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Donazione di soldi: tassazione

26 Marzo 2021
Donazione di soldi: tassazione

Regali in denaro: bonifici, donazioni dall’estero, mance e donazioni di modico valore. Quando non pagare le tasse?

Riveste sempre particolare interesse il problema della tassazione della donazione di soldi: se una persona regala del denaro ad un’altra, quest’ultima è tenuta a dichiaralo all’Agenzia delle Entrate? Quali sono le tasse che bisogna versare allo Stato? Le eventuali mance ricevute nell’ambito del proprio lavoro costituiscono reddito imponibile?

Non sempre la donazione di soldi è soggetta a tassazione. Come vedremo a breve, quando si tratta di piccole somme è prevista l’esenzione fiscale. Non è l’unico caso. Anche i bonifici provenienti dai genitori e finalizzati a consentire l’acquisto della prima casa ai figli non sono imponibili. Di tanto ci occuperemo meglio qui di seguito. Ma procediamo con ordine.

Quando la donazione di soldi non va dichiarata

In generale, tutte le «donazioni di modico valore», che quindi non necessitano dell’atto notarile e possono avvenire anche oralmente, non sono tassabili. 

La legge non specifica cosa si debba intendere per donazione di modico valore né quale sia l’importo per rientrare in tale soglia. In generale, è stato specificato dalla giurisprudenza che il modico valore va rapportato alle condizioni economiche del donante: tutte quelle donazioni che non lo impoveriscono in modo sostanziale possono considerarsi “modiche”. Si pensi a un uomo che, guadagnando duemila euro al mese, ne regali mille al figlio. 

Le donazioni invece di non modico valore richiedono l’atto pubblico ossia la presenza del notaio e di due testimoni. Esse sono potenzialmente imponibili e, quindi, vanno dichiarate. Ma, come vedremo a breve, non sempre scontano l’imposta sulle donazioni. 

Qual è l’imposta sulle donazioni

Anche quando la donazione non è di modico valore non è detto che venga tassata. Difatti, la legge prevede una serie di franchigie a seconda del grado di parentela tra donante e donatario. Il regime è il seguente:

  • se il donante è il coniuge o un parente in linea retta (ad esempio, genitore, figlio, nonno, nipote, anche compresi i genitori naturali o adottivi), l’imposta è del 4% ma scatta solo per il valore della donazione che supera 1.000.000 euro (cosiddetta franchigia). Questo significa che fino a 1milione, la donazione non sconta imposte; oltre tale soglia, viene tassata solo l’eccedenza con un’aliquota del 4%. Ad esempio, su una donazione di 1.100.000 euro, bisognerà versare il 4% di 100.000 euro;
  • se il donante è un fratello/sorella, l’imposta è del 6% ma scatta solo per il valore della donazione che supera 100.000 euro (franchigia);
  • se la donazione avviene tra altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta o affini in linea collaterale fino al 3° grado, l’imposta è del 6% ma non sono previste franchigie;
  • se la donazione viene eseguita da altri soggetti, l’imposta è sempre dell’8%, senza franchigie;
  • se la donazione viene eseguita in favore di un soggetto portatore di handicap è prevista una franchigia di 1.500.000 euro (per cui la tassazione scatta solo al superamento di tale soglia); l’aliquota dell’imposta in tal caso è del 4%, 6% o 8% a seconda del grado di parentela che c’è tra donante e donatario.

Donazioni dall’estero: sono tassabili?

Secondo la Cassazione [1], su una donazione indiretta realizzata mediante un bonifico bancario disposto da una persona non residente in Italia a favore di una persona fisica residente in Italia non si paga l’imposta di donazione. Questo perché la donazione ha ad oggetto un bene non esistente in Italia (alla stessa conclusione era peraltro già giunta l’Agenzia delle Entrate [2]).

Difatti, l’imposta di donazione italiana è applicabile alle donazioni poste in essere da soggetto non residente in Italia solo se hanno per oggetto beni «esistenti in Italia» (ad esempio, un immobile o un’azienda ubicati in Italia). Tale non è, dunque, il denaro che, per effetto del bonifico, decolla da un conto corrente esistente presso una filiale bancaria non ubicata in Italia, seppur l’atterraggio del bonifico sia presso una banca italiana.

Mance: sono tassabili?

Le mance non sono soggette a tassazione. Esse infatti non rientrano nel reddito di lavoro e, quindi, non vanno riportate nella dichiarazione dei redditi. Dall’altro canto, sono sempre importi di modico valore, come tali non soggetti a imposizione fiscale.

Donazione con bonifico bancario: è tassabile?

La donazione con bonifico è tassabile secondo le regole che abbiamo appena indicato.

Diverso però è il caso della donazione indiretta, ossia il bonifico eseguito in favore del donatario al fine di dotare quest’ultimo della disponibilità economica necessaria ad acquistare un bene. Si pensi al caso del padre che faccia un bonifico sul conto del figlio per l’acquisto della casa. 

Le Sezioni Unite della Cassazione, con una sentenza del 2016, hanno stabilito che le donazioni indirette non scontano l’imposta a condizione che, nel successivo atto di acquisto, il donatario specifichi la provenienza del denaro (deve cioè dichiarare che il prezzo viene pagato con soldi provenienti dal donante).

La questione però non sembra ancora definitivamente chiusa. Una recente sentenza della Cassazione [1] ha stabilito che anche le donazioni indirette, non formalizzate in atti notarili, sono imponibili.

Quindi, il bonifico bancario che concreti una liberalità (non è così qualificabile, ad esempio, il bonifico che concreti un mero “prestito”), che non viene formalizzato in alcun atto scritto, viene ritenuto oggetto di tassazione con l’imposta di donazione. Quindi, secondo questa interpretazione anche le donazioni verbali sarebbero tassabili.

Resta la consolazione che la legge stessa esplicitamente dispone [3] l’esonero da tassazione delle donazioni indirette poste in essere al fine di dotare il donatario delle risorse occorrenti per la stipula di un atto soggetto a Iva o a imposta di registro proporzionale: è il classico caso dell’apporto di denaro dai genitori a favore del figlio che si compra la prima casa e che dichiara nel rogito la liberalità così ottenuta.

Quando non si paga l’imposta sulle donazioni

Non sono altresì soggette all’imposizione fiscale:

  • le donazioni di automobili o altri veicoli iscritti al Pra nemmeno se presenti con altri beni o diritti in uno stesso atto di donazione;
  • i trasferimenti di aziende familiari (individuali o collettive), a favore dei discendenti o del coniuge nel rispetto di specifici requisiti;
  • le donazioni effettuate per “…spese di mantenimento e di educazione”;
  • le donazioni sostenute per malattia;
  • le donazioni ordinarie fatte per abbigliamento o per nozze.

Riassumendo poi le regole che abbiamo elencato nell’articolo, possiamo concludere dicendo che non sono tassabili le seguenti donazioni:

  • donazioni ai genitori (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai nonni inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai figli (anche adottivi) inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni ai nipoti inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al marito inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni alla moglie inferiori a 1 milione di euro;
  • donazioni al fratello o alla sorella inferiori a 100mila di euro;
  • donazioni, anche tra estranei, di modico valore [4];
  • le donazioni indirette, a condizione che siano attuate mediante atti comportanti il trasferimento o la costituzione di diritti immobiliari o il trasferimento di aziende assoggettati all’imposta di registro in misura proporzionale oppure all’Iva nel rispetto delle specifiche regole previste dalla legge.

note

[1] Cass. sent. n. 8175/21.

[2] Ag. Entrate, interpello n. 310/2019.

[3] Art. 1, comma 4-bis, del Dlgs 346/1990

[4] Ag. Entrate circolare n. 3/2008


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