Diritto e Fisco | Articoli

Utilizzare il nickname altrui su Facebook o nei forum è un reato

12 marzo 2014


Utilizzare il nickname altrui su Facebook o nei forum è un reato

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 marzo 2014



Internet: il nickname è considerato uno pseudonimo e quando non vi siano dubbi sulla riconducibilità dello stesso ad una determinata persona, il suo furto integra il reato di furto d’identità.

Non è solo un nome di fantasia: il “nickname” è molto di più, specie quando un soggetto è solito firmarsi sempre con lo stesso pseudonimo. Tanto è vero che la Cassazione, con una sentenza di pochi mesi fa [1], ha riconosciuto massima tutela ai nickname usati dai netizen sul web, specie quando tali nomi valgano a identificare, in modo univoco, un determinato soggetto. In tali casi, infatti, secondo la Suprema Corte, il furto del nickname configura un vero e proprio reato. In pratica, tutte le volte in cui un soggetto si appropri del nick utilizzato da un altro utente, e lo utilizzi come se fosse il proprio, compie il reato di “sostituzione di persona”.

Il “nickname“, nel caso in cui non vi siano dubbi sulla sua riconducibilità ad una persona fisica, assume infatti lo stesso valore dello pseudonimo ossia di un nome di fantasia, la cui attribuzione, a sé o ad altri, integra pacificamente il reato di sostituzione di persona.

Immaginate una piccola realtà di paese, dove ogni individuo viene conosciuto e riconosciuto con un soprannome, tanto che, a volte, negli stessi manifesti mortuari, accanto al nome di battesimo, si accompagna la dicitura “detto…” (per es. “Mario Rossi detto il Patata”).

Nel dettaglio, secondo la Suprema Corte, il reato di sostituzione di persona ricorre in due ipotesi:

– sia quando un soggetto sostituisce illegittimamente la propria persona a quella di un altro (per esempio, Tizio si spaccia per Caio);

– sia anche quando si attribuisce ad altri un falso nome o un falso stato ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici. Per “nome” deve intendersi non solo il nome di battesimo, ma anche tutti i contrassegni di identità come i cosiddetti “nicknames” (soprannomi) utilizzati nelle comunicazioni via internet che attribuiscono una identità sicuramente virtuale.

Sebbene i nick siano destinati a valere nello spazio telematico del web, non per questo sono privi di una dimensione concreta; non si può mettere in dubbio, infatti, che proprio attraverso di essi possano avvenire comunicazioni in rete idonee a produrre effetti reali nella sfera giuridica altrui, cioè di coloro ai quali il “nickname” è attribuito.

note

[1] Cass. sent. n. 18826/2013.

Autore immagine: 123rf.com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Articolo molto interessante in quanto uso il mio nikname da oltre trent’anni, ben prima dei social network o dei pc in genere e di internet 😀
    ho studiato il mio nikname con allegato niksurname in modo che potesse essere univoco, anche se una nota agenzia di assicurazioni si è voluta chiamare allo stesso modo.
    Cabrini Maurizio aka Axa Noam

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI