Troppi soldi in banca: conti correnti a rischio

26 Marzo 2021 | Autore:
Troppi soldi in banca: conti correnti a rischio

I tassi di interesse portati in negativo dalla Bce comportano per gli istituti un costo consistente. Cosa rischia il risparmiatore.

La battaglia contro i conti correnti più ricchi è partita. E chi tiene troppi soldi in banca farebbe bene a fare una seria riflessione su come investirne una parte in modo da evitare brutte sorprese. La soglia nel mirino dei principali istituti di credito italiani è quella che da sempre si sconsiglia di superare: 100mila euro. Chi va oltre, rischia o la chiusura del conto corrente o di dover pagare delle commissioni piuttosto elevate.

Che cosa sta succedendo? Come spiega il Corriere della Sera, la Banca centrale europea, con la sua politica espansiva, ha portato in negativo i tassi di interesse in modo da favorire la circolazione di denaro e di prestiti e stimolare così la crescita economica. Questa mossa della Bce ha fatto sì che le banche debbano pagare uno 0,5% di tasso di interesse sulle giacenze. Insomma, tenere troppi soldi in cassa è diventato un problema per gli istituti. I quali, però, non hanno intenzione di pagare il conto dell’eccessivo risparmio degli italiani sul conto corrente: sarà, inevitabilmente, il cliente a farlo.

In che modo? Ogni istituto di credito, tra quelli principali, si sta muovendo secondo il proprio criterio. La decisione più drastica è quella presa da Fineco, che ha annunciato la sua intenzione di chiudere i conti correnti che superano i 100mila euro di giacenza, a meno che i loro titolari scelgano una qualsiasi forma di investimento o finanziamento. I clienti di Fineco hanno già ricevuto (o riceveranno) una «Proposta di modifica unilaterale di contratto».

Chi non chiude, passa il conto. Unicredit, ad esempio, carica sulle spalle dei correntisti una commissione dello 0,5% sui conti con giacenza superiore sempre a 100mila euro. Tuttavia, i consumatori sono stati risparmiati: la commissione interessa «solo» aziende e partite Iva. Parallelamente, vuole incentivare gli investimenti ed offrire ai clienti, retail e imprese, «soluzioni alternative ai depositi».

Intesa Sanpaolo, sempre secondo quanto riportato dal Corriere, non chiede commissioni sui soldi depositati sul conto: preferisce attivare una campagna di sensibilizzazione tra i clienti per far capire la dispersione di valore rappresentata dai conti troppo ricchi.

Dallo scorso 5 febbraio, i correntisti di Bper non consumatori che aprono un nuovo conto pagano una commissione di liquidità per i rapporti con giacenza sopra i 100mila euro. Inoltre, la banca ha iniziato una trattativa, sempre con i clienti non consumatori che hanno l’esigenza di mantenere delle somme importanti sul conto, delle condizioni contrattuali.

Pagheranno 1.000 euro di spese le aziende titolari di un conto Bnl con giacenza media trimestrale superiore al milione di euro. In pratica, 4mila euro all’anno per ogni milione di euro depositato in banca. Una commissione applicata a seconda della giacenza media potrebbe essere prevista anche da Bpm.

Insomma, tenere troppi soldi sul conto corrente comporterà dei rischi. E non solo per vedersi chiudere il rapporto bancario o per dover pagare delle commissioni elevate: occorre ricordare, infatti, che chi ha più di 100mila euro sul conto rischia di perderli in caso di fallimento della banca: oltre quella cifra, infatti, non interviene il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Quando si presenta una situazione di emergenza come questa, subentra il salvataggio interno, noto come «bail in»: se l’istituto va in crisi, intervengono – nell’ordine – azionisti e obbligazionisti, dopodiché tocca a chi ha un conto corrente con più di 100mila euro.

Non bisogna, infine, dimenticare la tentazione del Governo di imporre una patrimoniale sui depositi bancari. Il concetto sarà sempre lo stesso: chi più ne ha, più paga.



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