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Eredi legittimi in assenza di figli

2 Agosto 2021 | Autore:
Eredi legittimi in assenza di figli

Che succede se il defunto lascia o non lascia un testamento: va tutto al coniuge superstite? Chi non può essere escluso dalla legittima.

Se c’è una cosa che non conviene mai dare per scontato è a chi andrà il nostro patrimonio, poco o tanto che sia, nel momento in cui partiremo per l’ultimo viaggio. Magari, uno è convinto che, se non ha discendenti, va tutto al coniuge. In parte è vero, ma a certe condizioni: non è detto che altri familiari non abbiano mai diritto ad una fetta di torta. Quindi, chi sono gli eredi legittimi in assenza di figli? Dipende da alcuni fattori. Innanzitutto, se il defunto aveva lasciato o meno un testamento. Poi, ad esempio, se ha nominato il coniuge erede universale. O, ancora, se i genitori della persona deceduta sono ancora in vita oppure no. Diverse variabili, quindi, che andiamo a vedere di seguito.

La nomina dell’erede universale

Se si fa un esame di coscienza, sicuramente buona parte delle coppie senza figli non ha mai pensato alla possibilità di nominarsi a vicenda eredi universali per garantirsi reciprocamente il patrimonio di entrambi. Si tratta di una soluzione consigliabile a chi non ha né discendenti né ascendenti e vuole garantire che l’intera eredità vada al coniuge.

La legge dice che in assenza di figli, una parte dell’eredità deve andare ai genitori del defunto in qualità di «legittima». Se, però, i genitori non ci sono più, possono succedere due cose:

  • che il defunto abbia nominato il coniuge erede universale: in questo caso, la moglie o il marito della persona deceduta prendono possesso dell’eredità;
  • che il defunto non abbia nominato il coniuge erede universale: in assenza di testamento, una parte dell’eredità deve essere riconosciuta a fratelli e/o sorelle della persona deceduta.

Eredità con testamento in assenza di figli

Come abbiamo visto, il testamento ha un ruolo fondamentale per capire chi sono gli eredi legittimi in assenza di figli. Il cittadino ha (quasi) piena libertà nel decidere a chi lasciare la sua eredità. Perché il «quasi»? Perché deve rispettare le quote della cosiddetta «legittima», vale a dire quelle che spettano a determinati familiari del defunto. Si parla del coniuge, dei figli e dei genitori.

Poiché ci occupiamo dell’ipotesi di eredità senza figli, ci restano il coniuge e i genitori. Nel caso in cui questi siano vivi entrambi o anche solo uno di loro, il cittadino può decidere di nominare nel testamento erede universale il coniuge ma non può escludere i genitori, pena la possibilità di impugnare il testamento. Se, invece, tra gli eredi legittimi è rimasto in vita soltanto il coniuge, il problema non si pone: sarà lui a prendere possesso dell’intero patrimonio, sempre che il defunto non abbia stabilito altrimenti (ad esempio, di destinare una parte ad un soggetto o a un ente per qualche particolare motivo).

Il testamento non può essere impugnato da fratelli, sorelle o cugini del defunto, in quanto non sono eredi legittimari e, pertanto, non hanno alcun diritto a reclamare l’eredità.

Eredità senza testamento in assenza di figli

Qui il discorso si complica. Nel caso in cui il defunto non abbia fatto il testamento e non abbia figli, al coniuge spettano 2/3 dell’eredità. Il resto andrà (ovviamente se ci sono) ai genitori, ai fratelli e alle sorelle.

E, come si può facilmente capire, ci sono diverse combinazioni. Vediamole.

Ci sono genitori e fratelli del defunto

Come detto, genitori e fratelli del defunto hanno diritto ad una parte dell’eredità in assenza di figli e di testamento. In nessun caso, la quota in cui succedono i genitori o uno di essi può essere inferiore alla metà.

Non ci sono figli, né fratelli del defunto

Nel caso in cui non ci siano figli, fratelli, sorelle o loro discendenti (nipoti del defunto), succedono i genitori in eguali porzioni, o il genitore superstite. Restano esclusi gli adottanti delle persone maggiori di età.

Non ci sono figli, né genitori, né fratelli, né loro discendenti

In questo caso, succedono per una metà gli ascendenti della linea paterna e per l’altra metà gli ascendenti della linea materna. Deve però trattarsi di ascendenti dello stesso grado (per esempio, quando rimangono due nonni, uno paterno e uno materno). Se, invece, gli ascendenti sono di grado diverso (un nonno e una bisnonna), eredita solo l’ascendente più prossimo (nonno).

Non ci sono figli, né genitori, né altri ascendenti

In questa ipotesi, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali, ma i fratelli e le sorelle unilaterali (cioè che hanno in comune solo il padre o la madre) conseguono la metà della quota che conseguono i germani, vale a dire quelli che sono figli dello stesso padre e della stessa madre.

Non ci sono figli, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti

La successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, come zii e cugini, senza distinzione di linea, ma senza andare oltre il sesto grado.

Non ci sono parenti entro il sesto grado

In questo caso, l’eredità passa allo Stato.



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