misura che qualsiasi creditore può adottare e che è rivolta a sottoporre il bene a una vendita giudiziaria al fine di soddisfare il creditore con l’eventuale ricavato.

Una volta chiarita la differenza tra fermo e pignoramento dell’auto e spiegato che la banca può solo intraprendere un pignoramento, resta da vedere se sussiste un limite con riferimento al veicolo essenziale per il trasporto e, in particolare, per sottoporsi a cure mediche salvavita. 

Purtroppo, non esiste alcuna disposizione normativa che consenta di sottrarre l’automobile al pignoramento, anche quando è indispensabile per la sopravvivenza o per il lavoro. Quindi, il debitore potrebbe – almeno in teoria – vedersi pignorata l’unica auto necessaria al sostentamento.

C’è però da dire che, quando l’automobile ha un ridotto valore commerciale, il suo pignoramento potrebbe risultare antieconomico. Questo perché la procedura ha, di per sé, un costo fisso che il creditore – nel nostro caso, la banca – è tenuto ad anticipare senza alcuna certezza di recupero. 

Se anche il veicolo dovesse essere valutato, in base ai listini di mercato, quanto il credito vantato dalla banca, per quest’ultima non ci sarebbe alcuna possibilità di rientrare nell’importo vantato dal proprio ex cliente. E questo perché le aste sono caratterizzate da un atteggiamento particolarmente speculativo da parte dei partecipanti; il che significa che il prezzo del bene subisce diversi ribassi prima di poter essere aggiudicato. Con la conseguenza che la banca potrebbe non riuscire a coprire neanche i costi vivi della procedura.

Dunque, se così dovesse essere e l’istituto di credito dovesse abbandonare l’idea di un pignoramento dell’auto, il credito resterebbe insoddisfatto e la banca, in assenza di altri beni, non potrebbe rivalersi nei confronti del debitore. Potrebbe tutt’al più farlo, un giorno, nei riguardi dei suoi eredi, sempre che nel frattempo il credito non sia caduto in prescrizione. E la prescrizione si realizza dopo dieci anni dall’ultima lettera di diffida ricevuta dal correntista. 

 



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