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Ci sono sanzioni per assenza alla visita fiscale?

2 Agosto 2021 | Autore:
Ci sono sanzioni per assenza alla visita fiscale?

Accertamento sanitario da parte dell’Inps: che cosa succede se il lavoratore non si fa trovare nel proprio domicilio e non si presenta ai controlli successivi?

Durante la malattia, l’assenza del dipendente dal posto di lavoro è giustificata ed è dovuta, nella generalità dei casi, un’indennità, che può essere a carico dell’Inps o del datore di lavoro (quest’ultimo, anche quando l’indennità è a carico dell’Inps, può essere tenuto a corrispondere un’integrazione; inoltre, deve normalmente retribuire le prime 3 giornate di assenza, dette periodo di carenza).

Il lavoratore, considerata l’importante tutela della quale fruisce, oltre a dover inviare tempestivamente la certificazione medica per malattia, deve anche restare a disposizione, al proprio domicilio, del medico inviato dall’Inps (d’ufficio o su richiesta del datore di lavoro), per sottoporsi alla visita di controllo. Ci si domanda, però, quali sono le conseguenze nel caso in cui il lavoratore non sia reperito dal medico dell’Inps al proprio domicilio: ci sono sanzioni per assenza alla visita fiscale?

La risposta è positiva: l’assenza alla visita medica di controllo Inps comporta conseguenze sia in merito all’indennità per malattia spettante, sia dal punto di vista disciplinare: nei casi più gravi, il dipendente può essere licenziato.

Comportano delle conseguenze disciplinari anche la mancata tempestiva comunicazione all’azienda dell’assenza per malattia, nonché il mancato preavviso dell’assenza alla visita fiscale, qualora vi sia un giustificato motivo per l’allontanamento dal proprio domicilio, naturalmente.

Per quanto riguarda i lavoratori iscritti alla gestione Separata, che hanno diritto a un’indennità di malattia o di degenza ospedaliera erogata dall’Inps ed anch’essi obbligati alla disponibilità per la visita fiscale, non ci sono conseguenze disciplinari, non trattandosi di lavoratori subordinati. I lavoratori possono comunque subire, a seconda dei casi, la decurtazione o la perdita completa dell’indennità di malattia.

Chi manda la visita fiscale?

La visita fiscale può essere inviata d’ufficio dall’Inps, che ha interesse a controllare la veridicità dello stato di malattia, in quanto eroga un’indennità per le giornate di assenza.

Il controllo medico può essere inoltre richiesto all’Inps dal datore di lavoro, che, a prescindere dall’indennizzabilità dell’assenza, ha interesse al corretto svolgimento dell’attività lavorativa.

Da quando può arrivare il medico fiscale?

L’Inps può disporre la visita fiscale immediatamente, non appena viene a conoscenza dello stato di malattia tramite l’invio, da parte del medico curante (o della guardia medica, del pronto soccorso, di altro medico o struttura sanitaria convenzionata…), del certificato telematico di malattia.

Il datore di lavoro può inviare immediatamente la richiesta di visita fiscale, anche se non è stata ancora inviata l’apposita certificazione medica telematica all’Inps.

Nel manuale Inps sulla richiesta della visita medica di controllo (Richiesta Vmc) si precisa, a tal proposito, che:

  • il datore di lavoro, nella dichiarazione di intenti, debba soltanto specificare che il lavoratore ha dichiarato di essere ammalato;
  • qualora il datore non sia sicuro della data di fine malattia o non disponga del certificato medico, o non possa prenderne visione, non è obbligatorio compilare il campo “data fine malattia”.

La visita fiscale può passare il primo giorno di malattia soltanto se il datore di lavoro la richiede entro le ore 12:00. La normativa in materia [1], difatti, stabilisce che il medico Inps possa passare entro la prima giornata di assenza solo qualora la comunicazione sia stata effettuata prima di mezzogiorno. In un noto messaggio [2], l’Inps specifica poi che la visita fiscale avviene entro la mattina se la richiesta arriva entro le ore 9:00 della giornata, mentre avviene al pomeriggio se arriva entro le ore 12:00.

In relazione ai dipendenti del settore privato, il manuale utente sulla richiesta di visita fiscale precisa che:

  • per domandare la visita fiscale di mattina, l’istanza deve essere inviata entro le ore 8:25;
  • per richiedere il controllo sanitario di pomeriggio, l’istanza deve essere inviata entro le 11:59.

Quando passa il medico fiscale?

Il lavoratore ha l’obbligo di rendersi reperibile, per l’effettuazione della visita fiscale, tutti i giorni della settimana, domeniche, non lavorativi e festivi compresi, presso il domicilio che ha indicato sul certificato medico, durante due fasce giornaliere orarie:

  • per i dipendenti pubblici dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle ore 15.00 alle 18.00;
  • per i dipendenti del settore privato dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Si può cambiare il domicilio per la visita fiscale?

Il lavoratore può variare il domicilio indicato nel certificato medico di malattia, comunicando il nuovo indirizzo di reperibilità attraverso la funzione, disponibile nel portale web dell’Inps, “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”; è possibile variare il domicilio più volte nell’arco di una stessa assenza per malattia.

Il dipendente deve comunque avvisare immediatamente anche il datore di lavoro e attenersi alle disposizioni del contratto di lavoro in materia di assenze per malattia.

Il dipendente pubblico deve avvertire immediatamente la propria amministrazione, che deve provvedere a sua volta ad informare tempestivamente l’Inps per mezzo degli appositi canali.

Chi è esonerato dalla visita fiscale?

I casi di esonero dalla visita fiscale sono i seguenti:

  • patologie gravi che richiedano terapie salvavita;
  • malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (solo per alcune categorie di dipendenti pubblici);
  • patologie collegate alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Ci si può assentare per giustificato motivo alla visita fiscale?

L’assenza alla visita fiscale è considerata giustificata in casi particolari, ad esempio nell’ipotesi in cui il lavoratore ammalato debba effettuare delle terapie, delle analisi o una visita medica negli orari delle fasce di reperibilità, o in situazioni di necessità che rendono indifferibile la presenza del lavoratore al di fuori del proprio domicilio.  Per approfondire: Casi di assenza giustificata alla visita fiscale.

Si deve comunicare l’assenza alla visita fiscale?

Il lavoratore che deve assentarsi durante le fasce orarie di reperibilità deve avvertire immediatamente la propria amministrazione (che provvede ad avvertire l’Inps) o il proprio datore di lavoro, fornendo la motivazione dell’allontanamento del domicilio (che dovrà essere supportata da idonea documentazione).

Che fare se si è assenti alla visita fiscale?

Il medico fiscale, non trovando il lavoratore al domicilio indicato, rilascia un invito a presentarsi a una successiva visita ambulatoriale. Se il lavoratore non si presenta, l’invito è inviato dall’Inps con raccomandata con ricevuta di ritorno.

Il lavoratore assente alla visita fiscale deve comunque trasmettere la documentazione giustificativa al datore di lavoro, all’Inps nei soli casi in cui questa presenti caratteri prettamente sanitari e non vi sia indennità a carico dell’Istituto stesso.

In questi casi, non erogando alcuna prestazione previdenziale a tutela della malattia, l’Inps può solo esprimere un parere medico-legale sulla giustificabilità dell’assenza in occasione dell’accertamento disposto.

Viene quindi rimessa al datore di lavoro la valutazione finale di competenza sulla giustificazione dell’assenza, sia per motivi sanitari (su cui l’Inps esprime solo un parere) che, a maggior ragione, per ogni altro genere di motivi.

Quali sono le sanzioni per assenza alla visita fiscale?

L’assenza alla visita medica di controllo, se non giustificata, può comportare, così come il rifiuto a sottoporsi al controllo medico, l’applicazione di sanzioni disciplinari, tra le quali il licenziamento per giusta causa.

L’assenza inoltre determina la non indennizzabilità delle giornate di malattia:

  • per un massimo di 10 giorni di calendario, dall’inizio della patologia, in caso di prima assenza a visita di controllo non giustificata;
  • per il 50% dell’indennità nel restante periodo di malattia, in caso di seconda assenza a visita di controllo non giustificata;
  • per il 100% dell’indennità dalla data della terza assenza a visita di controllo non giustificata.

note

[1] DM 15/07/1986.

[2] Messaggio Inps 4344/2012.

Autore immagine: pixabay.com


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