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Impugnazione della cartella esattoriale: quali somme vanno pagate subito

28 Mag 2014


Impugnazione della cartella esattoriale: quali somme vanno pagate subito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Mag 2014



Riscossione provvisoria: la cartella esattoriale di Equitalia va in parte pagata nonostante il ricorso presentato in primo grado davanti alla Commissione Tributaria Provinciale o in secondo grado davanti alla Commissione Tributaria Regionale.

 

Sfortunatamente, il contribuente che riceve una cartella di pagamento da parte di Equitalia non si mette al sicuro da eventuali pignoramenti e richieste di pagamento per il solo fatto di presentare ricorso davanti alla Commissione Tributaria. L’inizio della causa di opposizione, infatti, non esclude l’obbligo di pagare, in parte, le somme richieste dall’erario.

Infatti, salvo il periodo necessario a procedere all’eventuale procedura di reclamo e mediazione – durante la quale la riscossione resta sospesa (leggi l’articolo: “Riscossione e ricorso contro cartelle esattoriali: la “blocca Equitalia” in vigore da ieri”) – la presenza di un ricorso non blocca la cartella. È quella che viene definita “riscossione provvisoria”.

I termini di questa problematica devono essere così specificati.

Per prima cosa, bisogna distinguere tra primo e secondo grado di giudizio.

Primo grado

Nel caso di primo grado, non è prevista una disciplina unitaria per tutti i tributi; le norme che regolano le singole imposte forniscono, infatti, soluzioni differenti per la riscossione provvisoria.

Per esempio, con riferimento all’IVA, la legge [1] prevede che sono dovute, nella misura di 1/3 le maggiori imposte accertate e gli interessi (eccezion fatta per le violazioni alle norme antielusive, per le quali gli importi possono essere iscritti a ruolo solo dopo la decisione della Commissione Tributaria Provinciale).

Secondo grado

Invece, una volta approdati in appello, la legge [2] disciplina tutte le fattispecie in modo uguale.

In questo caso, il contribuente, nonostante abbia avviato il giudizio in secondo grado, deve pagare il tributo nelle seguenti misure:

a) per i due terzi dopo la sentenza di primo grado della Commissione Tributaria Provinciale che respinge il ricorso;

b) per l’ammontare risultante dalla sentenza della Commissione Tributaria Provinciale, e comunque non oltre i due terzi, se la stessa sentenza accoglie parzialmente il ricorso;

c) dopo la sentenza di secondo grado della Commissione Tributaria Regionale, il contribuente dovrà infine versare il residuo dovuto, ovvero la totalità del tributo, degli interessi e delle sanzioni.

Se il ricorso viene invece accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza di primo grado, con i relativi interessi previsti dalle leggi fiscali, deve essere rimborsato d’ufficio entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza.

note

[1] Art. 15 DPR 602/1973.

[2] Art. 68 D.lgs. n. 546/19992.

Autore immagine: 123rf.com


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