Diritto e Fisco | Articoli

Donazioni indirette ai figli: caratteristiche e fiscalità

17 Aprile 2021
Donazioni indirette ai figli: caratteristiche e fiscalità

Dopo aver accumulato dei risparmi, ho fatto due versamenti a favore di mio figlio su un conto cointestato con me, per aiutarlo in prospettiva di una prossima compravendita. Si tratta di circa 30.000 euro. Volevo sapere se le donazioni sono valide e se va pagata l’imposta di donazione.

Un’importante sentenza della Cassazione a Sezioni Unite [1], nel luglio del 2017, ha chiarito in quali casi è indispensabile l’atto notarile per una donazione. La Corte ha, inoltre, definito le caratteristiche della donazione indiretta e ha precisato una serie di casi concreti in cui questa è riconoscibile.

Innanzitutto, è stato affermato che, la forma dell’atto pubblico, stipulato davanti al notaio con la presenza di due testimoni, è necessaria soltanto per le donazioni tipiche. Si tratta, quindi, di regali che non sono di modico valore, con i quali il donante arricchisce, direttamente, il donatario, quale unica causa giustificatrice del contratto concluso.

Tale forma solenne, normalmente prevista a pena di validità, non è, invece, necessaria per le cosiddette donazioni indirette, cioè quelle eseguite mediante altri contratti o negozi giuridici, attraverso i quali si compie, ugualmente, una liberalità. Per la giurisprudenza della Cassazione, infatti, la norma che definisce le donazioni indirette [2] non richiama quella che prescrive la necessità dell’atto pubblico [3]. Per questo motivo esse sono valide e formalmente incontestabili anche se non si è fatto ricorso al notaio.

Passando, pertanto, all’esame delle due operazioni descritte in quesito, trattandosi di due versamenti eseguiti su un conto cointestato con suo figlio e dando per scontato che sono stati compiuti per spirito di liberalità, essi sono qualificabili come donazioni indirette.

Anche a questo proposito, è la giurisprudenza della Cassazione a suggerire questa conclusione. Secondo gli Ermellini, la cointestazione, con firma e disponibilità disgiunte, di una somma di denaro depositata presso un istituto di credito, è una donazione indiretta, qualora detta somma, all’atto dell’operazione, risulti essere appartenuta ad uno solo dei correntisti. Infatti, attraverso il contratto di deposito bancario, si realizza l’arricchimento, senza corrispettivo, dell’altro cointestatario, ovviamente, giustificato dallo spirito di liberalità.

A questo punto, diventa irrilevante l’aspetto fiscale della vicenda, visto che si tratta di spostamenti di denaro:

  • leciti, alla luce della provenienza legittima delle somme;
  • formalmente validi, atteso che non è necessario rispettare la forma dell’atto pubblico per le donazioni indirette;
  • non soggetti ad alcuna imposta, anche in considerazione del fatto che si tratta di denaro elargito ad un figlio e, in quanto tale, non tassabile poiché di valore inferiore al milione di euro [4].

Sappia, quindi, che è possibile regalare del denaro ai propri figli, anche se questi non hanno alcun reddito o non l’avevano al momento della donazione. Suo figlio, pertanto, non deve dichiarare, fiscalmente, il denaro ricevuto come un guadagno da lavoro

Per tutte le considerazioni espresse, la menzione nell’atto notarile della provenienza di parte del corrispettivo necessario all’acquisto dal proprio genitore sarebbe superflua.

Ad ogni modo, potrebbe, ugualmente, menzionare tale circostanza nel rogito, in modo da eliminare ogni possibile equivoco sulla disponibilità di quelle somme per un acquirente con un reddito non, particolarmente, elevato.

Lo si potrebbe fare anche senza che lei partecipi all’atto, semplicemente dichiarando che la cosiddetta provvista proviene, in parte, dal padre del compratore.

Articolo tratto da una consulenza resa dall’avv. Marco Borriello


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 18725/2017

[2] Art. 809 cod. civ.

[3] Art. 782 cod. civ.

[4] Art. 2 co. 49 Dl n. 262/2006.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube