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Che succede se muore il coniuge?

26 Marzo 2021
Che succede se muore il coniuge?

Pratiche di successione, adempimenti e divisione dell’eredità: tutto ciò che c’è da sapere se muore il marito o la moglie. 

Che succede se muore il coniuge e l’altro è ancora vivo? La prima cosa da stabilire è se la coppia era sposata in regime di comunione o separazione dei beni. 

Ad influire sulla divisione del patrimonio è poi l’esistenza o meno di un testamento.

Bisognerà poi tenere conto del diritto di abitazione che, sulla casa familiare, spetta sempre al coniuge superstite. Infine, sarà necessario verificare qual è lo stato del matrimonio ossia se la coppia era ancora sposata, separata o aveva già completato la strada del divorzio.

Di tanto parleremo qui di seguito. Indicheremo cioè che succede se muore il coniuge e tutti gli adempimenti da realizzare. Ma procediamo con ordine.

Pratiche di successione

Quando muore un coniuge, gli eredi hanno un anno di tempo per presentare all’Agenzia delle Entrate la dichiarazione di successione. Si tratta di un adempimento di carattere puramente fiscale che non implica l’accettazione necessaria dell’eredità e che può svolgere anche un solo erede per conto di tutti gli altri, senza bisogno della delega di questi ultimi.

Non è tenuto a fare la dichiarazione di successione solo chi rinuncia all’eredità.

Se c’è un testamento bisognerà procedere alla relativa pubblicazione tramite un notaio. Chiunque sia in possesso del testamento è tenuto a consegnarlo al notaio.

Con l’apertura del testamento gli eredi potranno dichiarare l’accettazione dell’eredità.

In assenza di testamento, gli eredi possono procedere alla divisione dei beni tenendo conto delle regole indicate dal Codice civile che privilegiano i familiari più stretti. In questo caso, per il passaggio di proprietà di eventuali immobili, è necessario recarsi al Catasto e fare la voltura.

Ci sono dieci anni per dichiarare l’accettazione dell’eredità, la rinuncia o l’accettazione con beneficio di inventario. Solo la rinuncia è revocabile. 

Che succede se muore il coniuge in comunione dei beni?

Nel caso di comunione legale, alla morte del coniuge il superstite ha diritto alla metà indivisa (ossia il 50%) di tuti i beni oggetto della comunione stessa. Questo fa sì che la metà dei beni oggetto di comunione non ricada nell’eredità e che solo l’altra metà venga divisa tra tutti gli eredi, ivi compreso lo stesso coniuge superstite. 

Il fatto che la divisione ereditaria riguardi solo metà del patrimonio del defunto riduce anche il carico fiscale delle imposte di successione che, appunto, saranno dimezzate rispetto a quelle che altrimenti si sarebbero pagate se non ci fosse stata la comunione. 

Ricordiamo che la comunione legale non si estende a tutti i beni dei coniugi ma solo a quelli acquistati dopo il matrimonio. Sono esclusi dalla comunione i beni che:

  • erano di proprietà di un coniuge prima del matrimonio;
  • sono stati ricevuti da un coniuge per successione, ossia in eredità, indifferentemente se questa si è aperta prima o dopo il matrimonio;
  • sono stati ricevuti da un coniuge con una donazione, anche qui indifferentemente se prima o dopo il matrimonio (in ogni caso, è necessario che la donazione sia stata espressa esplicitamente in favore di uno solo due due coniugi);
  • il frutto di risarcimento del danno;
  • i beni acquistati con il ricavato dalla vendita di uno dei beni appena elencati.

Che succede se muore il coniuge in separazione dei beni?

Vediamo invece che succede se muore il coniuge nel caso in cui la coppia fosse sposata in regime di separazione dei beni.

In questo caso, ricadono in successione tutti beni specificamente intestati al defunto. La casa eventualmente cointestata cade in successione solo al 50%, mentre gli altri immobili intestati esclusivamente al defunto cadono in successione al 100%.

Anche i conti correnti, depositi, dossier titoli intestati al solo defunto ricadono in successione al 100%.

Diritto di abitazione

Al coniuge superstite spetta sempre il diritto di abitazione nella casa che prima costituiva la residenza familiare (non quindi la seconda casa o la casa vacanze). Questo diritto spetta a prescindere dalla percentuale di proprietà che viene attribuita al superstite. Sicché, gli altri eredi non potranno mandarlo via finché questi non decide di farlo da solo o non muore. 

La pensione di reversibilità

Al coniuge superstite spetta la pensione di reversibilità anche se intende rinunciare all’eredità. Si tratta infatti di un diritto che non è collegato alla patrimonio ereditario.

La polizza vita

Anche la polizza vita viene liquidata in favore del beneficiario a prescindere dall’eventuale accettazione dell’eredità da parte di questi.

Il conto corrente del coniuge

Se il coniuge defunto era titolare di un conto corrente, la banca lo congela impedendo ogni operazione su di esso in attesa di ricevere la dichiarazione di successione. Solo allora procederà a versare, in favore di ciascun erede, la rispettiva quota. Questo penalizza le coppie in comunione dei beni dove, a rigore, nella successione ricade solo la metà del conto e non l’intero rapporto. Così, potrebbe succedere che il coniuge che riceve la pensione sul conto cointestato al defunto non sia più in grado di effettuare un prelievo fintanto ché la banca non lo sblocchi. 

La pensione

Nel caso in cui il coniuge defunto fosse pensionato, spetta agli eredi comunicare subito la morte all’Inps affinché la pensione non venga più erogata. Diversamente, si commette un reato e gli eredi possono essere incriminati.

Morte del coniuge separato

Se i coniugi erano separati al momento del decesso, il superstite si considera ugualmente erede. E questo perché solo il divorzio cancella i diritti ereditari. 

Al coniuge superstite che tuttavia abbia subito l’addebito, ossia l’imputazione di responsabilità per la fine del matrimonio (si pensi al caso dell’infedele), non spettano né il mantenimento né i diritti di successione. Egli quindi non è erede del defunto.

Se il coniuge separato versava l’assegno di mantenimento all’ex, tale debito non ricade sui suoi eredi. Quindi, l’obbligo di pagamento degli alimenti si estingue definitivamente. 

Morte del coniuge divorziato

In caso di divorzio, la questione è più semplice: il coniuge divorziato perde ogni diritto alla successione a patto che la sentenza di divorzio sia già stata pronunciata all’atto dell’apertura della successione. Il divorzio comporta infatti la perdita di qualsiasi diritto alla successione. Tuttavia, il divorzio, anche se passato in giudicato, non comporta automaticamente la perdita di tutti gli eventuali diritti riguardo ai beni del defunto: nel caso di pagamento di alimenti al coniuge divorziato da parte del defunto quando questi era in vita, al coniuge divorziato a cui il tribunale aveva riconosciuto questo diritto può essere attribuita una quota della pensione di reversibilità (che perderebbe in caso di nuovo matrimonio).

Ancora una sentenza di divorzio passata in giudicato non comporta automaticamente la decadenza dello stato di beneficiario di eventuali polizze vita o fondi pensione, laddove l’ex coniuge fosse stato indicato dal defunto come tale. Questo sempre fatto salvo il diritto degli eredi legittimari di rivalersi sui premi versati prima della morte, se ritengono che il loro pagamento abbia leso il diritto alla quota legittima. 

Se poi l’ex coniuge versa in stato di bisogno ed era titolare di un assegno di mantenimento, il tribunale può attribuirgli un assegno periodico a carico dell’eredità. 

Mantenimento dei figli di divorziati

Normalmente, visto che i figli dei divorziati ereditano i beni del defunto, viene meno l’obbligo di versare un assegno per il loro mantenimento. I beni dell’eredità compensano e chiudono ogni rapporto in essere tra il genitore e i figli in caso di divorzio. 

Eredità con o senza testamento

La divisione dell’eredità e i diritti del coniuge superstite variano a seconda che il defunto abbia lasciato o meno testamento. 

Nel primo caso, il superstite è erede legittimario e, quindi, ha diritto sempre a una quota minima del patrimonio ereditario (cosiddetta legittima). Nel secondo caso, l’intero patrimonio del defunto verrà diviso secondo le regole e le quote stabilite dalla legge.

Riportiamo qui di seguito due tabelle che indicano le modalità di divisione dell’eredità con o senza testamento. Le regole sono riassunte nella seguente tabella ove sono indicate sia le quote di legittima, sia le quote liberamente disponibili per testamento, quelle cioè che possono essere lasciate a chi si vuole.

Successione con testamento

Successione testamentaria

In caso di

Legittimari

Quota a lui/loro riservata (indisponibile)

Quota liberamente disponibile per testamento

Art. (c.c.)

Coniuge vivente*in assenza di figli e senza ascendenti del defunto: il solo coniuge

1/2 eredità + dir. abitazione

1/2 eredità

540

Coniuge
+
Figlio unico (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/3 eredità + dir. abitazione
1/3 eredità

1/3 eredità

542

Coniuge
+
2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/4 eredità + dir. abitazione
1/2 eredità in parti uguali

1/4 eredità

Coniuge
+
Ascendente/i del defunto (senza figli)

1/2 eredità + dir. abitazione
1/4 eredità

1/4 eredità

544

Senza coniuge*Figlio unico (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

1/2 eredità

1/2 eredità

537 c. 1

2 o più figli (anche se viventi gli ascendenti del defunto)

2/3 eredità in parti uguali

1/3 eredità

537 c. 2

Ascendente/i del defunto (senza figli)

1/3 eredità

2/3 eredità

538

Senza figli e ascendenti del defunto

Non prevista

Intera eredità

*  equiparata  la parte di un’unione civile (art. 1 c. 21 L. Unioni Civili).

In assenza di testamento o con testamento nullo

Se chi muore lascia
Quote del patrimonio spettanti a
Solo il coniuge, senza altri eredi (figli, ascendenti, fratelli e sorelle)Tutta l’eredità al coniuge
Il coniuge e un figlio½ al coniuge; ½ al figlio
Il coniuge e due o più figli1/3 al coniuge; 2/3 ai figli
Il coniuge ed ascendenti o fratelli e sorelle (senza figli)2/3 al coniuge; 1/3 ad ascendenti – fratelli e sorelle
Solo il figlio (senza coniuge)Tutta l’eredità al figlio
Solo ascendenti½ agli ascendenti in linea paterna; ½ agli ascendenti in linea materna
Solo fratelli e sorelleUna quota ciascuno in parti uguali; i fratelli e le sorelle unilaterali (padre o madre diversi) conseguono però la loro metà della quota dei germani (stessi genitori)
Solo ascendenti e fratelli o sorelle½ eredità ai genitori; ½ diviso tra fratelli e sorelle
Altri parentiSe il defunto muore senza lasciare ascendenti, discendenti, fratelli o sorelle o coniuge, la successione si devolve in favore dei parenti entro il sesto grado [10]. A tal proposito va precisato che si applica la regola secondo la quale i legami più prossimi escludono quelli di grado più remoto
Coniuge separatoHa gli stessi diritti del coniuge non separato salvo abbia subito l’addebito


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