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Somministrazione fraudolenta: quali conseguenze?

2 Agosto 2021
Somministrazione fraudolenta: quali conseguenze?

La legge ammette l’intermediazione di manodopera entro limiti stringenti e mai per eludere la normativa di tutela del lavoro subordinato.

Sei stato assunto con successivi contratti di lavoro da diverse agenzie di somministrazione di manodopera. Sei convinto che sia stata utilizzata questa tipologia di contratto solo per sfuggire all’applicazione dei diritti previsti dalla legge per i lavoratori subordinati. Ti chiedi come puoi tutelare i tuoi diritti.

Il divieto di interposizione di manodopera è stato eliminato dal nostro ordinamento ormai da diversi anni. In ogni caso, anche nell’attuale contesto normativo, la somministrazione di manodopera è legittima solo entro limiti stringenti.

Ma cos’è la somministrazione fraudolenta? Quali conseguenze comporta? Si tratta di un reato che è stato reintrodotto di recente e che persegue la finalità di evitare che l’intermediazione di manodopera sia utilizzata come escamotage per disapplicare ai lavoratori i diritti inderogabili previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Ma andiamo per ordine.

Somministrazione di manodopera: cos’è?

La somministrazione di manodopera [1] è una tipologia di contratto di lavoro nel quale si assiste ad una triangolazione nella relazione contrattuale tra tre soggetti:

  • l’agenzia di somministrazione, che procede ad assumere il dipendente e ad inviarlo in missione presso l’utilizzatore;
  • il lavoratore somministrato, che viene assunto dall’agenzia di somministrazione e viene inviato a lavorare presso l’utilizzatore;
  • l’utilizzatore, che stipula un contratto con l’agenzia di somministrazione al fine di ricevere il personale in missione.

La somministrazione di manodopera presuppone la sottoscrizione di due distinti contratti:

  • il contratto commerciale di somministrazione tra l’agenzia di somministrazione e l’utilizzatore;
  • il contratto di lavoro subordinato tra l’agenzia di somministrazione e il lavoratore somministrato.

Nel nostro ordinamento, l’intermediazione di manodopera può essere effettuata solo da soggetti all’uopo autorizzati dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed iscritti nell’apposito albo delle agenzie di somministrazione dopo aver verificato il possesso di una serie di requisiti patrimoniali e soggettivi richiesti dalla legge [2]. Al di fuori di questi soggetti, nessuno può assumere lavoratori per inviarli a lavorare presso un altro soggetto.

Somministrazione di manodopera: quali limiti?

L’ordinamento fissa limiti stringenti alla possibilità di procedere alla somministrazione di manodopera. Innanzitutto, vi sono una serie di fattispecie in cui tale tipologia contrattuale è vietata, ovvero:

  • per sostituire lavoratori in sciopero;
  • presso unità produttive nelle quali, nei sei mesi precedenti, sono stati effettuati licenziamenti collettivi;
  • presso unità produttive nelle quali è in corso un programma di integrazione salariale;
  • da parte di datori di lavoro che non hanno effettuato la valutazione dei rischi in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.

Inoltre, la legge fissa dei limiti numerici per l’assunzione di dipendenti somministrati e richiede la forma scritta del contratto.

Quando l’agenzia di somministrazione assume il dipendente con contratto a tempo determinato devono essere, inoltre, rispettati i limiti e i vincoli previsti dalla legge per l’assunzione del personale con contratto a termine.

Somministrazione fraudolenta: cos’è?

Fino al 2015, nel nostro ordinamento, era presente il reato di somministrazione fraudolenta che era stato introdotto per evitare che l’utilizzo dell’intermediazione di manodopera avvenga per aggirare la normativa di tutela del lavoro dipendente. Il Jobs Act aveva disposto l’abrogazione di questo reato che è stato, tuttavia, reintrodotto nel 2018 dal Decreto Dignità.

In base alla formulazione attuale della norma, il reato di somministrazione fraudolenta si verifica quando la somministrazione di lavoro è posta in essere con la specifica finalità di eludere norme inderogabili di legge o di contratto collettivo applicate al lavoratore. In questo caso, si prevede che il somministratore e l’utilizzatore sono puniti con la pena dell’ammenda di 20 euro per ciascun lavoratore coinvolto e per ciascun giorno di somministrazione.

Non è facile fare degli esempi di somministrazione fraudolenta. Affinché sia integrata la fattispecie criminosa, infatti, non è sufficiente che la somministrazione di manodopera determini una violazione di norme di legge o di contratto collettivo ma è necessario che vi sia anche l’elemento psicologico, ossia, la volontà degli autori del reato di produrre l’effetto elusivo delle norme di legge o di Ccnl. Si potrebbe pensare, ad esempio, al caso in cui le parti sottoscrivono un contratto di somministrazione al fine specifico di eludere la normativa sul contratto a termine, disattendendo i relativi vincoli.


note

[1] Art. 30 ss. D. Lgs. 81/2015.

[2] Art. 4 D. Lgs. 276/2003.


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